2 - 4 agosto

     

 

Prima edizione del festival del cortometraggio denominato "Hypergonar", organizzato dal Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con il Circolo Culturale "L'Agorà".
 

La manifestazione, dopo la conferenza stampa tenutosi nel salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio ha avuto il suo quartier generale presso l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti, dove nel corso di tre giornate sono stati presentati al pubblico i lavori giunti da diverse località della penisola italiana.

Come motto della manifestazione è stato adottato la massima di Corrado Alvaro, scrittore reggino : «L’arte non è altro che la forza di suggestione di un particolare»  tratta da “Il nostro tempo e la speranza”, (Fisiologia del cinema: Obiettivo non obiettivo)
 
 

L'evento speciale della prima giornata spetta all’ultima produzione del filmaker reggino Gaetano Labate “La storia di Reggio mai raccontata” che ha il merito di aver inserito, dopo pazienti e laboriosi ricerche, i filmati inediti relativi al disastroso terremoto del 1908 che sconvolse l’area dello Stretto ma anche quella di ripercorrere 3000 anni di storia di Reggio Calabria.

La proiezione ha una tecnica narrativa che affianca le memorie degli archivi a capitoli interamente sceneggiati. L'altra produzione è “Domenicarchivio”, relativo all’archivio di Stato della città dello Stretto, dove viene descritta la storia ed il  prezioso patrimonio cartaceo della struttura.

Si è passati poi al video del prof. Piero Sacchetti “Per un itinerario iconografico del sacro”, relativo ai tesori religiosi del Piccolo Museo San Paolo, al corteo storico, che ogni anno si svolge a Seminara, e condensato nella parti più salienti (la produzione originale ha la durata di circa sessanta minuti) da Gianni Aiello in  “Il ritorno di Carlo V” , per poi passare alle splendide immagini subacquee di Filippo Mallamaci in “Odissea sommersa” tra queste il pasto di un pesce San Pietro. 

Un video biologico, per definizione dello stesso autore, che ha puntato a valorizzare le bellezze delle coste reggine. L'autore elimina qualsiasi eventuale voce di commento per lasciare parlare la macchina da presa.

Ha concluso la prima giornata, dedicata alla sezione dei documentari e dell’esplorazione, il video di Nino Armeli, docente universitario di storia presso l’Università  di Messina, che presenta il documentario avente come titolo “Reggio nei secoli (tra passato e presente)” che ha rivolto uno sguardo filosofico sulle vicende storiche di antiche città dell'hinterland reggino.

 

 

PROGRAMMA

PRIMA EDIZIONE

 

 

 

TITOLO

 
 

REGISTA

 

 

La storia di Reggio mai raccontata

Per un itinerario iconografico

Odissea sommersa

Il ritorno di Carlo V

Domenicarchivio

Reggio nei secoli

 

Gaetano Labate

    Piero Sacchetti       

Filippo Mallamaci

Gianni Aiello

Gaetano Labate

Nino Armeli

 

Il friulano Gianni Maran presenta "Ala de vita" in lingua originaria del poeta Biagio Marin (nato a Grado il 29 giugno 1891) da una modesta famiglia di marinai e proprietari dell'Osteria alle Tre Corone.

In questo lavoro che ha la durata di circa quindici minuti l'immagine diventa poesia: poesia di immagini che emozionano mostrando luoghi e cose difficilmente separabili dalle persone amate e da quel mondo, quel microcosmo che le avvolge: il mare, il vento, i pini, l'ambra dell'estate e i gabbiani, gli antichi mestieri. 

E' l'occhio e la sensibilità monocromatica del gabbiano, apparentemente incapace di distinguere il colore ma padrone assoluto di tutte le piccole sfumature artistiche a condurci in questo viaggio nel microcosmo lagunare di Grado. 

L'isola di Grado è un paesaggio letterario grazie alle liriche di Biagio Marin che guida il racconto in tappe obbligate e che ne ha fatto un mito poetico. 

 

L'occhio del regista entra in quello del gabbiano. 

Il veneto Daniele Carrè con il suo lavoro dal titolo "Il mio mondo personale" compie un viaggio visivo all'interno della non accettazione della realtà. 

 

PROGRAMMA

PRIMA EDIZIONE

 

 

 

TITOLO

 
 

REGISTA

 

 

Ala de vita

Il mio mondo personale

Dormono sulla collina

Studium urbis

Dimensione curva

Periscopio

La fuga

Fantasmi di luce

Il cerchio

The making of "Il buio oltre"

 

Gianni Maran

Daniele Carrer       

Gianni Aiello

Adriano Cirulli

Gianni Aiello

Gianni Aiello

Flavio Moretti

Flavio Moretti

Flavio Moretti

Flavio Moretti

 

Si passa allo stage di Martin Curletto dove vi è il rapporto tra i movimenti dell'attore e quelli del torero e dal quale è stato ricavato il lavoro omonimo "Toros" : da esso sono stati estratti alcuni interessanti fotogrammi dai quali si evince la poesia e la carica emotiva che l'artista riesce a sprigionare.

Vengono presentati ben quattro video di Flavio Moretti "La fuga" che apre con una citazione del letterato transalpino Guy de Maupassant «Il passato mi attira, il presente mi spaventa perchè l'avvenire è la morte» , poi si passa a "Fantasmi di luce" con chiari riferimenti all'argomento ecologico e di quello che sarà il prossimo futuro.

"Il cerchio" relativo al mondo della droga e "The making of (Il buio oltre)" che è un viaggio itinerante e descrittivo delle tecniche dei progetti realizzati dal valido artista.

Gianni Aiello presenta oltre a "Dimensione curva", "Periscopio" anche "Dormono sulla collina" un lavoro le cui immagini nude e crude (tombe in stato di degrado e ossa di defunti disseminate) tratte da un cimitero abbandonato che danno un personale senso di religiosità dell'autore.

Molte le citazioni letterarie e storiche tra cui Shakespeare, Foscolo e l'editto napoleonico di Saint Cloud .

 

Adriano Cirulli presenta "Studium urbis" che in diciassette muniti scandisce una sceneggiatura variopinta del mondo universitario, dove il protagonista della storia, in qualità di studente, vedendosi

respinto malamente ad un esame, decide di vendicarsi del professore insultandolo davanti a tutti.

Ma è un ragazzo di indole timida e i suoi tentativi falliscono e deluso degli infruttuosi tentativi, decide di rinunciare al suo intento e abbandonare l'università, ma inaspettatamente riesce nel suo scopo ed inizia una brillante carriera universitaria.

 

PROGRAMMA

PRIMA EDIZIONE

 

 

 

TITOLO

 
 

REGISTA

 

 

L’ultima città

Vivere e morire a Nord-est

Uccidiamo il chiaro di luna

Camere di Confine

Rapid eyes movements

In fondo agli occhi

Catrame

Election Day

Io sono Sara

Az öt bőr  - (La coscienza)

Bireme

 

Federica Vicino    

Daniele Carrer       

Andrea Princivalli

Milo Busanelli

Stefano Bertelli   

Matteo Merli

Serena Zanzu

Raffaele D'Ari

Isabella Maccarone

Nora Kovacs

Nora Kovacs

 

L'evento speciale della giornata conclusiva spetta al medio metraggio di Beniamino Catena con "Marcia Funebre di una marionetta" realizzato nel 1994 ed ha la durata di 43 minuti, caratterizzati da immagini in controluce con primi piani agghiaccianti , sullo sfondo di una torbida sensualità. Francesco Azzini presenta "Immobilmente" che narra la storia di un signore di mezza età che si ritira nella calma di un lago per "lavorare" su se stesso. Ama il silenzio, la natura, il soggetto del corto è stato curato da Alessandro Riondino, fratello maggiore di Davide.

Il romagnolo Edoardo Savorelli presenta "Tutti tranne me" frutto di una collaborazione con un altro giovane regista Gianluca Tortoriello: il lavoro è uan fiction ben interpretata dai giovani protagonisti. I lavori del reggino Benedetto Trunfio "Italiani in Germania: Natale da soli" che in quattordici minuti (il lavoro è stato realizzato nel periodo 1969-71) sintetizza la vita degli emigranti italiani in Germania: il film è stato girato a Gevelsberg Westfalen, le riprese degli interni sono state effettuate nei dormitoi degli emigranti come appaiono nel documentario. Dice l'autore «fin da bambino avevo una grande passione per il cinema, sopratutto come attore: non potendo accedere al cinema professionista - per mancanza di mezzi ho cercato di fare un film tutto mio». Il secondo lavoro  "La forza del destino" ha la durata di sette minuti ed è stato realizzato a Milano nel 1974 e con questo lavoro il Trunfio vuol mettere in evidenzia che con la forza della volontà si può cambiare le direttive del fato .

C'è stato spazio anche per lo sport con le proiezioni di un filmato amatoriale che non è stato per nulla manipolato o corretto e presentato nella sua integrità dove si son viste alcune fasi di un giro ciclistico della provincia di Reggio Calabria, il lavoro è datato 1975. Poi alcuni frammenti relativi ad un torneo di Kendo tenutosi nella città dello Stretto ed alla proiezione di "Reggio Calabria a gonfie vele" dove vengono narrate le esaltanti prestazioni del team velistico del dott. Carlo Colella. Spazio anche ad alcuni video clip tra cui quelli degli S.N.P e del gruppo OMERTHA', di Caulonia Marina .

Cala quindi il sipario sulla prima edizione di «HYPERGONAR» che ha portato a Reggio Calabria oltre 30 film relativi al mondo “sommerso” dei fotogrammi, dove in pochi minuti si riesce ad allargare un’idea, un messaggio oltre che visivo anche concettuale: quello del cortometraggio.

Esso è la sintesi di un processo intellettuale e tecnico in grado di comunicare esaustivamente un messaggio. Un sentito grazie a tutti coloro che partecipando a questa edizione hanno creduto in Noi e nel nostro  progetto e quindi fin da adesso ci stiamo prodigando per l'allestimento  e la messa in opera della  prossima edizione.           

A presto quindi.

 

 

 

 

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