Agostino
Lanzillo si laureò in Legge a Roma con una tesi su Proudhon.
Aderì
subito al movimento sindacalista rivoluzionario attratto dalla figura e
dal pensiero di George Sorel con il quale avviò rapporti epistolari
diventando in Italia il suo principale traduttore e divulgatore.
Fu
redattore del Divenire Sociale di Leone e Mantica, collaborò alla Lupa di
Orano, alla “Voce” di Prezzolini e successivamente su esplicita
richiesta di Mussolini alI' “Avanti” ed al “Popolo d'ltalia”.
Più
che organizzatore o attivista fu un vero e proprio intellettuale che
collaborò prima allo sviluppo del sindacalismo rivoluzionario in Italia,
poi a"a sua revisione in senso antimarxista ed in fine alla nascita
dell'ideologia fascista.
Durante il ventennio, fu eletto deputato nel collegio di Reggio Calabria.
Entrambi i personaggi della
storiografia reggina hanno quindi contribuito alla nascita del fascismo in modo
ideologico».
L'on. Aloi prendendo le mosse da questo interessante spaccato ha
proseguito i lavori relazionando sul «Fascismo a Reggio Calabria: radici e
sviluppo». Durante l'intervento è stata in particolar modo rimarcata in seno
al movimento fascista «l'esistenza di importanti fermenti culturali, di cui
molti storici, non vogliono ammettere l'esistenza».
«Il fascismo – afferma l'on. Aloi –, che certamente non si sottrae al giudizio della storia e alla
discussione per quanto riguarda gli errori commessi e la questione della libertà,
non può però essere privato della sua identità e ricchezza di componenti nel
settore politico, sociale e soprattutto culturale».
«Il fascismo è un
fenomeno storico che copre vent'anni della storia italiana.
La sua nascita può
essere, in parte, attribuibile alla crisi del sistema liberale ed allo stato del
legittimo malcontento che il "ceto medio" o "ceto emergente"
, secondo la tesi del De Felice».
Il
23 marzo 1919 nella Piazza di S.Sepolcro in Milano, con la partecipazione
di qualche centinaio di persone, nasce il Fascismo con un "programma
rivoluzionario, socialmente avanzato, tant'è che qualcuno definì di
sinistra il "programma di S.Sepolcro". Caso emblematico è
quello di Ilario Franco, fondatore del Fascio di Caulonia, il primo della provincia
reggina, poi toccò alla città capoluogo: il 3 ottobre 1920 Giovanni Priolo, Paolo
e Gaetano Marcianò Agostinelli, Domenico Pennestrì e Consolato Attanasio
danno vita al Fascio di Reggio, mentre successivamente veniva fondato a Laureana di
Borrello il terzo. Le vicende del Fascio
reggino furono molto "tormentate"e vanno ricordate una serie di "vicende" anche
prima della "marcia su Roma" come gli scontri tra fascisti e socialisti
a Reggio il 28 gennaio 1921, nei qualii vennero feriti Silvio Tripepi e
Nino Pizzimenti; i fatti di Casignana del 21 settembre del 1922 che
registrarono un conflitto tra carabinieri e soci della Cooperativa
"Garibaldi" che causò l'uccisione di un assessore e di due
contadini. Poi quelli dell'ottobre del 1922, avvenuti a Motta
S.Giovanni tra "arditi" e "camicie nere". Altri
episodi di sangue si verificarono a Palmi nel 1925, quando in uno scontro
tra fascisti e socialisti, durante il rito della varia, muore Rocco
Gerocarni.
Ritornando al tema centrale della serata l'onorevole Aloi ha
parlato dei tanti fascisti reggini che parteciparono alla "marcia su
Roma" : Costantino, De Tommasi, Biacca, Nocera, Di Stefano, Caridi,
Priolo, Iemma, Borgese e Buda. A Napoli si ha l'incontro dei capi delle
realtà provinciali della Calabria: Gaetano Marcianò Agostinelli
(Reggio), Luigi Filosa (Cosenza) ed Eduardo Salerno (Catanzaro).
E'
presente anche Antonio Spinosa, comandante della Legione calabrese.
A
Napoli il 24 Ottobre 1922 venne organizzata un imponente adunata di
squadre fasciste, alle quali Mussolini annunciò l'intento di dirigersi su
Roma se entro poco tempo non gli fosse stato affidato il governo dell'
Italia.
C'è
la convocazione in un albergo e si esamina la situazione calabrese dove -
su denuncia dell'avvocato Luigi Filosa - si decide di mandare Marcianò
Agostinelli ed altri squadristi in alcuni Comuni della provincia di Reggio
e di Catanzaro in cui le forze fasciste erano in difficoltà. Alla fine,
dopo il discorso del 25 ottobre 1922 di Michele Bianchi "Fascisti
a Napoli ci piove che ci state a fare ?", Marcianò, Filosa
e Salerno vengono informati che devono raggiungere Foggia ed occuparla per
evitare che le truppe del Corpo d'armata di stanza a Bari raggiungano
Roma.
Il
ministro Facta si dimetteva il 26 Ottobre.
Dopo la "famosa marcia" ed il fascismo al potere, le
"vicende" della Federazione di Reggio sono non tanto
"facili". All'interno della Federazione di Reggio è sempre vivo
lo scontro tra il gruppo di Giovanni Priolo (Lorenzo Labate, Diego De
Tommasi, Arturo Zerbi, Griso, Totò Polimeni) ed il gruppo di "Marcianò
Agostinelli Paolo e Gaetano" con l'occupazione della Federazione
(1923: Banda dello "sgombro").
Si ricostituisce il Direttorio
provinciale e il professore Michele Barbaro è vicesegretario politico.
Comunque, i dissidi all'interno della Federazione fascista non cessano,
tant'è che i segretari federali non durano molto. Dopo la fondazione del
Fascio, avvenuta il 3 ottobre 1922 da parte di Giovanni Marcianò
Agostinelli. Seguirono le nomine di Salvatore Zagarella, in carica per
soli sei mesi,, Dante Boattini, Giuseppe Genoese Zerbi, l'avvocato Vaselli,
Giovanni Alessandri, D'Aloia, Alessandri, Cassini, Quarantotto, Pascotto e
Zaccherini.
Durante
tale periodo vennero realizzate imponenti opere quali la bonifica dei terreni paludosi, come il risanamento
della Piana di Rosarno, i
rimboschimenti, lo sviluppo della rete stradale, autostradale e ferroviaria, la
realizzazione di diverse opere relative all'edilizia pubblica, quali
scuole, il Museo della Magna Grecia, la stazione centrale .
Il
fascismo cade con l'arrivo degli anglo-americani a Reggio il 3
settembre 1942 e Michele Barbaro, ultimo podestà di Reggio, consegnando
le chiavi della Città al comandante inglese raccomanda lo stesso di farne
un nobile uso, trattandosi di una nobile e generosa Città.