Altro
appuntamento organizzato dal sodalizio culturale
inserito
all'interno dell'edizione 2008 dei "Pomeriggi
Culturali"e
relativo alle tematiche ambientali.
Questa volta si parla degli aspetti relativi
all'erosione delle coste, tema questo che
riguarda anche il territorio.
Il motivo di questa relazione è
stato quello di suscitare un dibattito sociale e
culturale nella Città .
Il territorio costiero è un percorso
finale del ciclo idrologico , perciò è necessario tener
conto di tutti quei fattori importanti che sono
concorrenti ad un corretto equilibrio dell’interesse
umano e naturale . Vi sono oggi molti studi che sono Il
frutto di fatiche di gruppi di studiosi a seconda dei
loro interessi e delle loro specializzazioni .
Ritengo utile quindi proseguire in
questi intenti , sperando di suscitare un interesse
utile e proficuo .
Vi sono delle fasi essenziali , di
cui occorre tener conto , per avere una visione
completa delle dinamiche erosive delle coste calabresi
e del mediterraneo .
È
importante quindi esaminare queste componenti , che
non sono a se stanti , ma interagiscono determinando
condizioni variabilissime per l ‘equilibrio costiero .
15.03.200
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A) Fase
astronomica : E ‘ nota l’attrazione lunare
sulle acque e sui fluidi interni nella terra .
Nel mediterraneo essa è poco
apprezzabile , (qualche centimetro) , tuttavia
l’importanza del fenomeno è relativo alle condizioni di
flusso e riflusso nello stretto di Messina, in
particolare .
L’allineamento del sole , luna e
terra sullo stesso asse, è detto il fenomeno delle
sigizìe e determina condizioni massime di flusso
nello stretto .
Nelle condizioni di quadratura,
il sole e la luna formano rispetto alla terra un asse ad
angolo retto . (Condizioni di riflusso) .
Questi
fenomeni astronomici, determinano le correnti di flusso
nello stretto creano delle distese d’acqua enormi ,
tenendo conto della sezione ristretta ad imbuto, dove
la larghezza dello stretto tra punta Pezzo e Ganzirri è
di 3 ,5 Km e la profondità è circa 120 metri .
B)Fase
delle correnti marine :
La corrente di litorale : essa è
molto moderata , (la sua velocità è stimata nelle 4
miglia per 24 ore E. Cortese) .
È
interessante seguire le migrazioni degli sciami di
tonni , per vedere che essi avanzano contro corrente
per il motivo della riproduzione .
Essi tengono la sinistra .
Dai movimenti dei pesci , si osserva
che essi arrivano prima nelle tonnare di Pizzo e Bivona
(E. Cortese) e poi in Sicilia .
La corrente litorale
entra dal golfo di Taranto e tenta di entrare
nello stretto , ma è contrastata dalla corrente
di marea e scompare al largo di Taormina , poi
riprende
al di là dello stretto .
Anche
il pesce spada , in solitudine , naviga contro corrente
, infatti viene prima pescato sotto Palmi e poi a
Bagnara e Scilla , nello stretto .
Al rimbalzo che la corrente di
riflusso urta sul fondo e risale alla superficie ,
dove si genera un movimento analogo a quello
prodotto all’elica di un piroscafo che va
all’indietro
La corrente di flusso viene da
Sud dove lo stretto ha una larghezza di 17500 metri
e una profondità di 1200 m ; quella di riflusso
viene dal largo dove si ha una distesa d’acqua
enorme (entra con una velocità di 2 minuti e 50 al
secondo , forse di più) punta Pezzo e Ganzirri ,
dove la larghezza dello stretto è di 3500 metri e la
profondità massima è di 120 metri .
Per le traversie , si
osserva che la costa calabrese da punta Pezzo a capo
d’Armi è esposta ai venti di mezzogiorno – libeccio S.
S.O. Nel tratto meridionale tra Capo d’Armi e Capo
Spartivento la traversia dominante è di Scirocco . S
S.E.
Allorquando la velocità dell’acqua sorpassa
la resistenza dei materiali , componenti le
rocce deposte nelle coste e nei lidi di
litorale , forza critica , il fondo o le
rive costiere cominciano ad erodersi .
I fenomeni erosivi sono molto vari a
delle caratteristiche idrogeologiche, ma è
possibile classificare due grandi classi:
La fragilità idrogeologica, il fenomeno di
bradisismo lento , poi tende a far
immergere i litorali facendo si che le forze
delle particelle delle rocce, vengano vinte
dalle acque che guadagnano così spazio,
distruggendo le spiagge.
Se poi si aggiungono le azioni antropiche,
con la distruzione della flora costiera e
gli insediamenti , opifici , porti o costruzioni
in genere , ci si può rendere conto dei
molteplici aspetti che occorrerebbe
approfondire per cercare di attuare le
azioni conservative dei litorali.
Alla luce di tutti
questi fenomeni non è semplice né prevedibile
effettuare delle corrette azioni che possano
avere azione efficace per contrastare i fenomeni
e i nubifragi nelle coste calabresi .
Le azioni di programma dovrebbero tener conto
di una dinamica marina che muta
continuamente e quindi rende precarie le opere
umane .
È
essenziale monitorare le spiagge ed effettuare
dei lavori di manutenzione dei litorali
intervenendo per quanto possibile per
controllare i fenomeni erosivi , stabilizzando
le antiche dune costiere , che potrebbero
frapporre una certa resistenza dinamica
all’azione erosiva delle acque .
Purtroppo ad oggi, ritengo non sia possibile
rimediare ai danni dei marosi , specialmente
nelle zone ad elevato rischio idrogeologico .