Ciň che č accaduto lo scorso 4 ottobre intorno alle 12,30 in
Ungheria forse causato dal cedimento strutturale di una
diga al cui interno erano depositati diversi residui
chimici di una fabbrica di industria pesante in quel di
Ajka, cittŕ ubicata nella provincia di
Veszprém,
nell'Ungheria
nord-occidentale.
L'onda d'urto, causata dalla fuori uscita dei fanghi rossi
altamente tossici - costituiti dai residui industriali
della bauxite e di altri minerali contenuti in tali
fanghi di colore rosso proprio per la presenza di ossido
ferrico – che si č riversata nelle aree circostanti č
stata caratterizzata da un volume di acqua e fanghi pari
a circa 1.000.000 di metri cubi.
Quanto sopra evidenziato spiega la drammaticitŕ delle immagini,
susseguitesi velocemente sui vari canali d'informazione,
caratterizzate da allagamenti di un'area di circa 40
chilometri quadrati.
Ciň che č accaduto ad Ajka, 160 chilometri a ovest di Budapest, lo
scorso 4 ottobre viene considerato come uno dei piů
gravi disastri ambientali verificatesi al mondo.
Ciň ha causato al momento la morte di dieci persone (un uomo di 72
anni deceduto lo scorso 7 novembre all'ospedale di Gyor
a seguito delle gravi ustioni riportate in vaste parti
del corpo – circa i 2/3 -), centinaia di feriti
ustionati in diversi parti del corpo, migliaia di
persone evacuate, vaste aree dedite all'agricoltura,
agli allevamenti, alla pesca, al turismo, hanno subito
gravi devastazioni.
bancari riportati sul volantino
in argomento.
Un'altra importante azione informativa č
stata realizzata attraverso lo strumento telematico di
facebook dove trova spazio il Centro studi
italo-ungherese "ARPAD" e che tale operazione ha
riscosso un considerevole
successo, dati questi riscontrabili dalla consultazione
del sito in argomento.
Successivamente sono
stati sensibilizzati alcuni rappresentanti politici e
fino all'estensione di tale resoconto c'č da registrare
quanto argomentato nella proposta del Consigliere
comunale Demetrio Delfino con la proposta portata
all'ordine del giorno del 29 ottobre avente come tema ”Solidarietŕ alle vittime della catastrofe dei fanghi velenosi di
Devecser in Ungheria” e nello specifico si riporta :
«Apprendendo in questi giorni del gravissimo Il disastro
ambientale che si č verificato il 4 ottobre in Ungheria
dovuto all'ondata di fango rosso altamente tossico
fuoriuscita da una fabbrica di alluminio, che ha causato
la morte di nove persone, centinaia di feriti, migliaia
di persone evacuate ed oltre un centinaio di feriti
ustionati in diverse parte del corpo, persone queste che
necessitano di cure mediche.
Danni all'agricoltura, alla pastorizia, agli
allevamenti, al turismo che si ripercuoteranno
inesorabilmente sulla vita economica e sociale del
paese.
Tale situazione sta assumendo dati
preoccupanti, in quanto c'č il
forte rischio che tali rifiuti possano anche interessare
il Danubio, visto che il Raba, uno sei suoi affluenti, č
giŕ stato raggiunto da tali fanghi rossi. In questi casi
le Istituzioni non possono e
non devono rimanere insensibili nei confronti dei
discendenti di coloro che ,č bene ricordarlo, diedero un
consistente aiuto (soldi, invio di medicinali, etc) alle
popolazioni di Reggio e di Messina a seguito del
terremoto del 28 dicembre del 1908 .
In virtů di queste doverose premesse
storiche risulta necessario dare un segno, tendere la
mano ai fratelli ungheresi per questi motivi
il
Consiglio Comunale di Reggio Calabria esprime estrema vicinanza e piena solidarietŕ al popolo Ungherese e
s’impegna a pubblicizzare le modalitŕ con cui chiunque
puň dare un segno concreto di solidarietŕ inviando aiuti
di qualsiasi genere che vadano a lenire le sofferenze
che la popolazione sta attraversando» .
Ritornando all'operato del Circolo Culturale
“L'Agorŕ” e del Centro studi italo-ungherese "ARPAD"
piace evidenziare che oltre alle sopra menzionate
“sollecitazioni” ha pensato di versare anche una quota,
anche se pur simbolica a favore delle popolazioni
colpite, infondo fare cultura non č solo organizzare
manifestazioni e/o giornate di studi a tema, ma anche
lasciare un messaggio, come quello della solidarietŕ .
Infine, ma non per
ordine d'importanza, chiunque volesse dare un segno
concreto di solidarietŕ si segnalano gli estremi
bancari dell'Associazione Caritativa Ungherese
dell'Ordine di Malta (Magyar Máltai Szeretetszolgálat) e
della Caritas ungherese
(Magyar Katolikus Karitász), le
quali si impegnano per distribuire gli aiuti alle
persone bisognose ed alle tante che
necessitano di cure mediche .
nome: Magyar Máltai
Szeretetszolgálat (Associazione Caritativa Ungherese
dello
SMOM)
indirizzo: 1125
Budapest, Szarvas Gábor út 58-60.
IBAN: HU64
1178 4009 2020 0673 0000 0000 (OPT BANK)
SWIFT:
OTPVHUHB
Causale: „iszapkárosultak”
nome:
Magyar Katolikus Karitász (Caritas Ungherese)
indirizzo:
1111 Budapest, Bartók Béla út 30.
IBAN: HU09
1201 1148 0012 4534 0080 0007 (Raiffeisen Bank)
SWIFT: UBRTHUHV
Causale: „ISZAPÁR”