Con queste parole Tex
entrava nella storia del fumetto e nella vita di
tutti gli appassionati del genere.
Era il 30 settembre 1948. Autori Gian
Luigi Bonelli e Aurelio Galeppini.
Il
nome dato inizialmente era Tex Killer. Per
evitare la censura del tempo viene
cambiato,prima di andare in stampa,in Willer. Il
1948 è un anno importante per il fumetto e va
ricordato per Pantera Bionda una tarzanide in
minigonna di leopardo,creata da Dalmasso.
L’editore fu incriminato processato e
condannato.
Compare in quell’anno anche
Kansas Kid di Cossio ,protagonista di storie
in puro stile Western.
Debutta anche il Piccolo
Sceriffo:un bambino che cattura l’assassino del
padre e dopo viene nominato sceriffo.
E inoltre hanno grande
successo Gim Toro, Sciuscià,
Pecos Bill, tutti
scomparsi.
L’unica testata rimasta è quella del
nostro eroe che resta l’unica a offrirci uno
spaccato delle trasformazioni della nostra
società negli ultimi sessant’ anni.
All’inizio non ebbe un
successo travolgente,anche se i lettori
avvertirono subito la diversità del personaggio.
Il fumetto allora era patrimonio dei ragazzi e
accusato di corruzione e immoralità dagli
adulti. Si aggiunga che Tex doveva fare i conti
sul mercato con le testate gia citate e poi con
le altre apparse alcuni anni dopo:Capitan Miki,
Il Grande Blek,
Kinowa, Nembo Kid.
Pensate che l’albo di Tex a
strisce vendeva sessanta-settantamila copie,Blek
e Miki arrivavano a centottantamila. Il successo
venne quando fu intuita la sua diversità dagli
altri eroi del fumetto e sdoganato da un
pubblico adulto.
Ma chi è Tex?
- domanda Antonino Megali - Conosciamo il
suo passato, a rate,molto più tardi dalla sua
apparizione,quando è solo un fuorilegge con
tanto di taglia sulla testa. Da giovane era un
mandriano e gestiva col padre Ken e il fratello
Sam un ranch nel Texas.La madre non apparirà
mai. Sappiamo solo il suo nome:Mae.Un anziano
pistolero,Gunny Bill,gli insegna l’uso della
pistola. Il padre viene ucciso dai banditi
durante una razzia e il giovane Tex decide di
farsi giustizia da sé.
Trova poi lavoro presso
alcuni girovaghi da rodeo,dove,dopo averlo
domato,si guadagna Dinamite. Il cavallo sarà suo
compagno inseparabile di molte avventure,poi
scompare in modo misterioso.
Gli autori evidentemente
avevano capito che bisognava metterlo da parte
diventando impossibile farlo sopravvivere a
lungo. Anche il fratello viene ucciso da una
banda di malfattori e puntuale arriva la
vendetta di Tex. Cosi,sono sue parole,”da
campione di rodeo divenni un uomo il cui nome
andò presto a finire nella lista dei ricercati”.
Entra dopo breve tempo nel
corpo dei Ranger con la tessera n°3 dopo Kit
Carson,e Arkansas Joe, del quale si perderanno
le tracce. Un’ indiana,Ljlith,accetta di
sposarlo per salvarlo dalla morte. Gli darà un
figlio Kit o Piccolo Falco come lo chiamano gli
indiani. Dopo la morte di Freccia Rossa,padre di
Ljlith,diviene capo dei Navajos col nome di
Aquila della Notte.”I guerrieri Navajos ti hanno
dato il nome di Aquila della Notte,
dopo che ti hanno visto lasciare
l’accampamento con il tuo nero vestito”gli dice
la moglie Ljlith che morirà presto per
un’epidemia di vaiolo diffusa da uomini bianchi
senza scrupoli. Ma ricomparirà in molti albi
successivi nei ricordi di Tex quando,
nei bivacchi accanto al fuoco parlerà
della madre al figlio Kit.
A quei tempi sia il cinema
che il fumetto presentavano i pellerossa come
macchiette. Il nostro eroe è il primo ad avere
rispetto della cultura,della tradizione e della
storia dei nativi d’America.
E quando non indossa la
divisa di ranger-casacca gialla,pantaloni
azzurri, cappello a falda
larga,fazzoletto nero al collo,stivali con
speroni e colt alla cintura-diventa capo indiano
con giacca e pantaloni scamosciati a
frange,mocassini e fascia alla testa decorata
con i simboli Navajos.
Le avventure di Aquila della
Notte hanno come riferimento storico la seconda
metà dell’ottocento,tra il 1850 e il 1885. Ma
capita che in qualche storia compaia un telefono
o che un amico di Tex Pat Mc Rjan,guidi un
automobile Ford.
Sviste che non verranno mai
contestati dai lettori né dalla critica. Solo in
seguito nelle avventure scritte da Sergio
Bonelli,ci sarà una maggiore attenzione per la
verità storica e ambientale. D’altra parte i
lettori dei fumetti non volevano né da Tex,né da
altri eroi la conoscenza degli avvenimenti della
Storia del West. Il fumetto era solo un
divertimento e tale doveva restare.
Vediamo ora più da vicino la
sua filosofia. Tex ha una sola regola:la
giustizia. Non pretende di cambiare il mondo né
imporre ad altri il proprio modo di pensare.
Prende atto che esiste la violenza e la
contrasta in tutti i modi leciti e illeciti. Non
esistono,sia che si trovi nella prateria,tra
mostri preistorici,templi aztechi o castelli
medievali cambiamenti nel suo modo d’agire.
Gli uomini si dividono per
lui in buoni e cattivi senza distinzione di
razza,età,sesso,condizione sociale. Diffida dei
militari con i quali è sempre in conflitto. Per
raddrizzare torti e imporre la giustizia si
affida quasi sempre al buon senso non alla
legge. Non ce l’avrebbe fatta altrimenti,ad
avere la meglio su sceriffi corrotti,mercanti di
armi e alcool,speculatori,politicanti e indiani
ribelli.
Non è,
per dirla con un termine oggi usato un
garantista. Gioca d’azzardo e bara,commette
violazioni di domicilio,sequestra persone fa
saltare in aria magazzini,scuderie e intere
città,tortura o minaccia di tortura
prigionieri,fa evadere condannati a morte. In un
libro ironico e irriverente sul mitico ranger,
Non son degno di Tex,
l’autore Claudio Paglieri ,calcola
che,negli albi finora pubblicati,abbia ucciso
quasi tre mila persone e pestato un migliaio.
Da questi dati emergerebbe un Tex
violento,sadico,sanguinario,cattivo.
Eppure non ha mai ucciso una
donna,né ha ucciso qualcuno senza un
motivo,bensì costretto dagli eventi o per
legittima difesa. Strano,ma ama la pace. Non va
a cercare guai, ma quando gli capitano giudica
un dovere intervenire,con i suoi amici, per
ristabilire l’ordine. Dopo aver risolto il caso,
non si lascia andare a riflessioni moralistiche
o commenti su quanto è avvenuto.
I sessant’anni di Aquila
della Notte sono stati ricordati di recente dal
quotidiano della Santa Sede con una imprevista
riabilitazione del personaggio. L’Osservatore
Romano lo cita come “Esempio di rettitudine
morale,di fedeltà coniugale e di amore paterno,
Tex è portatore di comportamenti irreprensibili
dettati da valori non negoziabili,ma al contempo
si rende protagonista di azioni che spesso
sconfinano nel giustizialismo”.
Non la pensava così il
giornalista scrittore Massimo Fini che in un
vecchio articolo dedicato al Ranger scriveva:
“Leggere Tex era una scelta di vita. La
maggioranza leggeva Capitan Miki,il Grande Blek,l’Intrepido,il
Monello e poi Nembo Kid,dove l’eroe era il Bene.
Tex era sì il Bene,ma a modo suo. Aveva due
vizi:bevevo whisky e fumava. Mentre gli eroi
degli altri fumetti erano asessuati,di Tex si
capisce che le donne non gli erano indifferenti.
Aveva una morale sua. Se ne strafotteva della
legge,dei decreti,dei regolamenti. Era un
riparatore di torti”.
Entrambi hanno ragione e
torto nello stesso tempo. Perché se si toglie al
fumetto la funzione di sogno o
divertimento,tutte le letture possono essere
accettate:politica o sociologica,ingenua o
colta,filosofica o psicoanalitica. E allora vi
troveremo il Tex razzista,
religioso,
satanista, misogino,
donnaiolo,
anarchico.
Nelle sue avventure-non
sempre tutti insieme-sono compagni fissi i suoi
pards:Kit Carson,Tiger Jack,il figlio Kit.
Kit Carson o Capelli
d’Argento(come lo chiamano gli indiani)s’ispira
a un personaggio storico del West.
Solo che
quello vero era nemico e massacratore dei pelle
rossa,oltre che scout per l’esercito.
A
differenza di Tex, Carson appare un po’
invecchiato ma non perde mai la voglia di
divorare bistecche e patatine fritte,torte di
mele e a bere birra e whisky a fiumi. Gli
piacciono le comodità, i sigari ed è esperto nel
fare il caffè. E’ anche ironico,saggio,prudente
e dovendo fare da controaltare a Tex, è
destinato spesso ad avere il ruolo di chi ha
sempre torto.
Il “vecchio cammello” però
ama le donne. Vorrebbe corteggiare cantanti e
ballerine, ma l’amico lo scoraggia sempre. “Non
ti vergogni alla tua età?” oppure “Quella non è
pane per i tuoi denti, vecchio reprobo” e ancora
“Quello non è un osso per le tue gengive” e
infine “ Frena il tuo entusiasmo,
zerbinotto”.
Tex ha avuto un figlio dalla
moglie che chiama Kit in onore di Carson suo
padrino. A Kit,o Piccolo Falco piace fare la
figura del saputello essendo andato regolarmente
a scuola.In questo ruolo risulta antipatico e
insopportabile. Qualche volta vuole rubare la
scena al padre comportandosi come lui, ma non
riesce mai a brillare e ad emergere. Quando
agisce autonomamente si caccia spesso nei
guai,dai quali devono tirarlo fuori Tex e Carson.
Essendo il più giovane tra i quattro, s’
innamora spesso, ma le sue avventure amorose
finiscono in tragedia o sono solo platoniche.
Veniamo infine a Tiger Jack, ombra e guardia del
corpo del ranger. Ha meno scrupoli degli altri.
Tortura uccide a sangue freddo e da buon
indiano,è insuperabile nel seguire tracce degli
uomini; nel pedinare i nemici; nell’avvicinarsi
ad un accampamento e far fuori le sentinelle;
nell’imitare i versi degli animali e,
naturalmente, nell’inviare i segnali di fumo. E’
un personaggio dalla personalità spiccata e con
potenzialità ancora da sfruttare.
Nel corso degli anni altri
personaggi scenderanno in campo a fianco di Tex.
Jim Brandon è un poliziotto canadese,prima
sergente e poi promosso colonnello,che quando ha
di fronte qualche caso difficile, manda un
telegramma a Tex chiedo il suo intervento. Gros
Jean , canadese,un forzuto capace di usare le
mani più che il cervello.
El Morisco, assistito dal
suo servo Eusebio, è un esperto dell’occulto e
del mistero. Lo chiamano “El Brujo “ cioè lo
stregone.
Conosce i segreti della
civiltà egizia ed è capace di fare incantesimi
di magia nera. Pat Mac Rjan ,pugile irlandese,
distrugge tutto quello che tocca e beve solo
gazzosa. Montales,messicano,un ribelle (da qui
l’intesa con Tex) che è anche un patriota e
perennemente lotta per un Messico diverso e
migliore.
Dopo aver passato in
rassegna gli amici vediamo ora i nemici contro i
quali i quatto si sono scontrati (e si
scontrano ancora) .
La palma del cattivo spetta
a Mefisto. Compare quasi subito nella storia di
Tex e col nome di Steve Dickart è un semplice
illusionista e un abile prestigiatore. In
seguito ricorre al voodoo,alla telepatia,alla
telecinesi,all’ipnosi e agli altri trucchi della
magia nera. Mette sempre in difficoltà Tex e i
suoi pards.
In una storia relativamente
recente, la sorella Lily riesce finanche a
tirarlo fuori dall’ inferno facendolo
reincarnare in un corpo di uomo. Mefisto ha un
figlio,Yama, che tenterà
in tutti i modi ricorrendo a zombi e discendenti
dei maya,tenterà di catturare i quattro amici
per vendicare il padre. Ma anche a lui tocca
sempre la sconfitta.
Poi c'è
Proteus abile nei travestimenti e uno dei più
intelligenti “cattivi”della serie. Travestito da
Kit Carson, da Tex e da
altri personaggi si rivela uno dei nemici più
duri tra quelli incontrati.
A Proteus si avvicina il
Maestro, uno scienziato pazzo che minaccia di
avvelenare l’acqua di San Francisco se non
otterrà un milione di dollari. Catturato e
rinchiuso in manicomio, esce per tentare il
solito giochetto con la minaccia questa volta di
far saltare in aria la città di New Orleans.
Sarà sconfitto ancora una volta.
Tra i nemici seriali
ricordiamo l’orrenda strega Zhenda che vuole
sostituire come capo dei Najos Aquila della
Notte con il figlio Sagua.
E infine tutti quelli i cui
nomi sono legati a simbologia animale:Coyote
Nero,il Dio Puma,gli uomini Giaguaro,il Leopardo
Nero,i figli del Bisonte Bianco.
Uno dei tormentoni che ha
accompagnato da sempre il Ranger e il suo
rapporto con le donne. Nelle sue avventure non
c’è sesso come del resto non c’era nei film
western degli anni 50,punto di riferimento dei
fumetti. Per G. L.
Bonelli il suo creatore,l’amore è un
sentimento privato e quindi Tex se ne occupa tra
un’avventura e l’altra.
Il suo eroe è sensibile al
fascino femminile, ma evita legami per non
rinunciare al suo stile di vita.In realtà
l’immagine della donna che appare dalle
avventure di Tex è sempre quella di vittima o
carnefice. I personaggi femminili delle prime
storie sono belle e brave ragazze che propongono
al Ranger un matrimonio come la messicana Lupe
Velasco che, con la sua richiesta gli fa andare
di traverso un caffè .
Anche Marie Gold,scollatissima
e col reggicalze,(prima della censura)cerca di
sedurlo,come Estrella Miranda che entra nella
stanza di Tex mentre il nostro eroe a torso nudo
si sta rinfrescando.
Altre si offrono più
esplicitamente come la cantante Blenda:salvata
dai banditi gli chiede come può ricompensarlo.
La risposta? “cantandomi una bella canzone
quando sarete al saloon”. Non ha successo
neanche quella Nora che dopo aver dato una serie
di informazioni chiede:”non ce altro che posso
fare per voi?” e Tex:”no,niente altro”. Nè si
lascia incantare da Donna Manuela Guzman, che la
accoglie indossando un vestito provocante, una
rosa nei capelli, un lungo bocchino tra le dita.
Il vecchio Carson si lascia subito incantare
dalla messicana:”ha un viso d’angelo e due occhi
che sembrano diamanti “ma il prudente Tex:”non
discuto la sua bellezza è l’espressione che non
mi va!Ce qualcosa di falso in quella donna..”
Dobbiamo attendere l’albo
dei sessant’anni,”Sul sentiero dei ricordi”per
vedere il nostro eroe baciare,abbracciare con
trasporto una donna e farle pure le coccole. Ma
la donna è Lylith,la moglie indiana,che
Galeppini disegnò col volto dell’attrice Debra
Paget in “L’amante indiana”,film che allora ebbe
molto successo. D’altra parte un po maschilista
Tex si rivela.
”Quando gli uomini
parlano,le squaw devono tacere”oppure dice di
“Lasciare agli uomini le faccende da uomini e
limitarsi di accendere fornelli e ricucire
calze”. Ma gli capita anche di ricordare la
moglie con immagini poetiche:”Era molto bella.
Era come il chiaro di luna in una notte d’estate
e i suoi occhi verdi facevano ricordare lo
scorrere delle acque del Colorado fra le alte
gole del Grand Canyon”dice al figlio Kit. Ad
ogni buon conto questa sua vera o presunta
misoginia viene messa in burla ,negli anni
settanta in un fumetto parodistico pornografico
intitolato Tex Miller,sulle cui pagine vengono
raccontati tutti i vizi segreti dei quattro
pards.
Secondo tormentone:Tex è di
destra o di sinistra?La politica ha sempre fatto
riferimento ai personaggi delle nuvole
parlanti,soprattutto alla Banda Disney. Negli
anni novanta Sergio Garavini segretario di
Rifondazione comunista ,scriveva:”Abbiamo sempre
considerato Topolino un sincero democratico ma
non c’è mai entrato nel cuore.
È più vicino a rifondazione
Paperino, che non è aristocratico,che sbaglia ,
che è imperfetto e collerico,ma sappiamo con
sicurezza dalla parte dei più deboli”.
E
Napoleone Colajanni mandava a dire:”Mi
identifico in Orazio,il marito di
Clarabella,perché tiro calci e Orazio è un
cavallo”. Vittorio Sgarbi a sua volta diceva di
Mario Segni:”sembra Clarabella nei fumetti di
Topolino:c’è sempre ma non conta niente”.
Tutti ricordano che i
vignettisti identificavano Giuliano Amato con
Eta Beta e Rutelli con Gastone il cugino
fortunato di Paperino. Per tornare a Tex,
durante la stagione di Mani
Pulite,Roberto Benigni lo paragonava a Di
Pietro”Tex è Di Pietro:ha lo stesso senso della
giustizia è popolare,quasi divino”. Per Roberto
Maroni:”Tex è Bossi che vede il futuro
dell’Italia anche attraverso le tenebre della
vecchia politica”. Non manca,in questa gara di
incredibile banalità Sergio Cofferati:”La tesi
che sia un personaggio negativo perché si fa
giustizia da solo mi pare infondata.
E poi in tempi non sospetti
un bianco che vive con gli indiani e li
rappresenta”. Negli anni di piombo il Ranger
diviene un simbolo degli opposti estremismi.”La
città futura”settimanale dei giovani
comunisti,lo accusa di essere una sorta di
“braccio armato”dello Stato;Lotta Continua lo
ritrae come
“Antidogmatico,antiautoritario,solitario,misogino,patriarcale,razzista
ed eurocomunista”.
Il Quotidiano dei Lavoratori
pubblica una storia con Tex che diventa quasi
portavoce del PCI.,e un collettivo di estrema
sinistra in una sorta di giornale murale fa
apparire Tex e Carson mentre discutono del
comunismo mondiale. Altrettanti esempi si
potrebbero fare sul tentativo di etichettarlo a
destra. E Sergio Bonelli sempre a ripetere :Tex
non nasce per lanciare messaggi politici. C’è
chi lo vede fascista, chi comunista e uno
addirittura del PSDI. Oreste del Buono, grande
esperto di fumetti, liquidava il tutto “ come
una perdita di tempo” e ricordava di aver
sentito dire perfino che il romanzo giallo è di
destra perché difende la proprietà privata.
Passiamo ora al linguaggio.
Tex nasce già come fumetto per un pubblico più
adulto. Questo è il motivo che ha contribuito,
negli anni, al successo dell’albo e che lo rende
diverso dagli altri eroi che nascono in quel
periodo.
Il politicamente corretto non esiste ,
almeno nei primi anni di vita.
Oggi un negro è un”uomo di
colore”, ma per Tex era appunto un negro,
carboncino, palla di neve, , sacco di carbone,
testone incatramato.
I cinesi sono musi di
limone, musi gialli, facce di zafferano. I
messicani: Teste di formaggio o mangiatortillas.
E ad altri nemici riserva frasi come “non vi
accorgete che basta il vostro fiato per
concimare anche il deserto del Colorado; filate
sterco di cavallo; mi sento di fare salsicce con
quei tre vermi”.
Il linguaggio non è solo
colorito e vivace,ma ricco di metafore.
Accogliere con un caldo ben venuto, sta per a
colpi di pistola; tenere le orecchie, per
ascoltare attentamente; una visitina ad uno
sciacallo per uno scontro con un fuorilegge e
spalare carbone nelle miniere di Satanasso per
precipitare all’inferno.
Carson è per Tex vecchio
reprobo o vecchio cammello e Tex per l’amico
Satanasso o tizzone d’inferno.
Non manca l’uso dell’ironia.
Quando un gruppo di banditi apre il fuoco,Tex
esclama:Fatevi avanti bamboline. O prendendo
alle spalle i nemici:Cercavate me?
Per concludere
- dice il relatore -
qualche cenno su Tex e il cinema. Nonostante sia
nato somigliante nel volto e nel fisico a Gary
Cooper,non riuscirà ad essere un personaggio
cinematografico. Dopo il tentativo fallito,di
girare un film con Charlton Heston,nel 1985
apparirà sul grande schermo Tex e il Signore
degli abissi diretto da Duccio Tessari e
prodotto da Raitre e Cinecittà. Tex è
interpretato da Giuliano Gemma;Kit Carson da
William Berger. Bonelli ebbe grosse divergenze
col regista e il disegnatore Galeppini si
rifiutò di disegnare il manifesto del film.
Tessari rispettò il fumetto
nel soggetto,nelle battute e nei costumi ma ciò
non impedì il fallimento del film. La delusione
fu tale che da allora nessuno volle ripetere
l’esperienza.
La nostra cavalcata
attraverso i primi sessantanni di questo gigante
del fumetto finisce qui ma non quella di Aquila
della Notte che continuerà ancora per molti anni
a combattere in difesa dei più deboli per la
gioia dei suoi affezionati lettori.