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La nostra Biblioteca

 
 

Con  il termine biblioteca si vuole indicare un insieme di raccolte sia cartacee (libri, riviste, quotidiani), multimediali (video di diversa natura su diverso supporto come dvd, cd, nastro, pellicola) od anche virtuali (riviste elettroniche di vario target).

Tutto ciò a soddisfare le esigenze di ricerca, studio da parte dell'utenza come studenti, ricercatori, semplici cittadini.

 

È buona norma considerare le biblioteche sia le raccolte realizzate dai privati per uso personale quanto quelle da enti pubblici privati e pubblici, ma anche quelle raccolte costituite dalle Associazioni culturali operanti su un dato territorio.

Così come è il caso del Circolo Culturale “L'AGORÀ” che pur non avendo una sede dispone di un patrimonio librario che potrebbe essere messo a disposizione di tutti, ma per le circostanze sopra evidenziate, questo non risulta possibile.

 

Ciò che è contenuto in questa pagina rappresenta l'insieme dei titoli delle opere librarie che nel tempo sono state acquisite ed i dati inseriti nella biblioteca animata posta a lato di questa pagina, rappresenta solo una minima parte del patrimonio librario del Circolo Culturale “L'AGORÀ” che allo stato attuale risulta chiuso in contenitori di cartone di vario formato.

 

Le brevi ma doverose considerazioni sopra richiamate in argomento ci riportano ai termini relativi allo status di una “biblioteca inesistente” o di una “biblioteca che non c'è” .

Certo qui si tratta di libri scritti, tra cui quelli di Umberto Eco, tra cui quel “Pendolo di Foucault” anch'esso “rinchiuso” in una prigione cartonata priva di finestre.

In tale pubblicazione letteraria si narra che alcuni personaggi ricavavano da altre pubblicazioni delle espressioni utili al loro lavoro e, successivamente con il supporto di un computer le posizionavano in modo che le stesse avessero un senso logico.

 

Ma tutto questo non risulta possibile nel nostro caso, in quanto l’unica cosa certa, purtroppo, che quel patrimonio librario non può essere ne consultato, ne tanto meno le parti di tali libri possono essere combinate tra di loro come descritto nel volume di Umberto Eco, in quanto essi non possono essere consultati per le ragioni logistiche sopra evidenziate.

 

A questo punto non si può neanche parlare di “biblioteca che non c’è” e ciò ci riporta alla mente le peripezie alle quali è andato incontro il progetto relativo alla costruzione presso l’ex scalo merci della stazione di Porta Vittoria in Roma  di una mega struttura atta ad ospitare un area destinata all’ubicazione delle BEIC, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, stessa sorte accadde nel comune di Milano.

A tal proposito un articolo apparso il 13 dicembre 2005 sul quotidiano “REPUBBLICA” a firma di Armando Besio, Capo Servizi Cultura della redazione milanese che  intitolava il pezzo con ”La biblioteca che non c' è metafora della cultura” , riferendosi al “mancato decollo della Beic” nella città meneghina, che sarebbe dovuta sorgere nell'area di Porta Vittoria, definendolo  come “... una lunga stagione di sogni e incubi sul fronte della creazione di nuovi spazi per la cultura. I sogni erano belli.”

 

Per quanto riguarda il nostro caso, abbastanza modesto rispetto a quanto riferito ai casi relativi  alla “biblioteca inesistente” ed quelli della “biblioteca che non c'è”, le coordinate numeriche  sono alquanto modeste, si trattava in buona sostanza di trovare uno spazio adeguato atto a poter ospitare a Reggio Calabria, tra i tanti locali, a scopo non abitativo, un'area a tale scopo e, quindi, mettere a disposizione di tutti il materiale librario del Circolo Culturale “L'AGORÀ” .

Tutto questo, nonostante le varie istanze indirizzate alla competente amministrazione comunale, effettuate sempre nel rispetto delle regole, non si  è potuto concretizzare l'idea di realizzare un apposito spazio da adibire ad incontri e biblioteca, nonostante si disponga di un patrimonio di tutto rispetto.

Ma forse questo è ciò che viene riservato in certe aree geografiche, dove si preferisce porre l’attenzione alla “movida” o a “radio ambulanti” che non ai libri che rimangono mestamente e desolatamente, riposti in scatoloni impolverati.

 

Trova quindi in questo spazio virtuale parte delle idee  che avremmo voluto mettere a disposizione della comunità locale nonostante gli articoli 3 ed 11 dello Statuto comunale recita, nell’ordine, quanto segue:

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“Il Comune di Reggio Calabria rappresenta e cura unitariamente gli interessi della propria comunità e ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico. Il Comune in particolare:

vigila sul patrimonio storico, artistico, archeologico e culturale da parte della collettività” ;

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” Il Comune riconosce, in particolare, il valore sociale e la funzione civile e culturale dell’attività di volontariato autorizzato ai sensi della legge n. 266/91” .

 

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