Giunge alla ventitreesima edizione, la giornata di studi sul periodo napoleonico, denominata “5 maggio”. La manifestazione, storicamente e da sempre organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro Studi “Gioacchino e Napoleone”, ha il merito di analizzare ed accendere i riflettori su vari aspetti del periodo storico in argomento. La manifestazione, storicamente e da sempre organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” e dal Centro Studi “Gioacchino e Napoleone”, ha il merito di analizzare ed accendere i riflettori su vari aspetti del periodo storico in argomento. Il nuovo incontro, predisposto dalle due co-associazioni reggine, ha registrato le presenze della ricercatrice toscana Elena Pierotti e di Gianni Aiello, Presidente delle due co-associazioni reggine. Il nuovo incontro, predisposto dalle due co-associazioni reggine, registra le presenze della ricercatrice toscana Elena Pierotti e Gianni Aiello (Presidente delle due co-associazioni reggine). Elena Pierotti, laureata in storia presso l’Università di Pisa, collabora con diverse riviste specializzate, ed autrice di alcune pubblicazioni scientifiche. La graditissima ospite del Circolo Culturale “L’Agorà” e del Centro Studi “Gioacchino e Napoleone” ha relazionato sul tema “I Bonaparte poco esplorati”.  L’area di Belmont: ridente località nella Baia di San Francisco, da monitorare e rileggere attentamente – esordisce Elena Pierotti. La famiglia di Napoleone Bonaparte nel 1769, quando nacque il futuro Imperatore, aveva le sue radici in Corsica. In quell’area i Bonaparte erano legati ad una famiglia locale molto influente: I Cipriani. Anche loro di origine fiorentina (lo erano i Bonaparte ma con un ramo familiare toscano presente a San Minato, in provincia di Pisa) in Corsica avevano trovato riparo. La leggenda vuole che un fratello di latte di Napoleone, un Cipriani appunto, sia stato sostituito con l’ex imperatore al momento del suo decesso a Sant’Elena, nel 1821, e che dunque il Napoleone oggi sepolto a Parigi non sia in verità l’autentico Imperatore francese. Che per l’occasione sarebbe fuggito negli Stati Uniti con una nuova identità. Non ci sono prove concrete su tali vicende però moltissime pubblicazioni, anche di storici, parrebbero sostenere situazioni non così lontane da questa possibilità. Vi è un filo conduttore che collega l’area di Belmont con diversi personaggi del periodo napoleonico e, successivamente quello risorgimentale, quali Leonetto Cipriani, legato anche a Giuseppe Mazzini, ricordando che un ramo della famiglia Cipriani aveva sede in Calabria, e vi è qualche attinenza, prosegue la relatrice, con lo sbarco di Gioacchino Murat, sulle coste calabresi, in quel di Pizzo. Leonetto Cipriani, prima di stabilirsi definitivamente in Italia, e precisamente a Livorno, aveva vissuto per un certo periodo a Belmont, in California, divenendo qui una sorta di boss locale, e rivestendovi anche il ruolo di Sindaco in città. È stata la volta di Gianni Aiello (Presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” e del Centro Studi “Gioacchino e Napoleone”) che nel corso del suo intervento ha svolto una breve analisi sulle vicende di alcuni prigionieri inglesi nella provincia della Calabria Ultra. Durante il periodo napoleonico, in particolare tra il 1806 e il 1810, la Calabria fu teatro di una feroce guerriglia tra le truppe francesi (che occupavano il Regno di Napoli) e le forze anglo-borboniche, causando la cattura di prigionieri su entrambi i fronti. Nello specifico si tratta del tenente Phillip James Elmhirst, nato il 1° maggio 1781 nel Lincolnshire, in Inghilterra. Nel 1805 prese servizio come marinaio scelto (able seaman) a bordo della cannoniera “Africa”, 64 cannoni e 500 uomini al comando del capitano Digby. Proprio in quell’anno prese parte alla storica battaglia di Trafalgar, dopo di che, fra il 1808 e il 1812, effettuava azioni di pattugliamento nel mar Adriatico per intercettare le navi addette al rifornimenti della truppe francesi che occupavano le isole ionie. Nel corso di quel periodo, a seguito di un naufragio, fu catturato e fatto prigioniero, insieme ai componenti del suo equipaggio, in Calabria, nella parte alta dell’alto jonio reggino, dove rimase dal settembre 1809 all’aprile 1810. La sua permanenza sul territorio viene ampiamente descritta nel suo memoriale dal titolo “Occurrences During a Six Months' Residence in the Province of Calabria Ulteriore: In the Kingdom of Naples in the Years 1809, 1810”, pubblicato poi, a Londra, nel 1819. Si tratta di un affascinante resoconto della vita nella parte Meridionale del Regno di Napoli di inizio Ottocento che offre una prospettiva unica su una regione del paese poco studiata. Le dettagliate osservazioni del tenente inglese della Royal Navy Philip James Elmhirst sulla gente e i costumi della Calabria Ulteriore gettano luce su un'epoca e un luogo spesso trascurati nelle analisi storiche. Vengono analizzati e descritti altri dati, come ad esempio quelli atmosferici, come quanto descritto nel diario datato venerdì 20 ottobre. Altre cifre riguardano ad esempio lo stupore dello stesso Philip James Elmhirst, quando nel suo diario registrava le usanze dei calabresi nel corso del periodo natalizio, come ad esempio l’allestimento del presepe. La detenzione di Philip James Elmhirst si concluse a Messina a seguito di uno scambio di prigionieri. Nel 1818, re Giorgio IV concesse a Phillip 1.000 acri di terre della Corona sulla sponda settentrionale del lago Rice, in Ontario, Canada. Questo fu un riconoscimento per il suo impegno contro Napoleone nella battaglia di Trafalgar. Lasciata la sua fattoria nel Lincolnshire, in Inghilterra, Phillip si stabilì a Port Hope. Morì l'11 gennaio 1866 a Otonabee Township, Peterborough, Ontario, Canada, all'età di 84 anni.

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5 maggio 2026
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