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FRANCO MOSINO, intellettuale e linguista di notevole caratura, vive a Reggio .  

Autore di numerosi saggi storici.

 

 

   
 

 

 

536 d.C.

 

Reggio, caduto nel secolo V d.C. l'impero romano d'occidente, si ritrovò senza protezione ed in balia delle minacce e delle invasioni dei barbari, che da nord passavano per Reggio, per poi proseguire in Sicilia. Reggio fu più volte saccheggiata e devastata, al punto che le sue fortificazioni e le sua mura di difesa erano state abbattute. Quando l'imperatore bizantino Giustiniano venne dalla Sicilia a Reggio nel 536 d.C., si rese conto della importante funzione strategica della città continentale, provvista di porto e luogo di transito obbligato per i flussi commerciali e militari, che dall'Italia passavano nell'isola. Pertanto ordinò di costruire le difese, il porto e le mura di Reggio: ciò consentì alla città di superare indenne o quasi momenti difficili, che, in assenza di difese valide, avrebbero potuto portare alla sua completa distruzione, e per sempre, come avvenne per Locri, Caulonia, Vibo ed altre località sparse sul territorio.

 
 

 

730 d.C.

 

Intorno al 730 a.C. coloni greci provenienti da Zancle (Messina), da Calcide e da altri luoghi della Grecia, fondarono vicino alla foce del fiume Apsia la città di Reggio. L'oracolo aveva predetto in Delfi che essi dovevano fondare la colonia calcidese, dove trovarono un maschio congiunto ad una femmina. I Greci videro sulla riva del continente italiano un fico selvatico,a cui si appoggiava e si allacciava una vite. Ritennero che quello fosse il sito predestinato e vi fondarono la città di Reggio, dopo aver allontanato i barbari che vi abitavano. Il nome della nuova città si spiega con un toponimo pre-greco, affinché alla voce rex = re, che i coloni grecizzarono nella forma di Règhion.