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della città: la vittoria della cavalleria cristiana, guidata da S.Giorgio sugli
Arabi, e la conversione al Cristianesimo della regina
saracena di Reggio, la vedova di Agolant, che era rimasta nella grande torre del
Castello aragonese .
La ballata,
facente parte del ciclo carolingio, fu composta durante la terza crociata,
quindi in ambito normanno.
I Normanni che si sentivano gli eredi e continuatori
di Carlo Magno, intendevano tracciare una loro epopea come difensori della fede e
della terra .
Il poema in ottave ha subito diversi rifacimenti e veniva narrata dai cantori
medievali e la Sicari ha rintracciato il testo del poema nella biblioteca di
Ferrara, ma arrivare a tale importante scoperta è partita da un'importante
traccia ubicata nell'opera di Ludovico Ariosto "L'Orlando Furioso":
poema scritto in ottave, come il nostro poema cavalleresco, dove il letterato
della città estense
dice che Orlando ha strappato l'elmo al suo nemico Almonte proprio
sull'Aspromonte.
A questa importante
affermazione la relatrice Carmelina Sicari aggiunge un'altra importante
traccia: quella di Andrea Barberino autore di un poema
"L'Aspromonte" dove descrive le gurre tra cristiani e saraceni
indicando un esatta ubicazione geografica: lo sbarco dei barbareschi nei
pressi del torrente Calopinace, interessante ricordare anche che l'Ariosto
attinse al poema epico-cavalleresco reggino non soltanto per la citazione
l'elmo di Orlando preso sull'Aspromonte) ma anche quella di Bradamante, la
guerriera da cui discenderà la stirpe degli Estensi, è Gallicella, la
guerriera che poi sposerà Ruggiero di Risa (Reggio), il solo che è riuscito
a sconfiggerla nelle armi.
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L’opera
letteraria di un anonimo che poteva essere o un trovatore o un
maestro d'arme appartiene al filone carolingio delle "Chançon des gestes"
(come la famosa "Chançon de Roland") anche se di certo vi è la
penetrazione normanna che si era consolidata nel Sud della Penisola e che ha in
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Reggio il suo punto centrale di interesse
In tale opera
cavalleresca si narra che Reggio, chiamata Risa, sede di un tesoro fattovi
seppellire da Annibale, descritta come fastosa ed importante città cristiana,
del suo castello ed un eroe invincibile e santo, tale Ruggero di Risa, il cui
corpo rimase intatto anche dopo il suo decesso.
Alla corte di Carlo Magno
giungono emissari dall'Oriente per trattare e minacciare lo scontro definitivo
che partirà dall'Aspromonte.
Le truppe
cristiane si preparano e Rolandino, l'Orlando ancora giovane, vuole unirsi
ai paladini, ma tutto ciò non gli viene consentito per la sua giovane età ma
egli riesce a fuggire dal castello di Reggio unendosi coi paladini nello scontro
finali contro i mori.
Si combatté intorno alla città e nei combattimenti si
distinsero Ruggieri che si innamorò della guerriera moresca Gallicella, Namo,
altro eroe cristiano che salendo sulla montagna uccise il Grifone, mitico
animale alato. Rolandino uccise nei cruenti scontri l'eroe saraceno Almonte.
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