
Si è svolta venerdì 14 marzo la conversazione organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “Il delitto Maria Boccuzzi e la canzone di Marinella”, affrontato dal Presidente del sodalizio organizzatore, Gianni Aiello. Nel 1964, Fabrizio De André, pubblica “La canzone di Marinella”, brano che prese spunto da un fatto di cronaca nera, risalente al 28 gennaio del 1953, relativo al ritrovamento del corpo di una donna crivellato di colpi d'arma da fuoco, all'anagrafe Maria Boccuzzi nel fiume Olona, tra Rho e Milano. Il caso, tuttora irrisolto, tenne banco sulla cronaca nera dei quotidiani dell'epoca per diverse settimane. Il brano musicale scritto e composto nel 1963 dal poeta del Mediterraneo Fabrizio De André con l'arrangiamento musicale di Gian Piero Reverberi, pubblicato la prima volta sul singolo Valzer per un amore/La canzone di Marinella del 1964 dallo stesso autore e pubblicato dall’etichetta discografica Karim. Successivamente, venne cantata da Mina e memorabile fu l’esecuzione andata in onda nel corso della quarta puntata della trasmissione televisiva “Canzonissima” del 19 ottobre 1968. La narrazione de “La canzone di Marinella” è da considerarsi pura poesia letteraria e trae origine da un fatto di cronaca nera avvenuto a Milano nel 1953 che vide coinvolta, suo malgrado, Maria Boccuzzi, che venne ritrovata cadavere. Il suo corpo crivellato da vari proiettili, venne ritrovato nelle acque del fiume Olona nelle prime ore del 28 gennaio 1953. Il caso di Maria Boccuzzi, tutt’ora irrisolto, tenne banco sui quotidiani per anni. L’assassino – infatti – non fu mai trovato. La sua storia, che ha come sfondo la Milano in bianco e nero del boom economico, è la storia di un sogno spezzato. Maria Boccuzzi giunse a Milano, quando aveva solo nove anni, siamo nel 1929, con la propria famiglia. Era figlia di Carlo Boccuzzi e Rosa Barreca, una famiglia di umili origini e sin da bambina, dimostrò una spiccata passione per la danza, che sognava di trasformare in una carriera. Il nucleo familiare era composto da tre figli, due maschi ed una bimba di nome Maria, nata l'8 ottobre 1920 a Radicena (l'attuale Comune di Taurianova nella provincia di Reggio Calabria), da una famiglia di braccianti agricoli. Maria sin da bambina, dimostrò una spiccata passione per la danza, che sognava di trasformare in una carriera. Nonostante le difficoltà di integrazione della famiglia Boccuzzi nel contesto sociale e lavorativo meneghino, Maria, non smise mai di alimentare il suo sogno: in diversi momento della giornata, durante i pomeriggi d’estate, si esercitava nella piccola corte del palazzo dove viveva, immaginando il giorno in cui avrebbe calcato un vero palcoscenico. Milano è l’ America e anche Maria all’età di 14 anni trova lavoro come operaia presso la manifattura tabacchi di via Moscova. E sul lavoro come nella canzone inizia la sua storia d’amore con un giovane studente di nome Mario. Mario, il primo amore che ti dice una bugia e per cui Maria scappa abbandonando la famiglia e la sicurezza dell’infanzia. Con i genitori avversi a quel fidanzato Maria sceglie di iniziare una nuova vita con Mario. Ma la nuova vita si rivela difficile e il ragazzo non si rivela il principe azzurro che Maria aveva creduto. Abbandonata da Mario, sola e senza soldi Maria comunque testardamente non ritorna dai genitori forse anche per non dargli ragione su quel ragazzo che avevano ritenuto fin dal principio inaffidabile. Maria è una ragazzina di soli 15 anni senza istruzione e senza punti fermi e per una giovane bellezza mediterranea come lei nella Milano di quei tempi si possono aprire solamente due strade: o quella dello spettacolo o quella della prostituzione. In entrambi i casi la bellezza della ragazza è determinante. Maria da ragazza onesta intraprende la prima strada cambiandosi anche nome. Un nome perfetto per l’avanspettacolo che è una filastrocca: Mary Pirimpo. Ma la carriera artistica non va bene e si ritrova a ballare in compagnie di terzo ordine, in cui gli spettatori sono interessati a vedere solo le cosce delle ballerine. Tra questi l’ingenua Mary conosce Jimmy, un giovane elegante pieno di promesse illusorie. La ragazza ci casca e si innamora del secondo farabutto che gli aprirà le porte del sesso a pagamento. Infatti Jimmy, stanco della ragazza la cede come un pacco al suo amico Carlone che di mestiere fa il protettore. Maria pian piano cade nel giro della prostituzione. La bella ragazza calabrese piena di speranze diventa una prostituta di un bordello di bassa lega del quartiere San Salvario di Torino. Successivamente lavora lungo le rive del fiume Olona nei pressi di Milano, dove nella prima mattinata del 29 gennaio del 1953 verrà ritrovata cadavere lungo le sponde del fiume Olona da alcuni operai. La manifestazione, organizzata dall’Associazione reggina, rientra nel ciclo di incontri denominata “Una giornata per De Andrè - Popoli e Culture nel Mediterraneo”.

