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Federico Fellini:

le parole di un sognatore da Oscar

18.02.2004

Una serie di incontri-dibattito organizzati dal sodalizio reggino, curati da Gianfranco Cordì,  responsabile della sezione “cinema” de “L’Agorà” sono stati  dedicati dal circolo culturale reggino al famoso regista.

Durante il  corso degli appuntamenti sono state trattate tematiche ed aspetti dei lavori de: “ Il bidone “ (1955), “ Il Casanova di Federico Fellini”  (1976) e “ Prova d’orchestra “ (1979). 

Nella sua presentazione, Cordì ha messo in evidenza che tre punti principali dell’immensa messe di argomenti trattati da Fellini nella sua intera opera sarebbero stati affrontati. 

Il primo riguardava “l’arte di arrangiarsi” di cui sono protagonisti Broderick Crawford, Richard Brasehart , Franco Fabrizi e tutti gli altri “ bidonisti” del film omonimo. 

Il secondo “la sessualità” di Donald Sutherland nel “Casanova” felliniano e l’ultimo: “l’impegno politico”  dei vari orchestrali del lungometraggio prodotto dalla Rai-tv.

 

 

Questi tre punti dallo stesso Fellini sono stati trattati anche in altre opere (precedenti e successive a queste) ma nelle tre, che componevano il ciclo  erano stati messi sul tappeto nella maniera forse più evidente eparadigmatica.

«Sono tre cifre dell’uomo del novecento e dell’uomo tout-court, - ha chiarito Cordì- , che Fellini ha portato sullo schermo con una lucidità che non ha paragoni.»

Giungendo così a disegnare il ritratto dell’uomo contemporaneo diviso tra le pulsioni più immediate (la fame ed il sesso) e quelle più universali (la politica).

Per quanto riguarda il titolo che è stato adottato per la serie di convegni dedicati al regista Federico Fellini,

Infine, Cordì ha messo in evidenza come questo percorso alla ricerca dell’uomo presente si è tentato di farlo basandosi sul lessico usato dal maestro riminese per dipingerei suoi grandi affreschi.

Sintassi e semantica delle “parole  di Federico Fellini per giungere alla concezione di quello che noi siamo oggi.

Attraverso il linguaggio capire l’attualità.

Nella convinzione che “ le parole che diciamo dicano molto più di noi di quanto facciamo noi stessi “.  

 

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