Si è svolta lunedì 26 maggio la presentazione del libro, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, del libro “Giovanni Toschi, il Toschino, Un piccolo-grande bomber che segnava solo i gol importanti...” del giornalista e scrittore Paolo Bottari. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione reggina, ha registrato la presenza di amici, calciatori, giornalisti, dirigenti, semplici tifosi che nel corso dei loro interventi fanno emergere diversi momenti di riflessione ma anche ricordi ed aneddoti. “Giovanni Toschi, il Toschino, Un piccolo-grande bomber che segnava solo i gol importanti...” è il titolo del nuovo libro del giornalista e scrittore lucchese Paolo Bottari dedicato alla storia e alla carriera del funambolo che segnò e fece sognare le tifoserie di Lucchese, Reggina, Mantova, Torino, Cesena, Foggia, Novara e Viareggio. Un vero castigo per gli avversari di gioco ma una gratificazione per le varie squadre in cui ha militato. L’incontro, organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, registra l’alternarsi di amici, calciatori, giornalisti, dirigenti, semplici tifosi che nel corso dei loro interventi fanno emergere diversi momenti di riflessione ma anche ricordi ed aneddoti. Toschi è la figura romantica di un calcio che non c’è più, fatto di passione, impegno, fedeltà, indipendentemente dalla categoria in cui ha militato. Nelle 220 pagine del libro sono contenuti diversi scatti fotografici, ricordi, aneddoti ed articoli della stampa sportiva del periodo, cifre queste che ripropongono sotto i riflettori la figura di quell’acrobata del rettangolo verde, che ancora oggi, vanta tanti estimatori. Toschi è ricordato ancora oggi come “l’uomo della provvidenza” perché, imprendibile com’era, segnava e faceva segnare solo i gol che contavano. Gli inizi in Toscana, prima in piccole squadre, poi con la Lucchese in serie D. A tal riguardo un aneddoto, raccontato dallo stesso Giovanni Toschi: “Quando andai in prova alla Lucchese, era un giovedì pomeriggio, e vi era una partita: titolari contro rincalzi. L’allenatore, Ruggero Sala, con precedenti di calciatore con la Roma e la Triestina, al quale non suscitai una buona impressione, tra l’altro esternò questo suo pensiero al portiere Semenzin, che insistette per farmi fare il provino. Giocai una bella partita contro la prima squadra della Lucchese, segnando due reti, che mi permisero di superare il provino”. Con la squadra rossonera collezionò 34 presenze, segnando 10 reti. Poi la Reggina in serie B, a 21 anni, dove rimase tre anni dal 1967 al 1970. Con la Reggina in serie B, a 21 anni, rimase tre anni dal 1967 al 1970. Con la maglia amaranto segnò 20 reti in 106 gare, tra cui l'unico gol di testa della sua carriera. Memorabili i gol segnati contro il Catanzaro e la doppietta al Messina, quando la Reggina si impose per 4 a 2. Nel corso della sua carriera calcistica, svolse il suo ruolo in attacco che allora si definiva "ala", e nel secondo anno a Reggio Calabria giocò in coppia con Franco Causio che indossò la maglia numero 7 sulla fascia destra, mentre Giovanni Toschi a sinistra con la maglia numero 11. Nel corso della conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” di Reggio Calabria, si è parlato del periodo magico della Reggina 1914, quella di Oreste Granillo, Tommaso Maestrelli, Enzo Dolfin, Armando Segato e dei tanti calciatori che furono compagni di squadra del funambolo toscano. L’anno successivo, all’età di 24 anni, Giovanni Toschi viene ingaggiato dal Mantova, allenato da Gustavo Giagnoni, che conquisterà la serie A. Nella squadra biancorossa, Giovanni Toschi mise a segno 11 goal in 38 partite. Successivamente indosserà la maglia granata del Torino, dove rimarrà sino al 1973, registrando 30 presenze e 3 reti realizzate. Nel 1971-72 la partecipazione alla Coppa delle Coppe, segnando 3 gol agli irlandesi del Limerik. Nel campionato 1973-74 si trasferisce al Cesena, neopromossa nella massima serie, con 4 reti realizzate, registrando 43 presenze. Nel 1975-76 con il Foggia in serie B, con la squadra rossonera riconquista la serie A e con i satanelli realizzerà 2 reti su 27 presenze. Successivamente al Novara con 42 presenze e 5 reti. A trentatré anni l'ultima esperienza tra i professionisti al Viareggio, serie C2, prima di chiudere con la squadra del suo paese, il Porcari, a 38 anni. Nel corso della conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, a Giovanni Toschi sono giunti gli auguri di Josè Altafini e del mitico radiocronista Ezio Luzzi, storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Oltre alla presenza dell’autore del libro, Paolo Bottari, la manifestazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, ha visto l’alternarsi al microfono di diversi graditissimi ospiti, che con la loro presenza hanno arricchito la conversazione. Semplici tifosi come Nanni Itri, Carmelo Genovese, Lorenzo Logoteta, Santo Quattrone, il giornalista Eugenio Marino, la figlia del presidentissimo Oreste Granillo (1960-1976), Maria Stella, Mimmo Praticò (presidente della Reggina dal 2015 al 2019), Franco Iacopino (storico dirigente della A.S Reggina 1914 per 42 anni) , Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, l’allenatore della prima storica promozione in serie B. Tommaso Maestrelli fu l’allenatore degli amaranto dal 1964 al 1968, a seguito della conquista della serie cadetta, vinse il Premio Seminatore d’oro per la Serie C, sfiorando, l’anno successivo, la promozione in serie A. É stata la volta di Bruno Iacoboni (portiere della Reggina dal 1967 al 1974) che nel corso del campionato di Serie B 1970-1971 ha stabilito un record di imbattibilità di 1088 minuti. Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” nel corso del suo intervento, ha esposto alcune foto, facenti parte del suo archivio, di quella Reggina, ricordando anche che Giovanni Toschi, era il suo idolo, così come per tanti bambini che si recavano allo stadio Comunale di Viale Galileo Galilei. Tanti i ricordi, gli aneddoti che sono emersi nel corso della presentazione della presentazione del libro “Giovanni Toschi, il Toschino, Un piccolo-grande bomber che segnava solo i gol importanti...“, così come ricordato dallo stesso protagonista, Giovanni Toschi, intervistato da Paolo Bottari, nella location dello stadio Porta Elisa di Lucca, dove tutto ebbe inizio. Di lui ebbe a dire l’indimenticabile giornalista sportivo Sandro Ciotti: “tipica ala giocattolo che ricorda  per stile e rapidità. Dribblatore sconcertante e tiratore efficace  dalla media e corta distanza, sfrutta le capacità di opportunista per realizzare i gol in piena zona Cesarini.”

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26 maggio 2025
la manifestazione