Si respira la giusta atmosfera presso la location della Biblioteca Comunale "Pietro De Nava" di Reggio Calabria, quartier generale che ospita la giornata di studi relativa all'eroe della scuderia bonelliana.

Ed a testimonianza di quanto sopra espresso sono le cifre che si sono ricavate dall'incontro come la buona partecipazione del pubblico e l'attenzione che lo stesso ha rivolto durante la discussione.

Da sottolineare, anche, ma non per ordine d'importanza, il compiacimento da parte della casa editrice  che ha dimostrato con una sua lettera di compiacimento di aver ben gradito l'iniziativa organizzata dal Circolo Culturale "L'Agorà", proprio per l'anniversario della nascita dell'eroe che è stato ricordato anche nella Città dello Stretto.

A tal proposito, Gianni Aiello, presidente del sodalizio organizzatore ha letto ai presenti, nel corso del suo intervento, un breve comunicato di compiacimento da parte di Stefano Marzorati dell'ufficio stampa e relazioni esterne della Sergio Bonelli Editore: [... siamo lieti che abbiate rivolto la vostra attenzione verso la nostra casa editrice e che Tex sia oggetto del vostro convegno. Siamo lusingati ogni volta che dell'esterno di giungono segnali di interesse e di affetto, segnali che, ovviamente, testimoniano la vitalità e la popolarità di Tex. ..]

Dopo la lettura del comunicato della Sergio Bonelli Editore, Gianni Aiello ha effettuato un breve excursus  sul personaggio oggetto della conferenza e, nel contempo, ha portato all'attenzione dei presenti anche aspetti sociali, culturali, storici ed antropologici del fumetto e dei riflessi che lo stesso ha avuto in Italia. 

Il giustiziere texano nasce il 30 settembre del 1948 per la Bonelli come striscia, anche se - precisa Gianni Aiello - nel 1947 sempre per la stessa casa editrice usciva "Il giustiziere del West".

Un biennio, quello relativo al 1947-48, nel quale l'Italia è uscita da poco e non bene dal secondo conflitto mondiale e che proprio il fumetto rappresenta uno degli elementi utili a trasmettere serenità al paese, ricordando anche che sotto il "ventennio" i fumetti non erano ben visti.

Quindi il 1948 rappresenta la "rinascita" degli eroi di kina e diverse case editrici danno alle stampe diversi personaggi che vanno ad arricchire la letteratura fumettistica italiana.

Il fumetto quindi come informazione, sollecitazione culturale, infatti in esso troviamo:

Questi, naturalmente alcuni degli esempi.

Nel 1948, quindi la nascita di Tex Willer per la Bonelli, mentre negli anni '50 troviamo Capitan Miki, stampato per la Editoriale Dardo a cura del Gruppo Esse Gesse che, visto il grande successo nel 1954 dà alle stampe Il Grande Blek o conosciuto anche come Blek Macigno.

La Bonelli risponderà nel 1961 con Zagor e successivamente nel 1966 con Comandante Mark: tutti gli eroi menzionati hanno un grosso seguito di lettori.

Subito dopo Gianni Aiello passa ad analizzare le aree geografiche dove svolgono le loro gesta.

Il quartiere generale di Tex Willer è ubicato tra gli Stati Uniti ed il Messico, mentre per Capitan Miki è il Nevada ed invece Zagor agisce tra Stati Uniti, Messico e Sud America.

Gianni Aiello sottopone all'attenzione del pubblico i punti di incontro tra Il Grande Blek ed il Comandante Mark: entrambi i personaggi hanno in comune il territorio dove agiscono, nella fattispecie il Canada, ma anche le loro azioni si svolgono in un ben determinato periodo storico e cioè durante la guerra anglo-francese per l'annessione del vasto continente.

Dopo l'intervento di Gianni Aiello la parola è passata ad Antonino Megali, socio del Circolo Culturale "L'Agorà", che ha esordito con "Per tutti i diavoli,che mi siano ancora alle costole?” - una delle classiche espressioni degli eroi della prateria, difensori delle fasce deboli. 

Con queste parole Tex entrava nella storia del fumetto e nella vita di tutti gli appassionati del genere. Era il 30 settembre 1948. Autori Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galeppini.

Il nome dato inizialmente era Tex Killer. Per evitare la censura del tempo viene cambiato,prima di andare in stampa,in Willer. Il 1948 è un anno importante per il fumetto e va ricordato per Pantera Bionda una tarzanide in minigonna di leopardo,creata da Dalmasso. L’editore fu incriminato processato e condannato.

Compare in quell’anno anche Kansas  Kid   di  Cossio ,protagonista di storie in puro stile Western.

Debutta anche il Piccolo Sceriffo:un bambino che cattura l’assassino del padre e dopo viene nominato sceriffo.

E inoltre hanno grande successo  Gim Toro, Sciuscià, Pecos Bill, tutti scomparsi.

L’unica testata rimasta è quella del nostro eroe che resta l’unica a offrirci uno spaccato delle trasformazioni della nostra società negli ultimi sessant’ anni.

All’inizio non ebbe un successo travolgente,anche se i lettori avvertirono subito la diversità del personaggio. Il fumetto allora era patrimonio dei ragazzi e accusato di corruzione e immoralità dagli adulti. Si aggiunga che Tex doveva fare i conti sul mercato con le testate gia citate e poi con le altre apparse alcuni anni dopo:Capitan Miki, Il Grande Blek, Kinowa, Nembo Kid.

Pensate che l’albo di Tex a strisce vendeva sessanta-settantamila copie,Blek e Miki arrivavano a centottantamila. Il successo venne quando fu intuita la sua diversità dagli altri eroi del fumetto e sdoganato da un pubblico adulto.

Ma chi è Tex? - domanda Antonino Megali - Conosciamo il suo passato, a rate,molto più tardi dalla sua apparizione,quando è solo un fuorilegge con tanto di taglia sulla testa. Da giovane era un mandriano e gestiva col padre Ken e il fratello Sam un ranch nel Texas.La madre non apparirà mai. Sappiamo solo il suo nome:Mae.Un anziano pistolero,Gunny Bill,gli insegna l’uso della pistola. Il padre viene ucciso dai banditi durante una razzia e il giovane Tex decide di farsi giustizia da sé.

Trova poi lavoro presso alcuni girovaghi da rodeo,dove,dopo averlo domato,si guadagna Dinamite. Il cavallo sarà suo compagno inseparabile di molte avventure,poi scompare in modo misterioso.

Gli autori evidentemente avevano capito che bisognava metterlo da parte diventando impossibile farlo sopravvivere a lungo. Anche il fratello viene ucciso da una banda di malfattori e puntuale arriva la vendetta di Tex. Cosi,sono sue parole,”da campione di rodeo divenni un uomo il cui nome andò presto a finire nella lista dei ricercati”.

Entra dopo breve tempo nel corpo dei Ranger con la tessera n°3 dopo Kit Carson,e Arkansas Joe, del quale si perderanno le tracce. Un’ indiana,Ljlith,accetta di sposarlo per salvarlo dalla morte. Gli darà un figlio Kit o Piccolo  Falco come lo chiamano gli indiani. Dopo la morte di Freccia Rossa,padre di Ljlith,diviene capo dei Navajos col nome di Aquila della Notte.”I guerrieri Navajos ti hanno dato il nome di Aquila della Notte, dopo che ti hanno visto lasciare l’accampamento con il tuo nero vestito”gli dice la moglie Ljlith che morirà presto per un’epidemia di vaiolo diffusa da uomini bianchi senza scrupoli. Ma ricomparirà in molti albi successivi nei ricordi di Tex quando, nei bivacchi accanto al fuoco parlerà della madre al figlio Kit.

A quei tempi sia il cinema che il fumetto presentavano i pellerossa come macchiette. Il nostro eroe è il primo ad avere rispetto della cultura,della tradizione e della storia dei nativi d’America.

E quando non indossa la divisa di ranger-casacca gialla,pantaloni azzurri, cappello a falda larga,fazzoletto nero al collo,stivali con speroni e colt alla cintura-diventa capo indiano con giacca e pantaloni scamosciati a frange,mocassini e fascia alla testa decorata con i simboli Navajos.

Le avventure di Aquila della Notte hanno come riferimento storico la seconda metà dell’ottocento,tra il 1850 e il 1885. Ma capita che in qualche storia compaia un telefono o che un amico di Tex Pat Mc Rjan,guidi un automobile Ford.

Sviste che non verranno mai contestati dai lettori né dalla critica. Solo in seguito nelle avventure scritte da Sergio Bonelli,ci sarà una maggiore attenzione per la verità storica e ambientale. D’altra parte i lettori dei fumetti non volevano né da Tex,né da altri eroi la conoscenza degli avvenimenti della Storia del West. Il fumetto era solo un divertimento e tale doveva restare.

Vediamo ora più da vicino la sua filosofia. Tex ha una sola regola:la giustizia. Non pretende di cambiare il mondo né imporre ad altri il proprio modo di pensare. Prende atto che esiste la violenza e la contrasta in tutti i modi leciti e illeciti. Non esistono,sia che si trovi nella prateria,tra mostri preistorici,templi aztechi o castelli medievali cambiamenti nel suo modo d’agire.

Gli uomini si dividono per lui in buoni e cattivi senza distinzione di razza,età,sesso,condizione sociale. Diffida dei militari con i quali è sempre in conflitto. Per raddrizzare torti e imporre la giustizia si affida quasi sempre al buon senso non alla legge. Non ce l’avrebbe fatta altrimenti,ad avere la meglio su sceriffi corrotti,mercanti di armi e alcool,speculatori,politicanti e indiani ribelli.

Non è, per dirla con un termine oggi usato un garantista. Gioca d’azzardo e bara,commette violazioni di domicilio,sequestra persone fa saltare in aria magazzini,scuderie e intere città,tortura o minaccia di tortura prigionieri,fa evadere condannati a morte. In un libro ironico e irriverente sul mitico ranger, Non son degno di Tex, l’autore Claudio Paglieri ,calcola che,negli albi finora pubblicati,abbia ucciso quasi tre mila persone e pestato un migliaio. Da  questi dati emergerebbe un Tex violento,sadico,sanguinario,cattivo.

Eppure non ha mai ucciso una donna,né ha ucciso qualcuno senza un  motivo,bensì costretto dagli eventi o per legittima difesa. Strano,ma ama la pace. Non va a cercare guai, ma quando gli capitano giudica un dovere intervenire,con i suoi amici, per ristabilire l’ordine. Dopo aver risolto il caso, non si lascia andare a riflessioni moralistiche o commenti su quanto è avvenuto.

I sessant’anni di Aquila della Notte sono stati ricordati di recente dal quotidiano della Santa Sede con una imprevista riabilitazione del personaggio. L’Osservatore Romano lo cita come “Esempio di rettitudine morale,di fedeltà coniugale e di amore paterno, Tex è portatore di comportamenti irreprensibili dettati da valori non negoziabili,ma al contempo si rende protagonista di azioni che spesso sconfinano nel giustizialismo”.

Non la pensava così il giornalista scrittore Massimo Fini che in un vecchio articolo dedicato al Ranger scriveva: “Leggere Tex era una scelta di vita. La maggioranza leggeva Capitan Miki,il Grande Blek,l’Intrepido,il Monello e poi Nembo Kid,dove l’eroe era il Bene. Tex era sì il Bene,ma a modo suo. Aveva due vizi:bevevo whisky e fumava. Mentre gli eroi degli altri fumetti erano asessuati,di Tex si capisce che le donne non gli erano indifferenti. Aveva una morale sua. Se ne strafotteva della legge,dei decreti,dei regolamenti. Era un riparatore di torti”.

Entrambi hanno ragione e torto nello stesso tempo. Perché se si toglie al fumetto la funzione di sogno o divertimento,tutte le letture possono essere accettate:politica o sociologica,ingenua o colta,filosofica o psicoanalitica. E allora vi troveremo il Tex razzista, religioso, satanista, misogino, donnaiolo, anarchico.

Nelle sue avventure-non sempre tutti insieme-sono compagni fissi i suoi pards:Kit Carson,Tiger Jack,il figlio Kit.

Kit Carson o Capelli d’Argento(come lo chiamano gli indiani)s’ispira a un personaggio storico del West. Solo che quello vero era nemico e massacratore dei pelle rossa,oltre che scout per l’esercito.

A differenza di Tex, Carson appare un po’ invecchiato ma non perde mai la voglia di divorare bistecche e patatine fritte,torte di mele e a bere birra e whisky a fiumi. Gli piacciono le comodità, i sigari ed è esperto nel fare il caffè. E’ anche ironico,saggio,prudente e dovendo fare da controaltare a Tex, è destinato spesso ad avere il ruolo di chi ha sempre torto.

Il “vecchio cammello” però ama le donne. Vorrebbe corteggiare cantanti e ballerine, ma l’amico lo scoraggia sempre. “Non ti vergogni alla tua età?” oppure “Quella non è pane per i tuoi denti, vecchio reprobo” e ancora “Quello non è un osso per le tue gengive” e infine “ Frena il tuo entusiasmo, zerbinotto”.

Tex ha avuto un figlio dalla moglie che chiama Kit in onore di Carson suo padrino. A Kit,o Piccolo Falco piace fare la figura del saputello essendo andato regolarmente a scuola.In questo ruolo risulta antipatico e insopportabile. Qualche volta vuole rubare la scena al padre comportandosi come lui, ma non riesce mai a brillare e ad emergere. Quando agisce autonomamente si caccia spesso nei guai,dai quali devono tirarlo fuori Tex e Carson. Essendo il più giovane tra i quattro, s’ innamora spesso, ma le sue avventure amorose finiscono in tragedia o sono solo platoniche. Veniamo infine a Tiger Jack, ombra e guardia del corpo del ranger. Ha meno scrupoli degli altri. Tortura uccide a sangue freddo e da buon indiano,è insuperabile nel seguire tracce degli uomini; nel pedinare i nemici; nell’avvicinarsi ad un accampamento e far fuori  le sentinelle; nell’imitare i versi degli animali e, naturalmente, nell’inviare i segnali di fumo. E’ un personaggio dalla personalità spiccata e con potenzialità ancora da sfruttare.

Nel corso degli anni altri personaggi scenderanno in campo a fianco di Tex. Jim Brandon è un poliziotto canadese,prima sergente e poi promosso colonnello,che quando ha di fronte qualche caso difficile, manda un telegramma a Tex chiedo il suo intervento. Gros Jean , canadese,un forzuto capace di usare le mani più che il cervello.

El Morisco, assistito dal suo servo Eusebio, è un esperto dell’occulto e del mistero. Lo chiamano “El Brujo “ cioè lo stregone.

Conosce i segreti della civiltà egizia ed è capace di fare incantesimi di magia nera. Pat Mac Rjan ,pugile irlandese, distrugge tutto quello che tocca e beve solo gazzosa. Montales,messicano,un ribelle (da qui l’intesa con Tex) che è anche un patriota e perennemente lotta per un Messico diverso e migliore.

Dopo aver passato in rassegna gli amici vediamo ora i nemici contro i quali i quatto si sono scontrati  (e si scontrano ancora) .

La palma del cattivo spetta a Mefisto. Compare quasi subito nella storia di Tex e col nome di Steve Dickart è un semplice illusionista e un abile prestigiatore. In seguito ricorre al voodoo,alla telepatia,alla telecinesi,all’ipnosi e agli altri trucchi della magia nera. Mette sempre in difficoltà Tex e i suoi pards.

In una storia relativamente recente, la sorella Lily riesce finanche a tirarlo fuori dall’ inferno facendolo reincarnare in un corpo di uomo. Mefisto ha un figlio,Yama, che tenterà in tutti i modi ricorrendo a zombi e discendenti dei maya,tenterà di catturare i quattro amici per vendicare il padre. Ma anche a lui tocca sempre la sconfitta.

Poi c'è Proteus abile nei travestimenti e uno dei più intelligenti “cattivi”della serie. Travestito da Kit Carson, da Tex e da altri personaggi si rivela uno dei nemici più duri tra quelli incontrati.

A Proteus si avvicina il Maestro, uno scienziato pazzo che minaccia di avvelenare l’acqua di San Francisco se non otterrà un milione di dollari. Catturato e rinchiuso in manicomio, esce per tentare il solito giochetto con la minaccia questa volta di far saltare in aria la città di New Orleans. Sarà sconfitto ancora una volta.

Tra i nemici seriali ricordiamo l’orrenda strega Zhenda che vuole sostituire come capo dei Najos Aquila della Notte con il figlio Sagua.

E infine tutti quelli i cui nomi sono legati a simbologia animale:Coyote Nero,il Dio Puma,gli uomini Giaguaro,il Leopardo Nero,i figli del Bisonte Bianco.

Uno dei tormentoni che ha accompagnato da sempre il Ranger e il suo rapporto con le donne. Nelle sue avventure non c’è  sesso come del resto non c’era nei film western degli anni 50,punto di riferimento dei fumetti. Per G. L. Bonelli il suo creatore,l’amore è un sentimento privato e quindi Tex se ne occupa tra un’avventura e l’altra.

Il suo eroe è sensibile al fascino femminile, ma evita legami per non rinunciare al suo stile di vita.In realtà l’immagine della donna che appare dalle avventure di Tex è sempre quella di vittima o carnefice. I personaggi femminili delle prime storie sono belle e brave ragazze che propongono al Ranger un matrimonio come la messicana Lupe Velasco che, con la sua richiesta gli fa andare di traverso un caffè .

Anche Marie Gold,scollatissima e col reggicalze,(prima della censura)cerca di sedurlo,come Estrella Miranda che entra nella stanza di Tex mentre il nostro eroe a torso nudo si sta rinfrescando.

Altre si offrono più esplicitamente come la cantante Blenda:salvata dai banditi gli chiede come può ricompensarlo. La risposta? “cantandomi una bella canzone quando sarete al saloon”. Non ha successo neanche quella Nora che dopo aver dato una serie di informazioni chiede:”non ce altro che posso fare per voi?” e Tex:”no,niente altro”. Nè si lascia incantare da Donna Manuela Guzman, che la accoglie indossando un vestito provocante, una rosa nei capelli, un lungo bocchino tra le dita. Il vecchio Carson si lascia subito incantare dalla messicana:”ha un viso d’angelo e due occhi che sembrano diamanti “ma il prudente Tex:”non discuto la sua bellezza è l’espressione che non mi va!Ce qualcosa di falso in quella donna..”

Dobbiamo attendere l’albo dei sessant’anni,”Sul sentiero dei ricordi”per vedere il nostro eroe baciare,abbracciare con trasporto una donna e farle pure le coccole. Ma la donna è Lylith,la moglie indiana,che Galeppini disegnò col volto dell’attrice Debra Paget in “L’amante indiana”,film che allora ebbe molto successo. D’altra parte un po maschilista Tex si rivela.

”Quando gli uomini parlano,le squaw devono tacere”oppure dice di “Lasciare agli uomini le faccende da uomini e limitarsi di accendere fornelli e ricucire calze”. Ma gli capita anche di ricordare la moglie con immagini poetiche:”Era molto bella. Era come il chiaro di luna in una notte d’estate e i suoi occhi verdi facevano ricordare lo scorrere delle acque del Colorado fra le alte gole del Grand Canyon”dice al figlio Kit. Ad ogni buon conto questa sua vera o presunta misoginia viene messa in burla ,negli anni settanta in un fumetto parodistico pornografico intitolato Tex Miller,sulle cui pagine vengono raccontati tutti i vizi segreti dei quattro pards.

Secondo tormentone:Tex è di destra o di sinistra?La politica ha sempre fatto riferimento ai personaggi delle nuvole parlanti,soprattutto alla Banda Disney. Negli anni novanta Sergio Garavini segretario di Rifondazione comunista ,scriveva:”Abbiamo sempre considerato Topolino un sincero democratico ma non c’è mai entrato nel cuore.

È più vicino a rifondazione Paperino, che non è aristocratico,che sbaglia , che è imperfetto e collerico,ma sappiamo con sicurezza dalla parte dei più deboli”.

E Napoleone Colajanni mandava a dire:”Mi identifico in Orazio,il marito di Clarabella,perché tiro calci e Orazio è un cavallo”. Vittorio Sgarbi a sua volta diceva di Mario Segni:”sembra Clarabella nei fumetti di Topolino:c’è sempre ma non conta niente”.

Tutti ricordano che i vignettisti identificavano Giuliano Amato con Eta Beta e Rutelli con Gastone il cugino fortunato di Paperino. Per tornare a Tex, durante la stagione di Mani Pulite,Roberto Benigni lo paragonava a Di Pietro”Tex è Di Pietro:ha lo stesso senso della giustizia è popolare,quasi divino”. Per Roberto Maroni:”Tex è Bossi che vede il futuro dell’Italia anche attraverso le tenebre della vecchia politica”. Non manca,in questa gara di incredibile banalità Sergio Cofferati:”La tesi che sia un personaggio negativo perché si fa giustizia da solo mi pare infondata.

E poi in tempi non sospetti un bianco che vive con gli indiani e li rappresenta”. Negli anni di piombo il Ranger diviene un simbolo degli opposti estremismi.”La città futura”settimanale dei giovani comunisti,lo accusa di essere una sorta di “braccio armato”dello Stato;Lotta Continua lo ritrae come “Antidogmatico,antiautoritario,solitario,misogino,patriarcale, razzista ed eurocomunista”.

Il Quotidiano dei Lavoratori pubblica una storia con Tex che diventa quasi portavoce del PCI.,e un collettivo di estrema sinistra in una sorta di giornale murale fa apparire Tex e Carson mentre discutono del comunismo mondiale. Altrettanti esempi si potrebbero fare sul tentativo di etichettarlo a destra. E Sergio Bonelli sempre a ripetere :Tex non nasce per lanciare messaggi politici. C’è chi lo vede fascista, chi comunista e uno addirittura del PSDI. Oreste del Buono, grande esperto di fumetti, liquidava il tutto “ come una perdita di tempo” e ricordava di aver sentito dire perfino che il romanzo giallo è di destra perché difende la proprietà privata.

Passiamo ora al linguaggio. Tex nasce già come fumetto per un pubblico più adulto. Questo è il motivo che ha contribuito, negli anni, al successo dell’albo e che lo rende diverso dagli altri eroi che nascono in quel periodo.

Il politicamente corretto non esiste , almeno nei primi anni di vita.

Oggi un negro è un”uomo di colore”, ma per Tex  era appunto un negro, carboncino, palla di neve, , sacco di carbone, testone incatramato.

I cinesi sono musi di limone, musi gialli,  facce di zafferano. I messicani: Teste di formaggio o mangiatortillas. E ad altri nemici riserva frasi come “non vi accorgete che basta il vostro fiato per concimare anche il deserto del Colorado; filate sterco di cavallo; mi sento di fare salsicce con quei tre vermi”.

Il linguaggio non è solo colorito e vivace,ma ricco di metafore. Accogliere con un caldo ben venuto, sta  per a colpi di pistola; tenere le orecchie, per ascoltare attentamente; una visitina ad uno sciacallo per uno scontro con un fuorilegge e spalare carbone nelle miniere di Satanasso per precipitare all’inferno.

Carson è per Tex vecchio reprobo o vecchio cammello e Tex per l’amico Satanasso o tizzone d’inferno.

Non manca l’uso dell’ironia. Quando un gruppo di banditi apre il fuoco,Tex esclama:Fatevi avanti bamboline. O prendendo alle spalle i nemici:Cercavate me?

Per concludere - dice il relatore - qualche cenno su Tex e il cinema. Nonostante sia nato somigliante nel volto e nel fisico a Gary Cooper,non riuscirà ad essere un personaggio cinematografico. Dopo il tentativo fallito,di girare un film con Charlton Heston,nel 1985 apparirà sul grande schermo Tex e il Signore degli abissi diretto da Duccio Tessari e prodotto da Raitre e Cinecittà. Tex è interpretato da Giuliano Gemma;Kit Carson da William Berger. Bonelli ebbe grosse divergenze col regista e il disegnatore Galeppini si rifiutò di disegnare il manifesto del film.

Tessari rispettò il fumetto nel soggetto,nelle battute e nei costumi ma ciò non impedì il fallimento del film. La delusione fu tale che da allora nessuno volle ripetere l’esperienza.

La nostra cavalcata attraverso i primi sessantanni di questo gigante del fumetto finisce qui ma non quella di Aquila della Notte che continuerà ancora per molti anni a combattere in difesa dei più deboli per la gioia dei suoi affezionati lettori.

ShinyStat
28 novembre 2008
Tutti gli albi della serie regolare, Maxi Tex,Texoni, Almanacchi del West;

M.Fini: Il Gorno 16 aprile 1983;

La Striscia: Gennaio-febbraio, 1984;

AA.VV: Eroi del nostro tempo, Laterza, 1984;

S.Taormina: Tex-Fumettografia illustrata, 1993;

Detti-Parolai: Storia e storie di Tex-Edizioni Anicia 1994;

C.Scaringi: Tex superstar-Cremese editore 1997;

Fumo di China n°89 aprile, 2001;

C.Paglieri: Non son degno di Tex-Marsilio 1977/2008;

S.Bonelli-F.Busatta: Come Tex non c’è nessuno,Oscar Mondador, 2008;

R.Genovesi: I sessantenni di Tex Willer-L’Osservatore Romano 15/08/08.