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A
farlo desistere dall'impresa contribuì pure la linea politica del nuovo
pontefice Stefano IX (1057 - 1058) che aveva tentato degli accordi con i
Bizantini contro i Normanni.
Sulla via di ritorno Roberto conquistò la Piana di
Santa Eufemia e Maida .
La conquista del
territorio venne continuata nel 1058 da Ruggero, ultimo figlio di Tancredi,
inviato in Calabria dal fratello
Roberto.
La nuova impresa fu agevolata da alcuni avvenimenti politici e religiosi. Il 29
marzo 1058 morì papa Stefano IX e il 24 gennaio 1059 fu eletto pontefice
Nicolò II.
Il nuovo papa, volendo ricuperare i beni ecclesiastici nel
Mezzogiorno, si accordò con i Normanni per ottenere la difesa del clero latino,
la ricostruzione dei diritti della Chiesa romana usurpati dai patriarchi di
Costantinopoli e la restituzione del patrimonio della Chiesa.
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Quindi l'impresa di Ruggero in
Calabria si svolse in due tempi. Nel 1058 egli si accampò nei pressi di Vibona,
s'impadronì di numerosi castelli e dopo aver lasciato delle guarnigioni nelle
terre assoggettate fece ritorno in
Puglia.
(2) |
L'anno seguente Ruggero dAltavilla cinse
dassedio Reggio, dentro le cui mura avevano trovato i più alti funzionari del
"thema" bizantino: la città fu costretta a cedere dopo alcuni mesi di assedio.
Ruggero concesse alla guarnigione militare di trasferirsi a Squillace, ultima roccaforte
della difesa bizantina della Calabria .
La ricomposizione
dell'assetto religioso del Mezzogiorno avvenne nel sinodo tenuto a Melfi
dal 3 al 25 agosto 1059 con lo scopo di favorire l'incontro con i Normanni.
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Ad
esso parteciparono tutti i vescovi del Mezzogiorno, ma è incerta la
presenza dell'arcivescovo di Reggio Basilio, tenace oppositore della
sottomissione della sua diocesi al pontefice romano .
(3) |
Il
possesso della Calabria avvenne nel 1060 con la conquista di Squillace, costretta a cedere per
fame dopo una disperata resistenza. In seguito ad un accordo tra Roberto e il
fratello fu assegnata a Ruggero la parte meridionale della Calabria.
La
conquista totale del Mezzogiorno avvenne il 16 aprile 1071 con la capitolazione
di Bari dopo tre anni di assedio.
Compiuta la conquista della regione i Normanni
dislocarono dei presidi nelle fortezze per il controllo del territorio.
Reggio,
punta avanzata di fronte alla Sicilia dominata dai saraceni, fu oggetto di
particolare attenzione nelle opere di difesa presidiate dalle guarnigioni
normanne.
Nel piano di riordinamento amministrativo la città non subì
particolari trasformazioni.
La gestione
dell'amministrazione fu lasciata ai funzionari locali che continuarono a
conservare i titoli bizantini e che dovevano garantire la loro
sottomissione con giuramento di fedeltà .
Ruggero,
rimasto in Calabria e fissata la sede a Mileto, introdusse nella regione
l'istituzione dei feudi demaniali di Bisanzio, dalle terre appartenenti
all'imperatore e ai funzionari locali e ai latifondisti bizantini.
Reggio con
altri centri della Calabria d'importanza strategica fino al 1130 fu soggetta
alla giurisdizione del conte e poi passò alla giurisdizione
regia.
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Le più antiche contee
feudali della Calabria furono Bova, Martiano, Sinopoli,
Squillace, Tarsia e Catanzaro. Tra i feudi minori figurano Stilo, concessa a
Costa Peloga, Scilla posseduta da Rocco Condomicita e la Piana di San Martino
assegnata a Roberto Comeluber, Bagnara era feudo demaniale del conte Ruggero.
La
contea di Bova, prima posseduta da un feudatario di nome Roberto, con un diploma
dell'imperatore Enrico VI del 30 gennaio 1195 fu data all'arcivescovo di Reggio
Guglielmo III che assume il titolo di conte.
Contemporaneamente l'arcivescovo
ottenne il feudo di Castellace col titolo di
barone.
La Calabria venne divisa in tre province: nella parte settentrionale della
regione vennero istituite le due province della Valle del Crati e di Terra
Giordana e in un'altra provincia venne inclusa tutta la Calabria meridionale.
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Un
evento di notevole importanza nella storia dei Normanni in Calabria
risale al mese di agosto 1096 quando Boemondo d'Altavilla, figlio di Roberto il Guiscardo,
con nipote Tancredi
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volontari per partecipare alla
prima crociata bandita dal papa Urbano II nel 1095.
I crociati provenivano in
prevalenza dalla Puglia e dalla Calabria, feudi di Boemondo e Tancredi.
La
tradizione reggina ricorda la partecipazione alla crociata dei concittadini
Tommaso e Riccardo Ferrante.
Per le necessità dei viaggiatori, mercanti e
pellegrini al tempo della prima crociata sorse sulla spiaggia di Catona
l'ospedale di Santa Jerusalem o di San Lazzaro, fondato dai monaci del cenobio
di San Pancrazio di Scilla.
Il primo documento dell'ospizio risale all'anno
1100.
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Nel
1101 morì a Mileto il conte Ruggero,
fratello di Roberto il Guiscardo, che era giunto in Calabria circa mezzo secolo prima.
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Le
sue spoglie furono deposte nella chiesa dell’abbazia della Santissima
Trinità da lui eretta.
Il sarcofago, rimasto indenne durante il
terremoto del 1783, fu trasferito nel Museo Archeologico di Napoli, e di cui a tuttora si
attende il rientro nella città di Mileto dove è stato istituzionalizzato il Museo, ricco
di importanti reperti .
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Una
sintesi storica, civile e religiosa di un secolo e mezzo di
dominazione normanna, della cui eredità ci restano oggi pochi segni,
infatti l’incontro si è concluso con la proiezione di alcune
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diapositive di
una chiesa normanna situata nel cortile della chiesa di San Giorgio o Tempio della
Vittoria, nella parte retrostante il cui accesso affaccia sulla via Giudecca.
Le
immagini sono state commentate dalla dottoressa Emilia Andronico,
ispettrice archeologa che ha parlato dell’interessante aspetto
architettonico relativo agli scavi de "La chiesa normanna nel cortile
della chiesa di S.Giorgio Intra", curando lidentificazione del manufatto e del quale
sta completando lindagine archeologica .
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(1)
testa di cavaliere normanno (frammento
di sarcofago) custodita presso il Piccolo Museo S.Paolo di
Reggio;
(2)
Il
rotocalco "BLOC NOTES"
di Telespazio Calabria del 05.03.1998;
(3)
follaro di Ruggero I
(zecca di Mileto)
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