«.... non è forse vero che,
all'indomani del terremoto calabro-siculo
del 1783, alla paura del terremoto si era giunta la paura di uno sbarco di turchi? Certo,
la notizia si dimostrò falsa: ma è significativo che, alle soglie dell'età della
rivoluzione, ancora si parlasse normalmente di turchi, pirati e sbarchi.
Le memoria
storica di quegli anni si alimentava dei ricordi di fatti antichi e antichissimi: la
pirateria era stata, per secoli, nel Mezzogiorno, una realtà e un incubo, un modo di
vivere e di pensare, di sentire.
Talora, addirittura una speranza.
Poi tutto finì
»
.
Invece
spunta questo documento che in sintesi ne riassumiamo le parti più interessanti:
Antonio Lo Gatto padrone di una imbarcazione a vela latina atta per la pesca
costiera, il paranzello nominato
"L'Immacolata" di tonnellate 30.27.
L'imbarcazione in questione trasportava un carico di olio lungo la tratta Badolato - Napoli, per conto dei fratelli
Rocca, ma la navigazione era ostacolata dal forte vento di scirocco.
I componenti dell'equipaggio
furono testimoni oculari di un inseguimento di un altro paranzello da parte di una nave corsara, un
trabuccolo turco o greco con un equipaggio di 30 uomini munito di cannoni.