Il capitolo storico delle invasioni
turchesche sulle coste della Calabria è uno dei meno dibattuti benché abbia condizionato
fortemente la vita della popolazione calabrese, costretta a subire passivamente sbarchi e
razzie, questo ha stimolato il Circolo Culturale LAGORA ad organizzare il
nuovo appuntamento . Larte di impadronirsi dei beni altrui "correndo"
lunghi i mari è antichissima, di essa si hanno notizie sin dal II millennio a.C. .
I
Normanni lattuarono come elemento di conquista, gli Arabi come azioni di
semplice scorrerie.
Questi ultimi, organizzatisi in Stati barbareschi, portarono la loro
minaccia nel Mediterraneo sino al secolo XIX .
In questa seconda edizione si è anche
parlato dei sistemi difensivi delle coste e della loro evoluzione
attuata da Carlo VI
d'Austria che andò ad applicare una radicale trasformazione attuando nuovi criteri
bellici, ispirati al sistema francese ed olandese, abbandonando quindi il criterio
vetusto relativo ai castelli ed alle torri marittime edificate in età precedenti ed in
particolare durante il periodo spagnolo.
Il nuovo sistema si orientava verso la
concentrazione della difesa in punti strategici, con una protezione delle vie terrestri e
parallelamente di un'altrettanto difesa marittima prevenendo quindi sia gli attacchi
provenienti da terra che quelli da mare da parte dei barbareschi con l'attuazione delle
"piazzaforte marittime" , in sintesi una
concentrazione di truppe
terrestri e di marinai, che si fondavano sui criteri paralleli alla
«fortificazione
permanente», caratterizzatadall'evoluzione dell'ordinamento bastionato conosciuto
anche come sistema vaubaniano, dal suo ideatore Sebastian Le Preste, marchese di Vauban .