Si è svolta lunedì 27 luglio la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “I Calabresi e la guerra delle Fiandre”. Il nuovo incontro, predisposto dall’associazione  reggina, ha registrato la presenza del Presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello che, nel corso della conversazione ha presentato parte degli studi, frutto di variegate ed elaborate ricerche, a riguardo il tema in argomento.   Il legame tra la Calabria e la Guerra delle Fiandre (XVI e XVII secolo) è rappresentato dal massiccio reclutamento di soldati calabresi nei Tercios spagnoli, i reparti di fanteria impiegati dalla Corona spagnola per domare la rivolta nei Paesi Bassi durante la Guerra degli Ottant'anni e la Guerra dei Trent'anni. I "bellicosi fanti calabresi" combatterono sui campi di battaglia delle Fiandre inquadrati nei celebri Tercios dell'Impero spagnolo durante la Guerra degli Ottant'Anni e la Guerra dei Trent'Anni. La Guerra delle Fiandre, nota come Guerra degli ottant'anni (1568-1648), fu il conflitto con cui le 17 province dei Paesi Bassi si ribellarono al dominio di Filippo II di Spagna.  Tra le cause della guerra figuravano la Riforma, la centralizzazione, la fiscalità e i diritti e i privilegi della nobiltà e delle città. Dopo le fasi iniziali, Filippo II di Spagna, sovrano dei Paesi Bassi, schierò i propri eserciti e riprese il controllo della maggior parte dei territori occupati dai ribelli. Tuttavia, le rivolte diffuse nell'esercito spagnolo portarono a una rivolta generale. I contingenti calabresi presero parte ad alcune delle campagne e degli assedi più logoranti della Guerra dei Trent'anni, un conflitto che devastò l'Europa tra il 1618 e il 1648.   I Calabresi che presero parte alla Guerra delle Fiandre tra il XVI e il XVII secolo furono principalmente soldati di ventura, membri dell'aristocrazia meridionale e fanti arruolati nei potenti tercios spagnoli di stanza nel Regno di Napoli. I soldati calabresi ebbero un ruolo storico di primissimo piano all'interno dei Tercios Viejos, i temuti reparti di fanteria della Corona Spagnola. I fanti calabresi, noti nelle cronache dell'epoca come "bellicosi", vennero inquadrati stabilmente nei tercios spagnoli insieme ai soldati siciliani. Il reclutamento nel Tercio Viejo de Sicilia, avveniva nel territorio del Regno, dove un consistente numero di fanti e volontari calabresi veniva effettuato nelle province di Reggio, Cosenza e Catanzaro. Non esiste un elenco nominativo completo dei soldati calabresi arruolati nei Tercios spagnoli, poiché gli archivi storici militari (come l'Archivo General de Simancas in Spagna) conservano registri arruolamento divisi per singola compagnia e non per regione d'origine. Si tratta delle Listas de soldados de infantería espagñola y sus pagas, dove sono annotati nome, età e descrizione fisica dei soldati. I fanti arruolati in Calabria venivano inizialmente imbarcati nei porti tirrenici (come Reggio Calabria, Pizzo e Paola) o ionici e trasportati via mare fino a Genova. Reclutati in tutta la regione, questi fanti servirono fedelmente l'Impero sia in Italia che lungo le complesse direttrici del leggendario Cammino Spagnolo, conosciuto anche come Camino de los Tercios Españoles: una via logistica terrestre che partiva dal Ducato di Milano (raggiungibile via mare anche dai porti calabresi e siciliani) e attraversava le Alpi. Valicate le quali, attraverso il Ducato di Savoia, il percorso proseguiva poi per Franca Contea, Lorena, Lussemburgo, Vescovado di Liegi e Fiandre fino a raggiungere Bruxelles. Questi soldati furono impiegati per mantenere il controllo asburgico sui Paesi Bassi e parteciparono agli assedi più duri dell'epoca, come ad esempio quelli di Ostenda, Harleen, Breda, Alkmaar, Groningen.  Molti cadetti e membri della nobiltà feudale calabrese (esponenti di famiglie come i Carafa, i Ruffo o i Caracciolo) servivano come ufficiali e capitani, investendo i propri capitali nell'arruolamento di compagnie di archibugieri e picchieri. La presenza calabrese non ebbe a riguardare soltanto i soldati di ventura, ma anche ingegneri militari, ma anche componenti dell'aristocrazia e vari signori feudali che se pur non nati o residenti sul territorio calabrese, erano titolari di baronie in quell’area. Il legame tra i Carafa e le Guerre delle Fiandre riguarda principalmente la partecipazione di alcuni suoi membri come ufficiali negli eserciti della Corona spagnola tra la fine del '500 e l'inizio del '600, come ad esempio i conti di Ruvo e duchi d'Andria combatterono personalmente nelle Fiandre arruolati nell'Esercito spagnolo. Si ricordano tra gli altri il gesuita Camillo Costanzo, nativo di Bovalino, il nobile e condottiero Carlo Spinelli dei duchi di Castrovillari, così come la famiglia dei Caracciolo, inclusi i Caracciolo Rossi. Secondo le fonti ufficiali, non vi è un coinvolgimento diretto tra la famiglia Ruffo e la "Guerra delle Fiandre", mentre dati certi riguardano il collezionismo d’arte ed il commercio marittimo tra la famiglia aristocratica ed i Paesi Bassi.

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27 luglio 2026
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