di giornalisti e di un pubblico qualificato.
La serata è stata animata dalla cantante folk ungherese
Sebestyèn
Màrta
che con il supporto di validi musicisti ha reso ancor più
suggestiva la manifestazione, creando, quella "agorà" tra le
arti, i linguaggi, musica e narrazione visiva, simboli e
note musicali che si incontrano e si confrontano.
Il termine simbolo,
etimologicamente segno di riconoscimento,
indica una realtà in cui possiamo cogliere un
significato esplicito ed implicito.
L’uomo, fin dai
tempi più remoti,per farsi comprendere dai suoi simili ha
usato come mezzo linguistico simboli accettati e
riconosciuti da tutti.
’immagine disegnata sulle pareti di una
caverna o sul proprio corpo aveva una valenza narrativa e
magica,chi disegnava si impossessava dell’oggetto o
dell’animale o delle sue qualità; Eracle indossava la
pelle del leone che aveva ucciso.
Anche nella rappresentazione artistica
di ogni tempo l’uso dei simboli permetteva di far
riconoscere l’identità di personaggi e vicende a cui si
voleva fare riferimento.
Nella narrazione mitica e nella
raffigurazione artistica di riferimento sono stati usati
delle caratteristiche che consentivano
di riconoscere il personaggio.
Per esempio il soggetto con indosso la
pelle di leone era Eracle; il covone di grano si riferiva a
Demetra;l ’alloro ad Apollo,il
fulmine a Zeus .
Così i
protagonisti-eroi,dei,semidei,creature fantastiche- sono
rappresentati mentre svolgono un’azione che li rende
riconoscibili come ad esempio la figura
che tesse la tela è Penelope, le Moire sono tre filatrici di
cui una prepara,la seconda misura e la terza taglia il filo
della vita umana.
Le sirene nella pittura vascolare sono
raffigurate come donne con la parte superiore in forma umana
e quella inferiore uccelli.
Nelle
stampe calcografiche l'artista reggina
pur ispirandosi alla simbologia
classica inserisce degli elementi che
sono più vicini alla sensibilità
mediterranea con una visione inseparabile dalla
presenza del sacro.
Il volo di Icaro simboleggia il
desiderio dell’uomo di osare in modo irrazionale,
l’eccesso e la temerarietà che porta alla morte ed è
un ammonimento alla superbia umana.
Le ali cadono lentamente in mare.
Siamo nati per volare non basso,
né alto,ma a mezz’altezza tra terra e cielo.
Nella nascita di Pegaso
viene messo in evidenza i desideri umani che fatti di
vitalità e forza possono sublimarsi in qualità superiori.
Aracne viene trasformata in ragno dalla
dea Atena poiché riteneva la sua bravura nel tessere non
come dono degli dei, ma solo a se
stessa; non riconosceva la maestà divina e nella sua
superbia li sfidava.
Il dolore di Demetra è il dolore della
madre fertile ( la terra ) che perde il futuro ed è così
forte che scende agli inferi per cercare la figlia Persefone
che è la continuità della vita, Persefone come il grano
muore per rinascere.
Le sirene raffigurano i tranelli a cui
possono portare i desideri e le passioni.
Prestare l’orecchio
alle sirene significa abbandonarsi alle passioni del
corpo e vivere avendo una sola dimensione.
Nell’incisione –Arianna
abbandonata-possiamo cogliere oltre al dolore di Arianna
abbandonata da Teseo, la metafora del cammino della vita che
si spezza quando si rinuncia alla fede.
La tavola –Fondazione di Reggio- è un
canto d’amore poiché dall’unione del maschile ,
il fico, con il femminile-la vite-nasce una città
Reggio Calabria;come era stato rivelato dall’oracolo di
Delfi ai Greci in partenza nel 730 a.c.
Il Mito è entrato a far parte del
quotidiano , del
modo di sentire, degli stili di vita, dei valori che
rivisitati possono costituire elementi di forza di una
ritrovata identità che si oppone a una vita
frenetica,tecnologica,disumanizzante,rivolta essenzialmente
al guadagno smodato.
Il mezzo più efficace per rinascere è
l’arte che è sogno, bellezza,
fede, mistero,
che parla al cuore e alla mente.
Ritornando alla mostra
c'è da evidenziare che la narrazione visiva esposta a
Budapest si apre, nel suo percorso espositivo, e si chiude
con il” Ponte sacro”.
Dopo aver presentato
tale collezione nella terra che vide nascere il Mito
per eccellenza, la Grecia (Atene) nel
2003 e successivamente nel Museo Nazionale della Magna
Grecia a Reggio Calabria, oggi 27 maggio
2008 è stata la volta di Budapest, grazie ai rapporti
che il Circolo Culturale "L’Agorà"
ha stabilito da anni con l’Ungheria.