
Il Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria ha organizzato una conversazione sul tema “1966-2026: nel sessantesimo della morte di Gilberto Govi”. La manifestazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino ha ricevuto il Patrocinio della Città Metropolitana di Genova per la valenza dell’’incontro e l’alto significato del tema trattato. Nel corso della giornata di studio si sono registrati una serie di interventi, sia del mondo istituzionale che culturale. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, ha registrato le presenze del Consigliere delegato alla Pubblica Istruzione della Città Metropolitana di Genova Filippo Bruzzone, di Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”), di Gilberto Lanzarotti (Presidente del celebre “Teatro Rina e Gilberto Govi” di Genova), Ivano Castellani (Direttore artistico del “Teatro Rina e Gilberto Govi”) e di Antonio Megali (Vice presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”). Ricorre quest’anno il sessantesimo anniversario della morte di Gilberto Govi, lo straordinario fondatore del teatro dialettale genovese, uno dei simboli più rappresentativi della città della Lanterna ma anche del teatro italiano tutto. Amerigo Armando Gilberto, il suo nome completo, nasce a Genova il 22 ottobre 1885 da una famiglia di origine mantovana; frequenta per tre anni l’Accademia di belle arti, studi dai quali ricaverà la caratteristica di un trucco di scena che costruiva ogni sera sul proprio viso come su una vera maschera. Il legame tra il celebre attore genovese Gilberto Govi e la Calabria è di natura prettamente culturale e si sostanzia in un solido ponte artistico con la città dello Stretto. Le due realtà condividono un rapporto di gemellaggio e stima reciproca nato nel segno della promozione teatrale e della memoria storica. Nonostante Gilberto Govi non abbia origini calabresi (essendo nato a Genova da famiglia mantovana), la sua rivoluzionaria opera di sdoganamento del teatro dialettale ha un valore universale. Le sue commedie più celebri — come I maneggi per maritare una figlia e Pignasecca e Pignaverde — sono state spesso celebrate e riproposte anche al di fuori dei confini liguri, contribuendo ad unire il patrimonio delle tradizioni regionali italiane in un unico grande mosaico culturale. A sedici anni ottiene il mitico “impiego sicuro” come disegnatore dalle Officine elettriche genovesi ma la passione per il teatro lo induce fin da subito ad affrontare notevoli difficoltà e compromessi con gli orari lavorativi per iscriversi all’Accademia filodrammatica italiana ospitata nel Teatro Nazionale, struttura nella quale però erano consentite solamente recite in lingua italiana. Nel 1916 fondò la "Compagnia Dialettale genovese". Come professionista condusse la sua compagnia al successo in molte città d'Italia, nell'America Meridionale (1926) e a Parigi (1930) e contribuì a far nascere un autentico repertorio regionale genovese. Nel 1923 rappresentò al Teatro dei Filodrammatici di Milano la commedia “I manezzi pe majà na figgia” di Nicolò Bacigalupo che segnò l’inizio del suo successo a livello nazionale. Nel 1926 lasciò per la prima volta l’Italia per una tournée in America Latina, una vera e propria spedizione in piroscafo, durata mesi, che lo portò a rappresentare in giro per il mondo ben 78 commedie, direttamente nei luoghi dove vivevano numerosi italiani, che da pochi anni avevano ripreso un intenso movimento migratorio verso l’Argentina e l’Uruguay. Gilberto Govi è riconosciuto come una delle figure più significative del teatro dialettale genovese. Nonostante l’attore genovese utilizzi, infatti, un linguaggio fortemente italianizzato – e quindi facilmente comprensibile – la parola è continuamente accompagnata da un’espressività vivacissima, ottenuta grazie alla mimica facciale, alla postura e alla gestualità. La sua versatilità lo vede impegnato anche lel mondo del cinema, tra i quali: Colpi di timone (1942), Il diavolo in convento (1950), e sul piccolo schermo, presente nel programma televisivo de “Il Musichiere” e, successivamente, anche in un famoso Carosello per una nota marca di tè dove interpreta il simpatico personaggio di Bàccere Baciccia.


