Si è svolta venerdì 21 marzo la conversazione organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “Federico II, un uomo al centro dell’universalità mediterranea”, che è stato affrontato dalla ricercatrice toscana Elena Pierotti.  Il nuovo incontro, predisposto dal sodalizio culturale reggino, ha acceso i riflettori sulla figura del sovrano Federico II di Svevia. Imperatore e re di Sicilia, fu un sovrano illuminato, guerriero e mecenate, rivoluzionando politica, arte e cultura. Personalità forte e poliedrica, capace di parlare sei lingue (latino, siciliano, tedesco, greco, arabo e francese), cultore delle arti e della poesia, promotore di ideali di pace e tolleranza, Federico II di Svevia venne chiamato da molti suoi contemporanei “stupor mundi”.  Personalità forte e poliedrica, capace di parlare sei lingue (latino, siciliano, tedesco, greco, arabo e francese), cultore delle arti e della poesia, promotore di ideali di pace e tolleranza, Federico II di Svevia venne chiamato da molti suoi contemporanei “stupor mundi”. Sotto la guida di Federico II il Sud d’Italia è stato il luogo delle
decisioni, della politica, della scienza e della formazione. Con Federico II è stato possibile pensare ad una realtà in cui l’uomo di potere è affascinato dall’altra parte del mondo, dalla diversità, dalla scoperta del bello e dello sconosciuto, in un’epoca interessata dalle guerre di religione Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia, nacque il 26 dicembre 1194 a Jesi (Ancona), nelle attuali Marche. Appartenne alla dinastia tedesca degli Hohenstaufen, figlio dell’imperatore Enrico VI di Svevia e di Costanza, figlia di Ruggero II d’Altavilla, primo sovrano normanno di Sicilia.
Federico diventò re di Sicilia quando aveva appena 4 anni, nel 1198. Alla morte del padre, fu sotto la tutela della madre e, morta anche Costanza, sotto quella diPapa Innocenzo III. All’età di 21 anni Federico venne incoronato re di Germania ad Acquisgrana e nel 1220 diventò imperatore con la benedizione di papa Onorio III. Il suo Impero comprendeva buona parte dell’Italia settentrionale, i territori dell’Europa centrale ed il Regno di Sicilia. Divenuto imperatore, la preoccupazione principale di Federico II fu quella di dotare il Regno di Sicilia di un assetto amministrativo moderno, in cui il potere fosse accentrato nelle sue mani. Per perseguire questo obiettivo Federico II adottò una serie misure, tra le quali limitò il potere dei baroni, del clero e di altre entità territoriali. Nel contempo costituì un forte esercito, costituito anche da contingenti di mercenari, l’istituzione nel 1224 di nuove realtà amministrative indirizzate alla buona gestione del Regno, la fondazione dell'Università di Napoli, dove venivano insegnate principalmente le scienze giuridiche. A Salerno invece promosse nel 1231 la scuola di Medicina, dove istituì, per la prima volta in Europa, la cattedra di anatomia. Con Federico II il Regno di Sicilia godette di un periodo di prosperità mai avuto in altri tempi. Esso costituiva il centro dell'organismo politico più vasto che ci fosse in Occidente. La posizione di Federico II si complicò ulteriormente nel momento in cui all’ostilità del papato si affiancò quella della Lega dei comuni lombardi. Mentre la Lega si andava riorganizzando, nel 1236 il sovrano svevo fece irruzione nel Nord Italia con un poderoso esercito. Il 27 novembre 1237 l’esercito milanese fu sconfitto a Cortenuova, nei pressi di Bergamo. Nel 1241 Gregorio IX morì e fu proclamato papa Innocenzo IV.  Il 17 luglio 1245 Innocenzo fece approvare dall’assemblea la bolla di deposizione dell’imperatore. A seguito di tali decisioni, i principi elettori tedeschi, appoggiati dal Papa, elessero ben due mozioni in opposizione a Federico, che nel 1248 subì una rovinosa sconfitta a Parma e dovette rinunciare alla sua aggressiva politica estera. Federico II morì appena due anni dopo, il 13 dicembre 1250, a Castel Fiorentino, nei pressi di Foggia. Le sue spoglie sono conservate nella Cattedrale di Palermo.

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21 marzo 2025
la conferenza