È
stato un momento di riflessione dove lo spettatore ha avuto il modo di
verificare la città prima del terremoto del 1908 e di immaginare come sarebbe
potuta essere se tale evento sismico non si fosse abbattuto nell'area dello
Stretto, causando morte e distruzione.
Di
quei tristi giorni non è rimasto nulla, ciò che risparmiato la natura ha
distrutto l'uomo riedificando e cementificando.
Nessun monumento a tutt'oggi che ricordi tale evento,
soprattutto le vittime innocenti, ma soprattutto nessuna memoria del dopo
ricostruzione, come i villini ubicati nella zona alta di Reggio che per gli
autori della loro edificazione, assunsero la denominazione in
"norvegesi" o "svizzeri" , quindi, allo stato attuale,
rimane soltanto la toponomastica a farne memoria storica.