Trascorrono
altri anni contrassegnati da incursioni da incursioni barbaresche in varie
località della Calabria.
Nell'estate del 1534 una poderosa flotta di 80 galee e
20 navi da trasporto, montate da 800 giannizzeri e 8000 soldati, si affaccia sul
Tirreno, la comanda ancora Kheyr-ed-Din Barbarossa.
Nel giugno del 1543 sarà
di nuovo Reggio a subire la furia dei corsari, forti di una flotta di 120 galee
con 14.000 uomini a bordo, al comando del solito Barbarossa .
All'apparire delle
navi, gran parte della popolazione abbandona la città fuggendo sulle alture e
nello stesso anno un'altra incursione barbaresca questa volta ad opera del
Cicala interessò le zone di Calanna ed Ardore.

M
a
sarà il 2 settembre del 1549 che un'azione piratesca contro Reggio prenderà
posto tra le più celebri negli annali d'Italia per essere stata la città messa
duramente a ferro e a fuoco.
Nel 1599 vi fu uno sbarco del Cicala a
Fossa (l'attua
le Villa S.Giovanni) che marciò verso
Reggio, dove, nell'alveo della fiumara S.Agata vi fu una battaglia tra i
musulmani e gli abitanti del luogo che respinsero i barbareschi .
A
spetti
inediti e sconosciuti ai molti sono stati quelli trattati in modo molto accurato
dallo storico Mons. Giovani Musolino
che ha trattato il tema relativo alle incursioni turche a Catona che a pieno
titolo si inseriscono nella storia reggina con particolare evidenza perché la
nota località balneare per la sua posizione geografica ubicata tra Reggio e Scilla, costituiva
un luogo importante per il transito in Sicilia .
Ed è stato un excursus storico a partire dall'occupazione romana di Reggio, avvenuta nell'anno 280 a.C.,
per arrivare alla metà del
1600.
D
urante
l'amministrazione romana venne costruita tra il 132 e 128 a.C. l'arteria
stradale della Via Popilia che si collegava con la Via Appia fino a
Reggio.
La lapide di Polla e l'itinerarium
Provinciarum di Antonio Augusto ricordano l'Ad Fretum come luogo di
passaggio dello Stretto
.
Le prime notizie sulle incursioni saracene risalgono ai primi anni del
secolo IX, infatti Padre Francesco Russo nel primo volume del suo "Regesto vaticano
per la Calabria" riporta il contenuto di un rapporto epistolare fatto
pervenire all'imperatore Carlo
Magno da Papa Leone III (795-816) l'11 novembre 813.
In essa il pontefice
informava l'imperatore che un messo, partito dalla Sicilia alla volta di Roma
per annunciare il patto decennale stipulato tra il patrizio siciliano Gregorio e
i Saraceni, aveva incontrato a Catona (nel testo Catena) un uomo che si recava
in fretta dal patrizio per annunciargli che sette navi saracene avevano
depredato un villaggio presso Reggio.
L'occupazione araba della
Sicilia, iniziata con lo sbarco a Mazara del Vallo nell'anno 827 e
nell'843 si ebbe la capitolazione di Messina.
Con l'insediamento dei Saraceni in
Sicilia, lo Stretto divenne una frontiera fra due Stati ed espose l'area reggina
ad incursioni che causavano stragi, distruzioni e deportazione di schiavitù. Un'incursione sulla costa reggina dello Stretto avvenne nell'888 quando, dopo la
sconfitta inflitta ai Bizantini nelle acque di Milazzo, i Saraceni approdarono
sulla spiaggia di Catona e dopo aver effettuato una serie di saccheggi fecero
rotta per Palermo.
Una nuova scorreria Saracena
venne realizzata da
Ahmad Ibn Quhud nel mese di settembre del 914, ma la sua flotta naufragò presso
Gallico.
N
el
1091 la Sicilia venne conquistata da Ruggero il Normanno nel 1091 e il porto di Catona
riprendesse il suo ruolo di scalo marittimo e di transito commerciale
.
Federico II fece edificare un castello sulle colline di Concessa, nel territorio
oggetto della relazione, esso aveva una posizione strategica e consentiva
un'ampia visione dello Stretto . Attualmente sono ancora visibili i ruderi
e la relativa
documentazione è contenuta nel Regesto Angioino.
Dopo
l'occupazione turca di Costantinopoli, avvenuta nel 1453, si intensificarono
gli assalti nell'area dello Stretto da parte dei turcheschi e nel 1532 venne
evitato uno sbarco nel lido di Catona grazie al pronto intervento di Paolo
Ruffo, duca di Sinopoli e feudatario di Fiumara,insieme alla sua soldatesca .
Quell'avvenimento ebbe grande eco a tal punto che anche l'imperatore
Carlo V volle esprimere la sua gratitudine per quell'impresa ardimentosa.
Egli infatti, dopo avere espugnato Tunisi con una grande armata e liberato molti
schiavi cristiani, sbarcò in Sicilia nel 1535 e da Trapani giunse a Messina.
Attraversato
lo Stretto con due galee il lunedì 3 novembre giunse a Catona, dove ricevette
l'omaggio del sindaco di Reggio Matteo Geria e delle autorità che lo invitarono
a visitare la città.
Il corsaro Barbarossa nel 1544 dopo
aver effettuato dei dannosi raid costieri nell'isola di Lipari ed a Tropea
assaltò le zone di Catona e Fiumara causando morti e diversi prigionieri.
Il
22 agosto 1552, dopo le incursioni avvenute nel mese precedente a Reggio e nei
suborghi si verificarono nuovi assalti. Alle prime luci dell'alba dell'8 giugno 1594 l'equipaggio di cinque navi turche
sbarcò sulla spiaggia di Catona e si diresse verso San Leonardo sulla strada di Salice
raggiungendo Fiumara,
dove provocarono degli incendi.