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L’attentato, avvenuto sabato sera
alle 21.40 (le 22.40 in Italia) del 7 marzo contro alla
caserma di Massereene nella contea di Antrim a nord di
Belfast e quello del 9 nei confronti di un agente della
polizia avvenuto a Craigavon nella contea di Armah, fa
rivivere l’incubo di una nuova campagna di terrore che
ha lasciato una lunga scia di sangue, lutti,
devastazioni a far data dagli anni venti tra
indipendentisti irlandesi ed esercito britannico che in
due anni causò 500 vittime .
Ma queste cifre
hanno radici cronologiche lontane rispetto alle sfere
cronologiche del nazionalismo irlandese e del
movimento repubblicano nate nel contesto
della lotta di indipendenza contro il
dominio britannico.
Infatti tali insorgenze li
ritroviamo già nei secoli passati ma per questione di
praticità l'argomento in questione
trattato fa data dal 1921, anno in cui venne
redatto il Trattato angloirlandese
con
il quale si ratificò la divisione
dell'isola in due strutture geografiche lesionate dal
punto di vista giuridico.
Il peso di tale
divisione rappresenta la continuità degli oltre quattro
secoli di "arroganza" politica-culturale britannica nei
confronti del territorio gaelico, come ad esempio i
primi tentativi di divisione religiosa tra cattolici e anglicani.
Altri tentativi li troviamo in ambiti
culturali come quelli accaduti a Dublino, quando nel
1592 con la fondazione del "Trinity College" si voleva "britannizzare
culturalmente" l'Irlanda con tale struttura nella quale
potevano accedervi soltanto i protestanti a discapito
dei cattolici, i quali vennero autorizzati a frequentare
tale struttura soltanto a far data dal 1873.
Continuando a sfogliare le pagine della
storia ci si trova ad evidenziare altre violenze subite
dagli irlandesi da parte dei britannici, infatti si
passerà alle confische delle proprietà, conosciute anche
come "Plantations", e la fase più acuta fu quella ad
opera di Giacomo I del 1610 e denominata come "Plantation
of Ulster": tutto ciò fu causa di diverse insurrezioni
sul territorio che vennero soffocate duramente.
Tali situazioni aumentarono i contrasti
che culminarono nella dura repressione durante il
triennio 1649-1652 ad opera di Oliver Cromwell, c'è
anche da evidenziare che nel 1690 vi fu la vittoria
militare dei protestanti, guidati dal sovrano Guglielmo
d'Orange nei confronti dei cattolici del re Giacomo II.
Altri momenti di
dura repressione furono quelli delle "Penal Laws" datate
1695 che rafforzavano il potere protestanti, privando
tra l'altro gli irlandesi di matrice cattolica del
diritto al voto e l'accesso alle cariche pubbliche.
Tali ingiustizie
vennero combattute nel 1759 da Henry Grattan
che costituì il Partito dei Patrioti che
aveva come obiettivo la cancellazione
delle "Penal Laws" i cui primi risultati cominciarono a
verificarsi dopo il 1782 a seguito della "Dichiarazione di Indipendenza",
dalla istituzionalizzazione di un'Assemblea legislativa
il "Grattan's Parliament", ma nonostante ciò l'Irlanda
era governata da una minoranza protestante.
A seguito della rivoluzione francese vi
furono dei contatti con i giacobini transalpini da parte
degli "United Irishmen" guidati da Theobald Wolfe
Tone che riuscì ad ottenere il supporto
francese.
A seguito di tali accordi vi furono due
tentativi di sbarco in Irlanda che non ebbero gli
esiti sperati, ma che causarono dure repressioni nei
confronti dei repubblicani isolani ed il conseguente
scioglimento del parlamento autonomo irlandese che venne
ratificato a Londra nel 1800 con la denominazione di "Act
of Union".
Il XIX secolo termina con l'approvazione
del "Local Government of Ireland Act" del 1898 che ne
sancisce la struttura amministrativa delle contee sul
modello britannico e con alcuni cambiamenti di
denominazione delle stesse ma ciò non sopì gli intenti
nazionalistici.
Il XX secolo
vede oltre che la nascita del "Sinn Fein",
partito di matrice repubblicana fondato da Arthur
Griffith, l'insurrezione di Dublino del
1916 la "Easter Rising" ma anche la tornata elettorale
del 1918 che vide il partito dello "Sinn Fein"
conseguire un forte consenso ed i cui rappresentanti,
rifiutandosi di far parte del governo britannico,
istituirono il Dáil Éireann, il parlamento irlandese,
con a capo Eamon De Valera.
Questa scelta causò
la reazione del Westminister che scaturì negli arresti
dei rappresentanti parlamentari irlandesi e negli
scontri armanti tra i soldati britannici e quelli della
Irish Republican Army (I.R.A.)
la cui spirale di violenza scaturì in data 11 novembre
del 1920, riconosciuto come il primo "Bloody Sunday".
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Per ovviare
a tali escalation di violenze si giunse alla
firma del trattato di Londra del 6 dicembre 1921
che sanciva la nascita di due nuove enti
amministrativi quali
l'Irlanda del Nord, costituita dalle
sei Contee
di
Antrim, Down, Fermanagh,
Tyrone, Derry ed Armagh,
ubicate nel
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nord-est dell'isola e le restanti
ventisei Contee che costituiscono la Repubblica d'Irlanda (EIRE),
proclamata come tale nel 1949 a seguito della sua
fuoriuscita dal Commonwealth.
Le ostilità nell’Irlanda del
Nord con le caratteristiche di vera e
propria guerriglia urbana hanno inizio nell'ultimo
periodo dei '60's quando si verifica la nascita delle
prime organizzazioni pacifiste con relative
manifestazioni inneggianti alla cessazione di ogni forma
d'intolleranza.
Ma questi buoni propositi diedero adito
ad una dura reazione, quella dei Troubles, gli scontri
tra i cattolici ed i protestanti che si susseguirono in
modo sempre più violento, come i fatti avvenuti durante
una manifestazione per i diritti civili avvenuta in data
30 gennaio 1972 avvenuta a Derry e che costò la vita a
13 persone, tra cui 6 minorenni.
Dopo quella strage l’Irlanda
del Nord sprofonda in un conflitto che conterà oltre
3.500 vittime, di cui 500 militari britannici,
cifre queste che hanno portato morte e distruzione
.
Queste sono alcune delle cifre che
sono state oggetto di
una importante giornata di studi organizzata
dal
Circolo Culturale “L’Agorà”
di Reggio Calabria.
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“Sunday
bloody Sunday: I.R.A. – movimenti sociali, politici e
culturali nell’Ulster” è il
titolo della manifestazione di notevole valenza e
spessore vista la presenza di autorevoli rappresentanti
della cultura e dell’informazione irlandese come il
docente universitario prof.
Richard English
della
“Queen’s University” di Belfast e
dell'avvocato
Gustavo Pregoni,
corrispondente dall'Irlanda per varie testate sia online che |
cartacee, che ha seguito passo dopo passo il processo di
pacificazione.
Il titolo della giornata di studi
prende spunto dal
“Bloody Sunday” ,
letteralmente "Domenica di Sangue", termine
che indica un evento storico avvenuto nella città di
Derry, Irlanda del Nord, il 30 gennaio 1972, quando il
1° Battaglione del Reggimento Paracadutisti Britannico
aprì il fuoco contro una folla di manifestanti per i
diritti civili, colpendone 26.
Tredici persone, sei
delle quali giovanissime, furono colpite a morte, mentre
una quattordicesima persona morì quattro mesi più tardi
per le ferite riportate. Due manifestanti rimasero
feriti in seguito all'investimento da parte di veicoli
militari.
Molti testimoni che non presero parte agli
incidenti, compresi alcuni giornalisti, affermarono che
i manifestanti colpiti erano disarmati. Cinque vittime
inoltre furono colpite alle spalle.
Questi sono i dati significativi che hanno caratterizzato la
manifestazione organizzata dal Circolo Culturale "L'Agorà" e che ha avuto il
merito di intrattenere un pubblico attento e qualificato.
Nel corso del suo intervento il presidente
del sodalizio organizzatore Gianni Aiello ha evidenziato come determinati eventi
di cronaca nera possano modificare ciò che l'immaginario collettivo è riuscito a
creare nelle direttive mentali delle persone.
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«Infatti parlando dell'Irlanda - prosegue Gianni Aiello
-
vengono alla mente gli scenari incantati dell'isola verde ricchi
di personaggi magici come i folletti e gli elfi delle fiabe irlandesi
ricche di elementi fantastici, così come i personaggi di James Stephens».
|
«Altri dati significativi della letteratura gaelica posti al
bivio tra la fantasia e la realtà storica li troviamo - prosegue Gianni Aiello -
nelle poesie di Paul Muldoon»:
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"Luci ed ombre del cielo di
Nashville, |
come guerriglieri che razziano
il non detto dell'ingaggio,
come Normanni che dirottano
il bestiame sui Vichinghi d'Irlanda..." (Baginbun)
 |
"Si faceva chiaro, tra fumi
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di cannone - e di complotti,
che gli Stanley avevano infine tradito
per appoggiare Enrico." (Bosworth Field)
Di seguito Gianni Aiello ha indirizzato il suo sguardo su un
altro territorio e cioè quello calabrese e nello specifico quello della
provincia di Reggio Calabria, conosciuta per i noti dati malavitosi e non per
altri dati significativi di ben altro significato.
«Infatti voglio mettere alla vostra conoscenza - rivolgendosi
all'uditorio - quanto riportato da Domenico Condito sul suo portale a riguardo
questa manifestazione: "Ci piace quella Calabria capace di ampliare il proprio
orizzonte oltre i ristretti confini regionali, promuovendo proficui momenti di
confronto e di scambio fra esperienze e culture diverse».
Gianni Aiello ha fatto cenno anche
all'importante saggio dello storico di di fama internazionale
Eric J. Hobsbawm
"Il Secolo
breve - 1914-1991: l'era dei grandi cataclismi", quindi degli
sconvolgimenti sociali, economici che in tale arco di tempo si sono succeduti
(1)
“Sunday
bloody Sunday: I.R.A. – movimenti sociali, politici e
culturali nell’Ulster”
- ha proseguito Gianni Aiello - non è soltanto il titolo della
manifestazione, ma anche quanto accaduto nella città di Derry il 30 gennaio del
1972 i cui tragici fatti hanno scosso le coscienze, dando modo di parlare di
quello che effettivamente accadeva nell'Irlanda del Nord.
Così come nel cinema, "Nel nome del padre"
(2)
tratto dal romando di Gerry Conton
(3)
, dove in una scena si vede una sequenza avvenuta realmente a Derry: in una
scena si vede ciò che realmente accadde a Derry, quando Giuseppe Conlo,
interpretato dall'attore Pete Postlethwaite, sventola un foulard bianco
durante gli scontri a fuoco.
Anche la musica - prosegue Gianni Aiello
- non è rimasta insensibile a ciò,
pensiamo all'omonima canzone degli
U2
"How long must we sing this song? How long?
(per quanto tempo dovremo cantare questa canzone?) dove il drumming di Larry Mullen idealmente rappresenta i parà
inglesi per le strade di Derry, mentre gli strumenti classici che si ascoltano
nella stessa canzone rappresentano la
tradizione e la tragedia irlandese.
Tragedia che vive con i suoi risvolti, i
suoi drammi anche nella copertina di "War", dove si vede lo stesso adolescente
del primo album "Boy", ora non più tranquillo, ma traumatizzato
(4).
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(1)
E.
J. HOBSBAWM,
"Il Secolo breve - 1914-1991:
l'era dei grandi cataclismi",
Rizzoli, 1999;
(2)
J.
SHERIDAN, "Nel nome del padre",
Universal,1993, Irlanda/UK;
(3)
G. CONLON,
"Proved Innocent",
Penguin Books,
1991;
(4)
BONO,
"War" U2, Island, 1983 .
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Dopo
l'intervento di Gianni Aiello che ha esaminato vari
aspetti relativi all'argomento in questione come quelli
relativi agli aspetti letterari e storici relativi non
solo al territorio in senso geografico ma anche alle
profonde radici della "Questione irlandese" con annessa
panoramica cronologica è stata la volta dell'altro
relatore.
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La
parola è passata
poi a Gustavo Pregoni
corrispondente dall'Irlanda per
varie testate online e cartacee, che ha seguito passo dopo passo il processo di
pacificazione. |
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Gustavo Pregoni
inizia il suo intervento proprio da dove Gianni
Aiello finisce il suo: dalla canzone del gruppo
musicale U2 tratta dall'album "War" , quella "Sunday
bloody Sunday", vero manifesto dell'argomento
oggetto della giornata di studi organizzata dal
sodalizio reggino. |
Siamo nel febbraio 1983
- esordisce così il relatore - e 4
ragazzi di Dublino pubblicano un disco, si chiama
War, guerra, e la prima strofa di una canzone
facente parte dell’album recita: I can’t believe the
news today.
Non riesco a credere alle notizie
di oggi, a quello che ho appena appreso.
La canzone si riferisce ai fatti
di sangue accaduti in una piccola città nordirlandese,
Derry (o Londonderry come ribattezzata dagli Unionisti)
il 30 gennaio del 1972.
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Ed effettivamente si fa
davvero fatica a credere a ciò che è successo
quella domenica lungo le strade del Bogside,
quartiere cattolico di Derry: la NICRA (Northern
Ireland Civil Rights Association) ed altri
attivisti tra i quali il neo-eletto MP Ivan
Cooper, protestante della middle-class eletto
per il 99% dai voti dell’elettorato cattolico,
organizzarono una marcia, manifestando per il
riconoscimento di uguali diritti civili a tutti
i cittadini dell’Irlanda del Nord, chiedendo
delle riforme inerenti in particEd
effettivamente si fa davvero fatica a credere a
ciò che è successo quella domenica lungo le
strade del Bogside, quartiere cattolico di Derry:
la NICRA (Northern Ireland Civil Rights
Association) ed altri attivisti tra i quali il
neo-eletto MP Ivan Cooper, protestante della
middle-class eletto per il 99% dai voti
dell’elettorato cattolico, organizzarono una
marcia, manifestando per il riconoscimento di
uguali diritti civili a tutti i cittadini
dell’Irlanda del Nord, chiedendo delle riforme
inerenti in particolare al diritto di voto (una
riforma elettorale basata sull’elementare
principio del One Man, One Vote, dato che
fino ad allora le circoscrizioni elettorali
erano disegnate in modo da non permettere ai
cattolici di vincere le elezioni, questo
espediente era noto come gerrymandering;
persino a Derry dove la maggioranza della
popolazione era cattolici, questi ultimi non
riuscivano a vincere le elezioni), alla parità
nell’housing system ossia nell'
assegnazione delle case popolari, alla pari di
opportunità nell’accesso al lavoro e oltre a
tali richieste, si marciava anche e soprattutto
contro la misure repressiva dell’internment
without trial , ossia l’internamento senza
processo; questo, senza entrare nello
specifico, evitando noiose disquisizioni legali,
consisteva nel potere per le forze di polizia di
internare una persona a tempo praticamente
indefinito senza che vi fosse obbligo di
rispettare i tempi procedurali previsti per
l'apertura del processo.
Al riguardo, va inoltre
detto che l’Operazione Demetrius, nome in
codice dell’operazione di internamento su vasta
scala condotta dall’esercito inglese il 9 agosto
del 1971, e che portò all’internamento di 342
uomini, logicamente tutti cattolici, si rivelò
essere un fallimento sotto tutti i punti di
vista: gli scontri a fuoco tra l’IRA e
l’esercito che divamparono in ogni distretto
cattolico di Belfast portarono alla morte di ben
13 persone; e non solo questo, quasi la metà
degli internati, dopo aver sperimentato le
tecniche di interrogatorio delle security
forces britanniche nei noti centri di della
polizia di Castlereagh (Belfast), Gough Barracks
(Armagh) e Strand Road (Derry) fu rilasciata,
non avendo alcun coinvolgimento né connessione
con l’IRA. |
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- La Domenica di Sangue:
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Ma cosa successe quella
famigerata domenica?
La folla dei manifestanti venne
attaccata dai contingenti dell’esercito Britannico: in
quella occasione le truppe di stanza a Derry erano
state rinforzate dal 1° Battaglione del Reggimento
Paracadutisti Britannico, corpo speciale agli ordini del
Colonnello Wilford e tristemente noto per la brutalità
dei suoi componenti.
Per ragioni mai completamente
chiarite ed ancora oggetto di investigazioni, i
paracadutisti, che avevano il compito di disperdere la
manifestazione, aprirono il fuoco sulla folla disarmata
dei manifestanti colpendone 26 ed uccidendone 13; una
quattordicesima vittima è deceduta nei giorni successivi
sempre a causa di una ferita da arma fuoco riportata
durante la marcia.
Nella successiva inchiesta
governativa sui fatti della strage, perché di strage si
è trattato, la commissione, affidata a Lord Widgery,
accolse la tesi sostenuta dai militari per cui questi
avrebbero risposto al fuoco per legittima difesa,
pertanto non avrebbero attaccato né sparato per primi,
ma reagito ai colpi di arma da fuoco sparati loro contro
da presunti militanti dell’IRA infiltratisi fra i
manifestanti.
Al riguardo, Vi consiglio di
guardare il film documentario diretto da Paul Greengrass,
basato sul famoso libro di Don Mullan, Eyewitness
Bloody Sunday.
Attualmente la commissione di
inchiesta sul Bloody Sunday, istituita sotto il governo
New-Labour di Tony Blair e presieduta da Lord Saville
non ha ancora redatto la relazione finale (va comunque
precisato che trattasi di un organo inquirente, non
giudicante).
La Domenica di Sangue resta tra
gli eventi più cruenti e significativi delle vicende
dell'Irlanda del Nord, probabilmente perché l'azione fu
condotta da truppe regolari, sotto gli occhi della
stampa e della opinione pubblica, ed ebbe conseguenze
decisive per lo sviluppo del conflitto, conseguenze di
due tipi:
1) Conseguenze politiche: ha di
fatto sancito la fine del governo di Stormont; il
successivo 24 marzo, il primo Ministro Britannico, Ted
Heath richiese al Primo Ministro nordirlandese, il
protestante unionista Brian Faulkner, i poteri in
materia di ordine pubblico e giustizia, ma al rifiuto di
questi annunciò il Direct Rule, ossia il governo
diretto di Westminster sull’Irlanda del Nord: con tale
normativa venivano sciolti sia il governo che il
parlamento locali e venivano accresciuti ed inaspriti i
poteri dell'esercito e della polizia, la Royal Ulster
Constabulary (RUC).
2) Conseguenze sociali: nei
quartieri cattolici di Belfast, Derry e delle altre
città nordirlandesi c'era la fila per arruolarsi nell'
IRA tanto che l' organizzazione ebbe dei problemi ad
gestire tutte queste nuove reclute.
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- Anni violenti (fino al 1976):
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La canzone continua: “Broken
bottles under children’s feet, Bodies strewn
across the dead end street”… bottiglie rotte
sotto i piedi dei bambini e corpi sparsi per la
strada senza uscita.
La militarizzazione delle
sei contee ormai andava verso un punto di non
ritorno:sempre più contingenti militari furono
stati stanziati in Irlanda del Nord, più caserme
e basi operative costruite, per controllare la
violenza in crescita in seguito ai fatti di
sangue di Derry . |
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Gli anni a cavallo fra il 1970 ed
il 1976 sono stati anni violentissimi nelle sei contee,
tra i più cruenti dei troubles: praticamente si
combatteva giornalmente e l' IRA e l' esercito
britannico ingaggiavano quasi tutti i giorni degli
scontri a fuoco nelle strade di Belfast e Derry.
Solo nel 1971 si riscontrarono
180 morti, dei quali 94 erano civili, ossia né membri
delle forze di sicurezza britanniche, né dei gruppi
paramilitari cattolici o protestanti che siano. Il 1972
rimane l' anno con più vittime, 472, dell' intero
conflitto.
Ma questi troubles cosa
sono? Letteralmente questa parola significa tumulti o
disordini, oppure si può più semplicemente tradurla come
guai, fastidi, dato che si è sempre rifiutato di
considerala una vera e propria guerra, etichettando
esclusivamente come terrorismo, quella che è stata una
lotta si armata, come ci insegna il Professor English,
ma di liberazione.
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Comunque è così che l’establishment britannico
continua a definire il conflitto nelle Sei
Contee del Nord, conflitto i cui effetti si sono
allargati all’Inghilterra ed alla Repubblica
d’Irlanda e che ha causato sino ad oggi oltre
3000 morti; così il deputato conservatore
unionista Enoch Powell: “L’IRA non è qualcosa
a cui è possibile dichiarare ufficialmente
guerra. Se la dichiarassimo avremmo trattato
l’IRA al pari di una nazione sovrana, le avremmo
dato il riconoscimento che essa cerca e questo
la avrebbe posta in quella stessa posizione che
l’IRA stessa cerca d raggiungere attraverso le
sue campagne di terrore”. |
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In Irlanda del Nord a partire
dalla fine degli anni '60 il clima politico era divenuto
assai violento a seguito del conflitto che opponeva i
sostenitori dell’appartenenza della provincia al Regno
Unito, ai fautori della riunificazione dell’Irlanda. I
primi, detti unionisti, erano protestanti o di
nascita protestante, discendenti dei coloni britannici
giunti in Irlanda a partire dal XVI secolo, ed al tempo
costituivano i due terzi della popolazione
nordirlandese. I secondi, detti repubblicani,
erano cattolici o di nascita cattolica, discendenti
degli antichi irlandesi, ed erano il restante terzo
della popolazione ma anche la grande maggioranza
sull’intera isola. Ormai da secoli gli unionisti
detenevano il monopolio del potere politico e la gran
parte delle risorse economiche, emarginandone i
repubblicani.
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Nel 1970 l’organizzazione
indipendentista irlandese IRA (Irish
Republican Army) aveva cominciato una
intensa azione di guerriglia contro l’esercito
britannico e la polizia nordirlandese (RUC, Royal Ulster Constabulary), ritenuti
difensori dello status quo e schierati con gli
unionisti. Dal canto loro le formazioni armate
unioniste (tra cui la UVF, l’Ulster
Volunteer Force, e la UDA, Ulster Defence
Association) facevano fuoco sui
repubblicani. La vita civile era ulteriormente
sconvolta dagli scontri di piazza che opponevano
i militanti unionisti a quelli repubblicani, e
questi ultimi ai reparti antisommossa
dell’esercito britannico e della polizia. |
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- Il 1969:
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Il 12 agosto 1969, in occasione
della marcia annuale degli Apprentice Boys di Derry, che
celebra la resistenza protestante all' assedio della
città da parte delle truppe di Giacomo II nel 1689, ci
furono scontri molto violenti e la Royal Ulster
Constabulary (RUC), la polizia della provincia, tentò di
entrare nel Bogside, dove erano state erette delle
barricate. Cominciarono così 48 ore di battaglia, con i
residenti del Bogside che tiravano pietre e bottiglie
molotov alla RUC che rispose usando, per la prima volta
nel Regno Unito, il CS (il gas lacrimogeno).
Nella
notte del 14 agosto gli scontri si estesero a Belfast
dove alcuni gruppi di estremisti protestanti, in alcuni
casi con l' aiuto (o quantomeno il tacito assenso) della RUC, misero a ferro e fuoco le vie abitate dai cattolici
che conducevano alla protestante Shankill Road, l'
arteria che attraversa i quartieri della working
class lealista, roccaforte degli estremisti
protestanti. I cittadini cattolici furono costretti a
fuggire dalle proprie case per rifugiarsi in altri
quartieri cattolici di West Belfast come Andersonstown e
Ballymurphy. Il giorno dopo il governo britannico decise
di inviare un folto contingente di truppe per
ristabilire l'ordine, inizialmente per proteggere i
suoi sudditi cattolici.
E proprio l’arrivo ed il
successivo stanziamento delle truppe dell’esercito
britannico è comunemente considerato come la data di
inizio dei troubles, questo è un fatto ma è pur
vero che l’irlanda del nord non è insorta dal nulla,
l’atmosfera do tensione è covata per anni, pertanto vi
sono dei pregressi e scatenati motivi.
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In
Irlanda del Nord, negli anni precedenti al 1969
vi era un vero e proprio regime: stato
protestante per gente protestante, protestant
parliament for protestant people: gli
unionisti detenevano tutto il potere , tutti i
seggi parlamentari, i cattolici o nazionalisti
erano esclusi da tutte le cose dello
stato ed erano considerati alla stregua di
sovversivi, dissidenti in quanto non
riconoscenti lo stati protestante e la sua
legittimità. |
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Tale regime unioniste era poi
difeso e garantito da una forza di polizia, protestante
anch’essa per il 95%, pesantemente armata, la Royal
Ulster Constabulary (RUC) oggi riformata ed avente il
nome di PSNI, e da un apparato giudiziario e normativo
costruito artificialmente per mantenere lo status quo di
dominanza unionista in ogni campo: Questo il regime di
Stormont (casa bianca di Belfast).
Un episodio alquanto
emblematico, e per questo a mo avviso importante per
meglio comprendere la questione nordirlandese, risale al
1964, quando furono indette le General Elections:
l’unica chance per i cattolici di vedere un membro della
proria comunità eletto a Westminster, avendo così una
qualche rappresentanza era la circoscrizione di West
Belfast, Falls Road area per meglio intenderci, nella
stessa zona fu stabilito un piccolo ufficio elettorale,
tipica casa di mattoncini rossi, alla cui finestra fu
issata una bandiera sventolante il tricolore irlandese
(la stessa cosa di ciò che avviene oggi per le sezioni
politiche qui in Italia, di
solito vi è uno stemma o una bandiera indicante il
partito politico di turno) ebbene non appena la cosa
divenne di dominio pubblico, i politici unionisti
paventarono ad uno spauracchio nazionalista all’attacco
dello stato unionista ed immediatamente la RUC, la
polizia, si mosse per rimuovere la bandiera,
intervenendo con gli idranti detti water- cannons, per
disperdere la folla.
Scoppiarono violenti scontri ,
conosciuti come Divis Flats Riots, dalla zona in cui
scaturirono. Questo è il primo esempio di una violenta
quotidianità che caratterizzò i successivi trenta anni
delle sei contee, questi gli ingredienti, anche un po’
romantici se vogliamo definirli così:
- demagogia dei politici
unionisti;
- collusione tra unionisti, UVF
nell’occasione, e RUC;
- RUC in assetto anti-sommossa,
con manganelli e furgoni blindati a blccare gli accessi
alle strade;
- i cattolici in rivolta col viso
coperto, sulle barricate e con le bottiglie molotov in
mano.
Il seggio fu comunque vinto dai
protestanti, anche se poi nelle elezioni successive del
1966 Gerry Fitt riuscirà ad imporsi nella medesima
circoscrizione elettorale di West Belfast, divenendo in
tal modo il primo cattolico ad essere eletto in Irlanda
del Nord. Giusto per dovere di cronaca, un piccolo
inciso, pensate che Gerry Fitt perderà il suo seggio
solo nel 1983, quando per la prima volta fu eletto un
giovane membro del Sin Fein con tanto di barba, Gerry
Adams, attuale Presidente del Sin Fein e tra i
protagonisti indiscussi del processo di pace.
Una conseguenza dei disordini d'
agosto fu la scissione del movimento repubblicano:
alcuni membri dell' IRA, soprattutto quelli provenienti
dal Nord, scontenti di come l'organizzazione avesse
reagito (per meglio dire NON
avesse reagito) agli assalti ai
quartieri cattolici, decisero di fondare una nuova
organizzazione che diventerà nota come Provisional IRA,
in contrapposizione all' Official IRA che, dopo aver
dichiarato un cessate-il-fuoco nel 1972, rimarrà ai
margini del conflitto fatta eccezione per alcune brevi
ma sanguinose faide interne. Da parte protestante alla
PIRA (a cui poi si aggiungerà l'INLA, Irish National
Liberation Army) si contrapponevano altre due formazioni
paramilitari: l'UVF (Ulster Volunteer Force) e l'UDA
(Ulster Defence Association), rimasta legale fino al
1992 perché dal 1973 in avanti decise di firmare le
proprie azioni terroristiche con il nome de guerre
di UFF (Ulster Freedom Fighters). Alla metà degli anni
'70 Belfast di sera si trasformava in una città
fantasma, dove si rischiava di essere uccisi per essersi
trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Sopratutto l'UVF e l'UFF colpivano i cattolici con
violenza settaria allo scopo di terrorizzare la
comunità. Particolarmente agghiacciante è la vicenda
degli Shankill Butchers (i macellai di Shankill),
un'unità dell'UVF di Shankill Road che, sotto la guida
del famigerato Lenny Murphy (in seguito ucciso
dall'IRA), rapiva e uccideva cittadini cattolici
tagliando loro la gola dopo averli orribilmente
torturati e mutilati.
Tra la fine del 1974 e i primi
mesi del 1975 alcuni colloqui tra i dirigenti dell' IRA
e dei funzionari del governo britannico portarono a una
tregua che però si infranse dopo qualche mese.
In
seguito al fallimento della tregua l'IRA diede il via a
una riorganizzazione studiata per contrastare i metodi
delle forze dell' ordine che si dimostravano sempre più
efficaci. Sotto la guida di una nuova dirigenza formata
da elementi più giovani che si erano opposti alla tregua
(tra cui Gerry Adams, Martin McGuinness e Ivor Bell)
l'IRA adottò il sistema delle "cellule" per
controbattere gli effetti potenzialmente disastrosi che
sarebbero scaturiti dalla confessione di uno dei suoi
membri che avesse rivelato i nomi dei suoi compagni. La
nuova dirigenza elaborò anche una nuova strategia, detta
della "lunga guerra", per far capire ai militanti che la
lotta armata non si sarebbe conclusa in poco tempo e che
bisognava cominciare a ragionare sul lungo periodo.
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- 1976-1981
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And the
battles just begun Theres many lost, but tell me who has won?
(e la battaglia
continua, ci sono molte perdite, ma dimmi chi ha vinto?
Mentre la violenza continuava
nelle strade dell' Irlanda del Nord, il governo
britannico prese una decisione destinata a produrre i
suoi effetti, che durano ancora oggi, negli anni a
venire. Infatti il governo dal 1 marzo 1976 abolì lo status di "prigioniero politico" fino ad allora
concesso ai detenuti paramilitari, che scontavano la
condanna in baracche di lamiera come i prigionieri di
guerra della seconda guerra mondiale e che come questi
ultimi avevano una struttura di comando all'interno del
carcere. Queste novità erano parte della nuova strategia
del governo britannico che poggiava su due punti chiave:
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CRIMINALIZZAZIONE:
i detenuti non erano prigionieri politici ma
criminali comuni e non avevano diritto a differenze
di trattamento. |
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ULSTERIZZAZIONE:
per contrastare i paramilitari si usava sempre di
più la RUC, composta in prevalenza da protestanti
nordirlandesi, e sempre meno l'esercito regolare. |
L'IRA decise di contrastare
violentemente questa strategia e, mentre all'esterno del
carcere conduceva una campagna di omicidi contro il
personale carcerario, all' interno del carcere i
detenuti repubblicani si rifiutavano di indossare l'
uniforme carceraria (alcuni la indossavano solo per
recarsi a ricevere le visite mentre i più intransigenti
rimasero anni senza vedere i propri familiari pur di non
indossare la divisa) e rimanevano nudi in cella con
addosso solamente una coperta (da qui il nome blanket
protest).
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Dopo
due anni in cui la protesta non aveva suscitato
alcun effetto i detenuti, anche in risposta alla
brutalità di molti secondini che picchiavano i
detenuti quando andavano in bagno, decisero di
non lavarsi e di spargere i propri escrementi
sui muri delle celle (dirty protest) che
dopo poco tempo erano ridotte in uno stato
allucinante con solo dei materassi sporchi per
terra e i muri ricoperti di escrementi (in molti
casi erano anche infestate dagli scarafaggi). |
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Nonostante gli appelli di molti
politici cattolici e soprattutto dell' arcivescovo O'Fiaich,
primate d' Irlanda,che, dopo una visita al carcere usò
toni molto duri contro il governo britannico, il primo
ministro Margaret Thatcher rimase inamovibile. A questo
punto i detenuti decisero di intraprendere uno sciopero
della fame: sette di loro (sei dell'IRA e uno dell'INLA)
digiunarono per 53 giorni prima di sospendere lo
sciopero avendo ricevuto vaghe assicurazioni sulle loro
richieste. Dopo poche settimane fu chiaro che non
sarebbe cambiato nulla e i detenuti diedero il via ad un
secondo sciopero della fame. Questa volta i partecipanti
avrebbero cominciato il digiuno a intervalli regolari e
in caso di morte di uno di essi un altro detenuto
avrebbe preso il suo posto. Il primo a digiunare fu
Bobby Sands, OC (Officer Commanding) dei detenuti
dell' IRA, che morì dopo 66 giorni di digiuno, il 5
maggio 1981.
Tra il 5 maggio e il 20 agosto
furono dieci i detenuti a morire mentre all' esterno del
carcere la provincia registrava uno dei periodi più
sanguinosi della sua storia e mentre erano sempre più
coloro (politici nazionalisti, chiesa cattolica ma anche
politici statunitensi di origine irlandese) che
cercavano di operare per trovare un compromesso.
Il 3
ottobre 1981 i detenuti sospesero lo sciopero dopo che
alcune famiglie erano intervenute per chiedere l'intervento medico una volta che il loro congiunto era
entrato in coma. Anche se in un primo momento sembrò che
i repubblicani fossero usciti sconfitti dallo scontro
con il governo, gli scioperi della fame fecero sì che
all' interno del movimento repubblicano assumesse sempre
più importanza il braccio politico, il Sinn Féin, che
cominciò a partecipare regolarmente alle elezioni
amministrative e politiche (anche se i suoi eletti non
si recavano a Westminster non riconoscendo quel
parlamento).
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Questa
"politicizzazione" del movimento fu certamente
una delle cause che, quasi venti anni più tardi,
contribuì a gettare le basi del processo di pace
che si concluse con l' Accordo del Venerdì Santo
(Good Friday Agreement) firmato il 10
aprile 1998. |
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- Gli anni 80 ed il successivo Peace-Process
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Dopo la prima metà degli anni
'80, trascorsa nella solita routine di bombe, attentati
e violenze settarie, accadde qualcosa che contribuì a
mutare l'intransigenza britannica. Ora l'IRA era meglio
armata che in qualsiasi momento della sua storia e così
gli inglesi cominciarono a pensare che una qualche forma
di compromesso con i repubblicani sarebbe stata
inevitabile.
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Gli
anni tra il 1988 e il 1993 furono tra i più
violenti dell' intero periodo perché alla
capacità operativa gli dell'IRA si opponeva la
ferocia dei gruppinparamilitari lealisti, quali
l’UFF, Ulster Freedom Fighters, e l'uso
sempre maggiore da parte dell'establishment
britannico di spionaggio ed intelligence, quali
l’MI 5 che in numerose occasioni operavano
in collusione cogli stessi paramilitari
unionisti. |
|
Il governo britannico, impegnato
in colloqui segreti con il movimento repubblicano,
intensificò i contatti dopo che nell' aprile 1992 e
nell' aprile 1993 l'IRA fece esplodere due gigantesche
bombe nella City di Londra causando danni per quasi 2
miliardi di sterline.
Si arriva così al 31 agosto 1994,
quando l'IRA annuncia la "completa cessazione delle
operazioni militari", imitata dopo 45 giorni dai
paramilitari protestanti. Per la prima volta in 25 anni
la pace sembra a portata di mano ma il governo
britannico, ora presieduto da John Major, continuava a
frapporre ostacoli alla partecipazione del Sinn Féin ai
colloqui di pace (chiedendo che l'IRA consegnasse le
armi, cosa che per i repubblicani equivaleva a un
sacrilegio) e così, il 9 febbraio 1996, l' IRA rompe la
tregua facendo esplodere un camion-bomba a Canary Wharf,
nella zona dei docks di Londra.
| |
Il conflitto riprende,
anche se non con l'intensità di prima,
ma in seguito
alle elezioni politiche britanniche del
1997 (nelle quali il partito Laburista
guidato da Tony Blair aveva ottenuto una
schiacciante maggioranza) l'IRA decide
di ripristinare la tregua anche se
questa |
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volta deve far
fronte a una scissione di alcuni dissidenti che, sotto
la guida di Micky McKevitt, ex Quartiermastro Generale
dell' IRA, danno vita alla Real IRA.
Nella primavera del 1998 Blair e
il premier irlandese Bertie Ahern presenziano ai
colloqui tra i vari partiti politici nordirlandesi che
sfociano, il 10 aprile 1998, nell' Accordo del Venerdì
Santo.
L'Accordo stabilisce che il governo dell'Irlanda
del Nord sia composto da rappresentanti sia dei partiti
protestanti che dei partiti cattolici in maniera
proporzionale al risultato delle elezioni. Nell'Accordo
si prevede anche il rilascio dei detenuti appartenenti
alle organizzazioni paramilitari che rispetteranno il cessate-il-fuoco.
Primo ministro dell' Irlanda del
Nord (il primo dal 1972) diventa David Trimble, leader
dell'UUP, con Seamus Mallon del SDLP (Social Democratic
and Labour Party), il partito dei cattolici moderati,
come suo vice.
Dell' Esecutivo fanno parte anche
due esponenti del Sinn Féin.
Da allora, nonostante alcuni
momenti di tensione e alcuni gravi incidenti (il più
grave dei quali è l'autobomba della Real IRA che il 15
agosto 1998 uccide 29 persone nella cittadina di Omagh,
nella contea di Tyrone), la provincia si è incamminata
sulla strada della pace. Nel 2001 i diplomatici
stranieri incaricati di vigilare sul disarmo dei
paramiltari dichiarano di aver ispezionato alcuni
depositi di armi dell' IRA e che gli armamenti sono
inutilizzabili (probabilmente i bunker sono stati resi
inaccessibili con del cemento armato). Infine, nel
luglio 2005 l'IRA, per bocca di Séanna Walsh, già OC dei
detenuti dell'IRA a Long Kesh e amico e compagno di
cella di Bobby Sands, annuncia che la lotta armata è
finita e che d'ora in avanti l'organizzazione userà
mezzi esclusivamente pacifici per perseguire il proprio
obiettivo dell' unità d' Irlanda.
Nel 2007 nuove elezioni fanno sì
che il DUP (Democratic Unionist Party), partito
protestante guidato dal reverendo Paisley diventi la
prima formazione politica della provincia e il Sinn Féin
la seconda, sorpassando per la prima volta il SDLP come
primo partito dei cattolici. Il risultato delle elezioni
(incredibile solo pochi anni prima) fa sì che nasca un
nuovo governo presieduto dal reverendo Paisley con
Martin McGuinness (vicepresidente del Sinn Féin e in
passato Capo di Stato Maggiore dell' IRA) come suo vice.
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Finale
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Sempre dallo stesso disco, ma
questa volta le parole sono di un’altra canzone:
Under a
blood red sky
All is
quiet on New Year's Day
(Sotto un cielo rosso sangue,
tutto è calmo nel giorno del nuovo anno)
Ma davvero è la fine dei troubles? Le sei contee hanno davvero cambiato
pelle? Come abbiamo potuto constatare nel nostro
tragitto odierno lungo il più che trentennale sentiero
del conflitto nordirlandese, morte e distruzione sono
state di casa nelle sei contee: degli oltre 3000 morti,
di cui la metà a Belfast, circa 750 sono stati
ufficialmente considerati omicidi settari, la maggior
parte dei quali commessi dagli squadroni della morte dei
gruppi paramilitari protestanti ai danni della comunità
cattolica. Circa 130 i protestanti uccisi, oltre 200,
anzi 203, con i fatti di sangue di Massirene e di
commessi nelle delle ultime settimane, le vittime
dell’esercito e della RUC (oggi riformata come PSNI).
La
gente delle sei contee ha costantemente vissuto in uno
stato di ansia e tensione ed anche oggi che la
situazione è relativamente “normale”, con un governo
cross-community locale, i problemi settari non sono
andati via, non vanno via con strette di mano fra
politici o firme su fogli di carta, soprattutto in
determinate zone dove le peacelines si stagliano ancora
all’orizzonte, a dividere Belfast, a renderla una
scacchiera di distretti ostili ed i guerra fra di loro:
in realtà sono linee di confine, che hanno dato e sono
tuttora espressione fisica e materiale dei pregiudizi
già esistenti, delle divisioni e di quelle
incomprensioni che la costante presenza della guerra
nella vita di tutti i giorni ha reso sempre più
spiazzanti per le generazioni cresciute nei ghetti
cattolici o nelle estates protestanti.
Mi piacerebbe davvero credere che
i troubles siano terminati: la Belfast del XXI secolo è
effettivamente un’altra città rispetto al passato:
davvero tutto calmo nel giorno del nuovo anno?
Questo è un interrogativo che
resta aperto, comunque a ridosso dei muri delle sei
contee la segregazione continua.
 |
|
La parola è passata poi al
docente universitario irlandese prof.
Richard English
della
“Queen’s University” di Belfast.
Nato a Belfast nel 1963,
insegna scienze politiche
nell'importante ateneo
universitario della sua
città.
Ha pubblicato, fra gli altri,
"Ernie
O’Malley: |
IRA Intellectual"
(1998) e "Radicals and the
Republic: Socialist Republicanism in the Irish Free
State 1925-1937" (1994),
"Armed Struggle: The History of the IRA" (che ha
vinto nel 2003 il premio quale libro dell'anno presso
la UK Political Studies Association Politics) e "Irish
Freedom: The History of Nationalism in Ireland" (che ha
vinto nel 2007 il Premio Christopher Ewart-Biggs
Memorial e libro dell'anno di nuovo presso la UK
Political Studies Association Politics).
Fra
i suoi numerosi scritti su argomenti di storia e
politica irlandese si ricordano quelli pubblicati da «Newsweek»,
«Times Literary Supplement», «Times Higher Educational
Supplement» e da periodici irlandesi quali «Fortnight» e
«Dublin Review».
Ha
collaborato anche, come commentatore di politica
irlandese, terrorismo e storia
con il «New York Times», la «BBC»,
«ITN», «SKY»,
«NEWS», «RTE», «Irish Times»
«Financial Times»
e il «Guardian».
Con
questa relazione - esordisce il prof.
Richard English - esaminerò il perchè
della violenza dell'IRA e della sua durata attraverso
gli anni; quali risultati ha conseguito e perchè l'ala Provisional
dell'IRA ha poi optato per una soluzione strategica
pacifica del conflitto. Inoltre tale relazione analizzerà se la violenza
dell'IRA sarà destinata e ripresentarsi in futuro oppure
se essa è ormai appartenente al passato del conflitto.
Il lavoro presentato dal docente universitario poggia le
basi su una piattaforma di tipo cronologica contornata
da interessanti dibattiti ed analisi di vario genere sul
tema in argomento.
Il saggio
storico in questione risulta un valido strumento di
ricerca delle motivazioni che hanno indotto l'IRA a
compiere tali operazioni lungo l'arco di tempo della
propria attività e, naturalmente da un interessante
sguardo a tale struttura.
Ma nel
contempo una seria ed attenta lettura indirizzata su
diversi punti sia geografici che politici come quello
relativi alla situazione
nord-irlandese, quello della Repubblica d’Irlanda,
quello inglese, quello internazionale.
 |
|
In buona sostanza si tratta di una interessante
analisi
completa e nel contempo equilibrata
del movimento dei Provisional che
sono stati uno dei movimenti rivoluzionari di un certo
rilievo
attualmente esistenti al mondo.
Tale organizzazione si è basata su alcuni aspetti
trainanti della storia moderna quali la religione, il
nazionalismo, la violenza ed il socialismo.
Il relatore prof. Richard English ha tracciato nel corso
della sua relazione ciò che avvenne durante l'Insurrezione
di Pasqua
|
del 1916 e
le relative
conseguenze durante il biennio 1919-1921,
la divisione dell’Irlanda
negli anni Venti e la
relativa guerra civile irlandese del 1922-1923,
nonchè le azioni
dell’IRA
svolte sia sul territorio dell'Irlanda
del Nord che in Gran Bretagna fra
gli anni Trenta e gli anni Sessanta.
Sono stati
anche analizzate altre cifre di notevole importanza
sociale, politica, economica, nonchè emotiva come quelle
relative alle varie organizzazioni
per i diritti
civili, la
presenza delle truppe britanniche nelle strade
dell’Irlanda del Nord, la divisione
interna dell’IRA, l’introduzione
del regime carcerario di internamento nel 1971 e
il dramma
della Domenica di Sangue del 1972. Dalla
descrizione attenta di tali situazioni,
movimenti politici, sociali, culturali il docente
universitario ha offerto all'uditorio un
chiaro resoconto obiettivo, culturalmente
onesto ed esaustivo dal punto di vista storico
sull'argomento in questione.
I dati di cui sopra sono stati ampiamente trattati dal
docente universitario Richard English nel suo saggio
storico "La vera storia dell'IRA" e nello specifico:
 |
“La storia, 1916-1963"
: |
pone le
basi storiche per una comprensione approfondita della
Provisional IRA tuttora operante. In questa sezione si
analizzeranno la tradizionale cultura della “forza
fisica” presente nella storia irlandese prima del XX
secolo, con le sue ribellioni e i suoi segreti, i
drammatici eventi dell’Insurrezione di Pasqua (Easyer
Rising) del 1916 e la guerriglia che turbò gli anni tra
il 1919 e il 1912, la suddivisione dell’Irlanda
all’inizio degli anni Venti e la guerra civile irlandese
del 1922-1923. Nulla viene tralasciato in quanto tutto
rappresenta un punto di riferimento fondamentale per
comprendere il pensiero e l’azione dei Provisional.
Pertanto, le campagne condotte dall’IRA in Irlanda del
Nord e in Inghilterra fra gli anni Trenta e gli anni
Sessanta rappresentano la linea di discendenza del
moderno repubblicanesimo dei Provisional.
 |
“Protesta e ribellione
1963-1976”:
|
esamina la
nascita dei Provisional a partire dai disordini
provocati dal movimento per i diritti civili dei tardi
anni Sessanta, e lo fa con dovizia di dettagli e una
precisione senza precedenti. Prende in considerazione la
reazione dei lealisti (così sono chiamati i cittadini
dell’Irlanda del Nord sostenitori dell’appartenenza
della regione al Regno Unito) alle agitazioni del
movimento per i diritti civili, l’escalation di violenza
della fine degli anni Sessanta, il dispiegamento delle
truppe britanniche nelle strade dell’Irlanda del Nord,
la scissione all’interno dell’IRA in cui ebbero origine
i Provisional, l’introduzione dell’internamento senza
processo nel 1971, la tragedia della Bloody Sunday del
1972, lo spaventoso numero di omicidi che macchiarono
l’inizio degli anni Settanta e la battaglia all’interno
della comunità cattolica nord-irlandese tra i
Provisional e le forze politiche rivali. Tra gli eventi
più drammatici di quegli anni figurano gli attentati
dinamitardi contro l’Inghilterra e i sanguinosi
conflitti nell’Irlanda del Nord.
 |
“Prigioni e politica, 1976-1988” :
|
si analizzeranno le drammatiche battaglie
carcerarie per la concessione dello status di
prigionieri politici ai detenuti repubblicani, che
culminò nel 1980-1981 con gli scioperi della fame dei
membri dell’IRA (gli hunger striker). Questa sezione si
basa essenzialmente su materiale d’archivio e interviste
inedite utilizzate per fornire una descrizione
dettagliata di questa fase cruciale della battaglia. Si
esamineranno i cambiamenti avvenuti in seno all’esercito
repubblicano verso la fine degli anni Settanta che
comportò un diverso approccio organizzativo e strategico
e l’adozione di una politica di logoramento bellico a
lungo termine per affrontare il conflitto contro la Gran
Bretagna. Conseguenza di questo mutamento strategico è
stata la successiva campagna militare culminata, nel
1979, con l’assassinio di lord Louis Mountbatten –
cugino della regina- e con il tentato omicidio, nel
1984, dell’allora primo ministro inglese Margaret
Thatcher. Nella stessa sezione si analizzerà
attentamente l’emergere dei Provisional, negli anni
Ottanta, come forza profondamente influenzata e
profondamente coinvolta negli sviluppi politici
dell’Irlanda del Nord e nei rapporti anglo-irlandesi.
 |
“Pace? 1988-2002":
|
La
politicizzazione del movimento Provisional, definitasi
nella formazione del suo braccio politico, il dinamico
partito del Sinn Féin, ha reso possibili i cambiamenti
di cui si occuperà
in
cui verrà esaminata la graduale immersione dei
Provisional nel processo di pace nord-irlandese durante
gli anni Novanta attraverso le trattative con i
nazionalisti costituzionali di John Hume e il dialogo,
inizialmente prudente, con le autorità inglesi. Questi
negoziati hanno permesso l’evoluzione di un processo che
posto pietre miliari verso la cessazione del conflitto,
quali la dichiarazione congiunta anglo-irlandese del
1993, i due cessate il fuoco osservati dall’IRA nel 1994
e nel 1997 e l’Accordo di Belfast (Good Friday
Agreement) del 1998. Questa sezione offre anche la prima
riflessione documentata sui motivi per cui l’IRA decise
di cambiare atteggiamento in modo tanto marcato durante
il processo di pace degli anni Novanta. Dopo averne
narrato le vicende, partendo dai primi anni del
movimento e arrivando ai nostri giorni, le conclusioni
del libro forniscono un’analisi dell’organizzazione. Chi
erano veramente le vittime? Quali erano le motivazioni
che spingevano i Volontari (così sono chiamati i membri
dell’esercito repubblicano) e i leader rivoluzionari
all’azione? Avevano argomentazioni plausibili per agire
in tal senso? E quali sono stati i risultati, le
conseguenze e i retaggi di queste violenze? Gli stessi
membri dell’IRA hanno più volte dichiarato che la loro
violenza era motivata dalla irriformabilità dell’Irlanda
del Nord e dal livello di estrema ingiustizia che
affliggeva la comunità cattolica in quella regione;
quelle dichiarazioni sono state confortate da un esame
attento e serio alla luce delle prove attualmente
disponibili? I membri dell’IRA hanno anche dichiarato
che solamente le loro politiche rivoluzionarie e
aggressive avrebbero potuto mettere fine al settarismo
in Irlanda del Nord, ma gli eventi che si sono succeduti
negli ultimi trent’anni sono in grado di supportare
questa dichiarazione? In che misura la politica dell’IRA
era democratica, settaria o adeguatamente ponderata nel
quadro di una struttura anti-colonialista e socialista?
La Provisional IRA ha incarnato quelle che possono
essere definite le forze più potenti della storia del
mondo moderno: l’intersecarsi di nazionalismo e
violenza, la tensione tra nazione e Stato, l’interazione
tra nazionalismo e socialismo e la potenza aggressiva
dell’identità etnico-religiosa come veicolo del
cambiamento storico. I Provisional hanno giocato un
ruolo centrale nelle storie intrecciate dell’Irlanda e
dalla Gran Bretagna anche se il loro significato più
profondo si irradia ben oltre le politiche di quelle
isole e raggiunge il mondo della violenza politica che
va al di là della nazione e che oggi sta prepotentemente
tornando alla ribalta. L’IRA è stata un’organizzazione
molto più ricca, complessa, stratificata e mutevole di
quanto non le sia stato riconosciuto, ed è oggi - dopo
la lunga guerra in Irlanda del Nord – molto più disposta
ad affrontare un esame equilibrato di quanto non lo
fosse qualche anno fa. Come ha recentemente osservato
uno dei più abili strateghi politici del movimento
repubblicano: «Vedete, è facile fare la guerra. Non
dimenticatevelo. È facile perché ci sono i buoni e i
cattivi. E non abbiamo neanche bisogno di immaginarci,
di capire, di scoprire le ragioni che spingono la gente
ad agire in quel modo».
(1)
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(1)
R.
ENGLISH,
"La vera storia
dell'IRA",
Newton, 2004, pp. 9-11;
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_______________________
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R. ENGLISH, "La vera
storia dell'ira", newton, 2004
S. Cerulli, “Irlanda del Nord : una lunga
strada fra pace e guerra”, Massari,
2000
G. Adams, “Prima dell'alba : autobiografia
del leader del movimento di liberazione
irlandese”, Gamberetti, 1999
P. Bew Paul, “Northern Ireland, 1921-1996 :
political forces and social classes” ,
Serif, 1996
P. Naso, “Il verde e l’arancio”, Claudiana
Editrice, 1996
B. Sands Bobby, “Un giorno della mia vita :
l'inferno del carcere e la tragedia
dell'Irlanda in lotta”, Feltrinelli, 1996
G. Adams, “ Per una libera Irlanda : storia
e strategia del movimento repubblicano
irlandese”, Gamberetti, 1996
G. Adams, “Per la pace in Irlanda”,
Manifestolibri, 1995
G. Adams, “Strade di Belfast : storie di
vita quotidiana sullo sfondo della lotta di
liberazione”, Gamberetti, 1994
U. Gudmunson, “Lotta di liberazione in
Irlanda : tra cronaca e storia”, Jaca
Book, 1972
____________________________________
"The
Wind That Shakes the Barley" -
kean loach, francia/irlanda/uk, 06;
"mickybo & me" - regia:
terry loane, eire/uk, 2004;
"An Everlasting Piece"
-
regia:
Barry Levinson, usa 2000;
"High
Boot Benny" -
regia:
Joe Comerford, irlanda
1993;
"Nel nome del padre"
- regia J. sheridan, irlanda/uk, 1993;
"Hush
a Bye Baby" - regia:
Margo Harkin,
gran bretagna 1990
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