Giunge
alla nona edizione il festival del cortometraggio
organizzato dal Circolo Culturale "L'Agorà" di Reggio
Calabria, presieduto da Gianni Aiello.
Visto l'alto significato del messaggio
culturale lanciato dal sodalizio organizzatore la
manifestazione ha avuto il sostegno dell'Ufficio della
Consigliera di Parità della Provincia di Reggio
Calabria.
Le proiezioni che si
sono susseguite nella sala congressi di Palazzo "Foti",
sede storica dell'Amministrazione Provinciale di Reggio
Calabria sono stati visionati diversi
prodotti multimediali realizzati da autrici.
Infatti
nel corso della manifestazione è stato
dato spazio all’universo femminile con
la proiezione di lavori realizzati da donne
che nelle scene
dei loro lavori assumono un ruolo rilevante nella trama
del racconto visivo.
Sin dal suo
primo appuntamento, datato 2000, la manifestazione ha
offerto momenti emozionanti anche grazie alla partecipazione
della cittadinanza e delle componenti sociali della città ma
anche la partecipazione di registi, giornalisti del settore
cinematografico, che hanno supportato la manifestazione: grazie
a questa sinergia di intenti il progetto è ancora oggi in
continua espansione.
Dopo
i saluti del presidente del Circolo Culturale "L'Agorà" Gianni
Aiello che nel suo breve intervento ha tracciato un bilancio
sulle edizioni precedenti, è stata la volta della Consigliera di
Parità della Provincia Daniela Malara e della Consigliera di
Parità dell'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria che
hanno espresso parole di elogio per la pregevole iniziativa
organizzata dal sodalizio reggino.
Subito dopo ha preso la parola Gianfranco
Cordì, Responsabile della Sezione “Cinema” del Circolo Culturale
“L’Agorà” che ha commentato gli unidici corti in concorso.
Si va
da “My name is Lisa” di Ben Skelton un cortometraggio molto
ironico incentrato su alcune vicissitudini di una bambina in un
contesto di vita familiare.
A Cinzia Palumbo con “Pianeta Uomo”,
un documentario sulla Terra vista in quanto pianeta ed in quanto
fonte di risorse.
Si è passati poi a Claudio Pisano con “Sarò
Chiara” che ha affrontato il problema degli stranieri, dei
diversi, degli extracomunitari con mano leggera ma nello stesso
tempo anche sicura.
Elena Decameto con “Il dubbio” ha fornito le
immagini di un video che vede una ragazza alle prese con un
libro, interni di vita borghese per una storia molto ben
interpretata.
L’argentino “A Cassis” di Francisco Campos Lopez
ci ha raccontato le vicissitudini di un paziente schizofrenico
in una casa di cura. Mentre “Io sono Sara” di Isabella
Maccarrone è un corto tutto incentrato sul problema della
separazione e del divorzio.
Luis Bagnall con “Showrell” ha
offerto all’attenzione del pubblico presente nella sala della
Provincia di Reggio Calabria un gradevolissimo cartone animato.
Mentre Michelangelo Gregori con “Showrell” ha realizzato un
corto su alcuni momenti di vita intrecciati e tessuti e tenuti
insieme.
Si è quindi passati alla sezione ungherese molto ben
rappresentata anche quest’anno con due cortometraggi molto ben
girato.
Notevole è la “mano” con la quale gli autori ungheresi
tratteggiano e disegnano le loro opere.
Si è passati da Nora Kovacs con “Az to bor” con una sequenza molto ben congegnata di
luoghi ungheresi e sempre di Nora Kovacs “La coscienza"
sul problema tanto dibattuto da Svevo fino a Freud
dell’interiorità.
Infine ha concluso la nona edizione del
festival “Hypergonar” “Tana libera tutti” di Vito Palmieri una
lieve storia di bambini. In complesso le opere presenti
quest’anno alla rassegna – ha detto Gianfranco Cordì – hanno
dimostrato la notevole sicurezza espressiva raggiunta dagli
autori dei cortometraggi sia italiani che stranieri, la potenza
delle loro immagini e la forza nel far sentire le loro voci
all’interno del panorama italiano ed internazionale.
Si è avuta
- ha continuato Cordì – con l’edizione di questo anno una sorta
di conferma definitiva sulle qualità di tutti i partecipanti
soprattutto per quanto riguarda il materiale “girato” in alcuni
casi con rara maestria e perizia.
Molto cresciuti sono apparsi
gli autori italiani e non hanno certamente sfigurato gli
ungheresi che si sono dimostrati veramente maestri nell’arte del
cortometraggio.
Infine – ha detto sempre Cordì – con l’edizione
di quest’anno abbiamo portato a Reggio qualcosa come cento
cortometraggi che è una specie di piccolo record che appartiene
al Circolo Culturale “L’Agorà”.