Il termine provincia trova applicazione
amministrativa sin dal II secolo a.C., periodo in cui Roma descriveva i
territori annessi all'urbe e la letteratura a riguardo la troviamo negli
scritti di Festo o nelle "Virranae" di Cicerone. Sotto l'amministrazione di Ottaviano Augusto si
attuò una riqualifica delle strutture amministrative in questione le
cui competenze gravitavano nelle figure dell'Imperatore e del Senato e tale
divisione trovò applicazione sino alla caduta dell'Impero romano.
Con
Odoacre ai Presidi ed ai Rettori vennero affiancati i capi militari
Ostrogoti: tale attuazione trovò seguito anche sotto il governo
bizantino che attuò per un certo periodo tale sistema amministrativo, che
venne rimpiazzato da un capo militare sotto l'amministrazione longobarda e che
durò fino a quella spagnola.
Il ruolo della
Provincia inizia ad assumere i connotati di modernità, con la relativa
duplice fisionomia di circoscrizione governativa, retta da rappresentanti ed
ufficiali del governo centrale, e di ente autonomo.
Dalle riforme della
rivoluzione francese e del Primo Console, dalla creazione dei Dipartimenti,
apparsa prima nelle due leggi rivoluzionari del 23 dicembre 1789 e dell'otto
gennaio 1790, e successivamente migliorata dalla legge napoleonica
del 28 piovoso dell'anno VIII, e dalla Francia passata in servizio agli stati
napoleonici italiani che la provincia moderna tra il suo assetto e la sua
fisionomia attuale di circoscrizione locale dell'amministrazione generale
dello Stato e di ente autarchico, aventi scopi propri, oltre quelli dello
Stato,e,che, in questa duplice qualità è retto dallo stesso funzionario, il
Prefetto, che è perciò ad un tempo rappresentante del Governo e Capo
dell'Amministrazione Provinciale .
Con l'entrata
dell'esercito francese di Championnet a Napoli il 24 gennaio 1799, emerge
l'inadeguatezza del sistema amministrativo borbonico e si giunge ad una serie
di decreti
e le modifiche apportate alla circoscrizione della
Calabria: infatti con le leggi del 21 piovoso anno VII repubblicano (9
febbraio 1799) che stabiliva i dipartimenti del Crati e della Sagra,
quest'ultimo composto di 10 cantoni: Catanzaro, Cotrone, Nicastro, Monteleone,
Tropea, Seminara, Reggio, Bova, Roccella e Satriano .
Dopo
la caduta della Repubblica napoletana si un periodo di staticità in
materia fino alla produzione
legislativa del 1806 che nello stesso mese di agosto
partorì due importanti svolte quali quelle relative all'eversione della
feudalità, la riforma dell'amministrazione provinciale e comunale, l'imposta
fondiaria .
Quello dell'8 agosto 1806 relativo all'ordinamento
dell'amministrazione civile del Regno corrispondente agli istituti francesi e
quello dell'8 dicembre 1806 con il quale si definiva la divisione delle
province in distretti e governi.
Nella Calabria rimase la classica
ripartizione in due province (Citeriore ed Ulteriore) suddivise in quattro
distretti, ognuno dei quali si articolava in circondari.
La provincia
Citeriore era composta dai distretti di Cosenza, Castrovillari, Rossano ed
Amantea; e l'Ulteriore era composta dai distretti di
Monteleone, Catanzaro,
Gerace e Reggio.
Con la citata legge dell'8 dicembre 1806, la Calabria
Citeriore mantenne come capoluogo Cosenza, mentre l'Ulteriore ebbe come
capoluogo Monteleone, che venne preferita all'antica sede di Catanzaro, "per il sito più
propizio non solo alle comunicazioni ma anche e soprattutto alle congiunture
militari che, in una inquieta contrada di confine erano e furono
determinati"
(Umberto
Caldora, Calabria Napoleonica 1806 -
1815, Napoli, F.Fiorentino 1960, pag. 35).
Bisogna notare che questa riforma
causò delle elevate proteste, sia per quanto riguarda la formazione dei
distretti che per la suddivisione dei circondari.
Tale imperfetta suddivisione
non permetteva di costituire un decurionato, visto il basso numero degli
abitanti e l'alta percentuale di analfabetismo.
Tutto ciò portò al decreto
di Parigi del 4 maggio 1811 con il quale si ebbe un'ulteriore divisone
amministrativa. Le novità di tale decreto furono date dal trasferimento della
sede distrettuale da Amantea a Paola: la causa di ciò è da ricercare nel
quadro prettamente militarmente strategico.
Questo è il clima nel quale si inquadrano le riforme dell'organizzazione
amministrativa territoriale del 1811, che per ragioni logistiche e per gli
eventi non poté attuare la proposta di istituire per la Calabria, una terza
provincia, che avvenne nel 1816 con la
legge del 12.12.1816 n°
470,
con l'elevazione di Reggio a capoluogo della nuova provincia di Calabria
Ulteriore Prima .
Il Governo Provinciale Intendentizio fu istituito con le regie patenti
del 31 dicembre 1842 e perfezionato con la Regia Patente del 30 dicembre 1847
fino alla Legge Quadro del 23 ottobre 1859 estesa poi all'intero territorio
nazionale .
Altra fondamentale tappa e la riforma sulla legge Comunale e
Provinciale del 1888, che toglieva al Prefetto la Presidenza della Deputazione
Provinciale.
La disciplina giuridica veniva trattata nel nuovo secolo nel
Testo Unico del 4 febbraio 1915 n. 148 ma con il Regio Decreto del 3 marzo
1934 n. 383 venne emanato un nuovo Testo Unico che aveva il compito di
disciplinare in modo ex novo la materia.
Ritornando alla legge Comunale
e Provinciale del 1888 bisogna dire che essa rimase pressoché immutata
fino alle riforma fasciste attuate con la legge del 27 dicembre 1928 che,
anche per questo ente, sostituirono al sistema elettivo per la costituzione
dell'amministrazione, il sistema della nomina governativa, ma decaddero dopo
la caduta del regime.
Il Decreto Legge del
4 aprile 1944 n. 112, seguito da leggi successive riattuò il primo Testo Unico
relativo agli istituti e principi aboliti dall'amministrazione fascista.
Con l'entrata in funzione delle Regioni a statuto ordinario le Amministrazioni
Provinciali hanno iniziato a subire un processo di svuotamento di compiti che
in breve tempo le ha ridotte ad enti assolutamente marginali.