L'azione
di correre sui mari atta a depredare navi con i loro
preziosi carichi, sbarcare sulle coste e razziare beni
alimentari e persone, risulta praticata fin dalla più
remota antichità.
Il
capitolo storico delle invasioni turchesche sulle
sponde della Calabria è uno dei meno dibattuti benché
abbia condizionato fortemente la vita della popolazione,
costretta a subire passivamente sbarchi e rapine dei pirati
barbareschi.
L'arte
di impadronirsi dei beni altrui "correndo" lunghi
i mari ha radici antichissime, venne attuata dai Normanni,
come azione di conquista, e dagli Arabi come azioni di
semplice scorrerie.
Questi
ultimi, organizzatisi in Stati barbareschi, portarono la
loro minaccia nel Mediterraneo sino al XIX secolo.