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Premio
giornalistico "Gino
Votano" |
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Si è voluto ricordare la figura di Gino
Votano sia dell'uomo, del personaggio di cultura che del giornalista.
Ad
egli
è stato intitolato il premio ed a tale
iniziativa la
nostra associazione ha accettato di buon grado
di partecipare a tale manifestazione.
La
giornata è stata organizzata
dall'associazione culturale "Teatro del
Mediterraneo", sodalizio che opera sul
territorio da un ventennio ed in particolare
nel quartiere di Archi.
Si
è potuto toccare con mano una situazione ben
diversa da quella comunemente conosciuta per
altri motivi che non possono e non devono
criminalizzare una intera collettività.
Essa,
la prima nata in un territorio ad alto rischio
criminalità, rivendica l'attenzione dedicata
nel tempo ai diversi aspetti della
comunicazione, come momento di crescita
sociale e culturale della popolazione.
Ricerca,
quindi come studio, divulgazione e
sperimentazione nel campo della comunicazione,
elementi atti a far ritrovare agli abitanti
del quartiere la propria identità culturale e
di rinsaldare un tessuto sociale provato dalla
criminalità organizzata: questi gli intenti
che il sodalizio persegue sin dal
momento della sua fondazione.
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La
prima parte della manifestazione è stata
caratterizzata da alcune mostre sul
quartiere allestite nel Centro didattico
e dopo la visone del documentario "Il
Ponte interrogativo" di Alessandro
Gaeta, giornalista Tg1, è seguito
il |
dibattito che ha visto la presenza dello stesso autore, del
sindaco di Rosarno Gianfranco Saccomanno
e di Francesco Votano giornalista Tg1, mentre
i lavori dell'intera manifestazione sono stati
coordinati dall'annunciatrice Rai Paola Mari.
Alla
fine della prima parte dei lavori è stato
premiato con una targa Alessandro Gaeta .
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La
sessione pomeridiana ha visto come relatore Daniele Zangari del
Circolo Culturale L'Agora che è intervenuto sul tema "Ricordo
di Gino Votano", risultato alquanto toccante, visto anche il
ricordo dei numerosi amici presenti alla manifestazione e che hanno
voluto ricordare sia l'uomo che la persona di cultura.
«Era
giusto - esordisce Daniele Zangari - finalmente ricordare la
figura di Gino Votano. Questo Convegno è il riconoscimento dovuto
ad un uomo che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca storica
e alla raccolta di documenti sulla Calabria, su Reggio e il suo
rione Archi, in modo particolare.»
Ma
adesso la domanda, come dice qualcuno viene spontanea: ma chi era
costui ?
Ebbene,
Gino Votano nacque ad Archi nel 1924, fu storico, studioso e
animatore culturale nonché fondatore dell'Associazione
culturale "Teatro del Mediterraneo".
Dalle
ricerche dello studioso sono emersi risultati straordinari,come
quelli relativi all'area di Pentimele che fu il primo luogo abitato
di Reggio.
La
collina di Pentimele prende il suo nome in forza di una leggenda che
parla di cinque bellissime fanciulle eguali nell'aspetto che
abitavano sulla collina, le quali per farsi distinguere dai
corteggiatori, al tramonto intonavano cinque canti diversi (da qui
penti mele = cinque canti).
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Intorno
al XIII secolo a.C. e fino al XII si hanno notizie della presenza di
tribù Ausonie ed Eoliche.
Infatti
il toponimo Lupardini, secondo il Roholfs risale al termini Liparini,
cioè di Lipari; l'isola da cui giunse il re ausonio Giocasto, che
fonti storico-letterarie
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Eraclide
Pontico e Diodoro Siculo) confermano abbia fondato il suo regno nei
paraggi di Reggio nell'età del Bronzo recente (XII secolo a.C.).
Il
culto di Giocasto fu tramandato dai Calcidesi che coniarono delle
monete con la sua immagine nel V secolo a.C..
Le
stesse fonti confermano che il celebre e mitico menhir di Giocasto
(1268 a.C.) sorgeva appunto alla base della collina di Lupardini.
Giocasto,
figlio di Eolo, sovrano delle Lipari, re di Reghion (1289 a.C.) fu
ucciso secondo la leggenda da un drago.
Reggio
fu sede di antiche Scholae e Confraternite, dalle orfiche alle
pitagoriche.
L'orfismo
(XII secolo a.C.) vive nella dialettica materia-spirito e nel
suo svolgimento ciclico, la materia, intesa come suprema
iniziazione.
In
questa visione vanno lette la morte di Giocasto, il rinsavimento di
Oreste, l'assassinio di Kroton.
Herakles,
passando con i suoi armenti da Pallanzio Reggina, tributò il suo
omaggio al gigantesco menhir di Giocasto (1244 a.C.).
Il
Votano nella sua narrazione puntuale afferma che nella vallata
del Rosignolo fu eretta la chiesa di S.Maria del Bosco o
dell'Arco.
Da
qui Archi al villaggio reggino.
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Nell'era
quaternaria a Lupardini viveva il pinguino boreale, detto Alca
Impennis.
Nel
medio pleistocene (50.000 a.C.) nelle alture di Lupardini giocava un
bambino di cinque anni (il prof. Adolfo Berdar rinvenne una
mandibola del bambino di Neandhertal).
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Sulla
collina di di Pentimele vivevano cervi, rinoceronti ed elefanti.
La
leggenda narra che Oreste infisse nella roccia la sua spada di
bronzo e innalzò in un boschetto (vallata del Rosignolo) vicino
Reggio un Tempio in onore di Apollo Minor.
E
proprio nel porto che sorgeva di fronte la collina di Pentimele,
sbarcò nel 62 d.C. San Paolo, che si fermò nel vicino tempio di
Diana, da dove inizio la testimonianza della sua fede che poi
porterà a Roma, allora centro del mondo.
Tutto
questo ci narra Gino Votano, con semplicità e ricchezza di
contenuti dei suoi lavori che meriterebbero di essere pubblicate in
modo che possano utilmente servire anche in un ambito più vasto ed
essere un punto di riferimento civile a quei giovani che guardano
alla terra dove vivono come un quartiere attualmente in degrado.
Questa
"Storia" può rappresentare un'eredità,una storia così
nobile non può essere dimenticata, ma invece rivalutata e rivissuta
nelle scuole, nella toponomastica, ma,soprattutto, nella coscienza
civile dei suoi abitanti.
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Dopo
l'assegnazione dei premi giornalistici si è passati al tema
"Comunicazione e Istituzioni" cui hanno partecipato Carlo Parisi, segretario del sindacato giornalisti calabresi, Giuseppe
Soluri, Presidente dell'Ordine, Giuseppe Aprile, Direttore
Responsabile sia del giornale
nazionale "il Paese
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Possibile" e
de "Il Tribuno", Gianfranco Cordì, responsabile
della "sezione cinema" del Circolo Culturale L'Agorà.
Il
dibattito che ne è scaturito è stato interessante sia per le
autorevoli presenze, per lo stimolante argomento che per gli
interventi.
Come
l'intervento
di Gianfranco
Cordì si è basato sulla situazione attuale ed al rapporto
comunicazione ed istituzione, che secondo il relatore, oggi rappresenta un
qualcosa di urgente.
Infatti
a riguardo tale rapporto sembra essere non la
notizia edulcorata (quella resa morbida dai vari Fede, Giordano o
vattelapesca), ma è la notizia che non passa, in altre parole: la
notizia che non viene data.
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Il
relatore ha posto l'accento anche sui fatti recenti e nella
fattispecie quelli relativi a Sabina Guzzanti che si è vista
chiudere, su Rai Tre, il suo programma dopo una sola puntata,
Dario Fo che si è visto censurare il suo spettacolo
"L'anomalo bicefalo" dal "Piccolo" di
Milano o che lo stesso Presidente
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del Consiglio, minaccia, in questi giorni di voler
chiudere dei giornali.
E Paolo Flore D'Arcais che di recente
dichiara testualmente: "In televisione l'informazione non passa
più".
La
disamina di Gianfranco Cordì è stata anche un'analisi storica,
come ad esempio quella relativo al famoso "ventennio",
dove: « il vero problema del fascismo non fu, paradossalmente,
il fascismo stesso ma tutta la società civile
che scaturì dal fascismo: società civile e comunicazione, dunque.»
Nella
parte conclusiva del suo intervento. Gianfranco Cordì, ha
evidenziato la "strana" situazione in cui si trova
il sodalizio culturale di cui egli fa parte, e cioè che i comunicati stampa non
vengono pubblicati da alcuni quotidiani locali: questa è la
vera censura, non la notizia di parte (di destra o di sinistra che
dir si voglia), ma la notizia che non c'è.
E, come tutti sappiamo,
oggi, sempre più: se non appari non esisti. Per citare un'altra
magnifica canzone, di Ron, il punto è che: "alle ragazze
non chieder niente/perchè niente ti posson dare/se il tuo nome non
è sui giornali/o si fa dimenticar".
Gianni
Aiello ha parlato di diritto all'informazione, della carta costituzionale
e di certe "aperture" a manifestazioni che si svolgono in questa dormiente città
a dispetto di altre.
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